venerdì 29 agosto 2014

French Chocolate Cake di Ale

La mia presenza sul blog ultimamente è un po' latitante, non ci sono grandi scuse solo che il tempo a mia disposizione è sempre poco e sono moltissime le cose in lista da fare. Ci sono delle ricette che è quasi un anno che aspettano di essere pubblicate e prima o poi ci riuscirò.

Talmente presa in quest'estate, che di estate ha avuto solo la posizione sul calendario, che mi sono perfino dimenticata che a ferragosto questo mio piccolo spazio nato per gioco ha compiuto ben 6 anni.

Troppo tardi per correre ai ripari però cosa c'è di meglio per festeggiarlo se non annunciare con grande gioia
 la nascita del nuovo blog di una carissima amica o una "ragazza con delle idee" , ..... come si definisce Lei, che è capace di affascinarmi con ogni suo post, perchè oltre alle ricette strepitose è una fonte inesauribile di notizie ............................................... 

è Alessandra con il suo bellissimo An Old Fashioned Lady 

Per festeggiare alla grande e per ringraziarla vi propongo una sua splendida ricetta che mi ha subito ammaliato, nonostante nella foto mancasse il soggetto della ricetta


E' una splendida cake cioccolatosa, facile da fare e di sicuro successo, vi riporto la ricetta di Ale della French Chocolate Cake ho solo sostituito la farina con la farina di riso




per 6 persone 

115gr cioccolato fondente *
55gr burro
3 uova medie intere
85gr zucchero semolato
un pizzico di sale 
alcune gocce di estratto di vaniglia o semi 
20 g di farina di riso 
zucchero a velo per decorare 

stampo a cerniera del diametro di 18 cm rivestita con la carta forno ** 
Forno statico preriscaldato a 180° 

* Ho usato un cioccolato al 72% 
** Non avendo uno stampo da 18cm ho usato un anello allungabile, mi sono formata il cerchio da 18cm, l’ho posizionato su una teglia e l’ho foderato con della carta forno che non ho unto

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato a pezzettini e, quando inizia a sciogliersi, aggiungete il burro sempre a pezzetti, mescolando finchè non si è sciolto completamente anch'esso. 

Togliete dal bagnomaria e lasciare intiepidire. 
Nel frattempo, in una terrina ampia, montate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno soffici e spumosi: quindi, versate il cioccolato e il burro fusi nel composto montato ed amalgamare con delicatezza. Unire le gocce o i semi di vaniglia e mescolare.

Setacciate la farina ed il sale e incorporarli delicatamente al composto. 

Ora montare bene gli albumi e poi incorporarli delicatamente al composto, in tre tempi mescolando dal basso verso l’alto e cercando che il composto non smonti. 
Versare tutto nella teglia ed infornare in forno caldo per 25 minuti. 

La torta gonfierà e formerà una crosta sottile, durante la cottura, che si creperà e si affloscerà appena fuori dal forno.
Lasciare raffreddare nello stampo per una decina di minuti, poi sformare e mettere delicatamente la torta sul piatto di portata togliendo delicatamente la carta forno.
Prima di servire spolverate con un po’ di zucchero a velo. 
Ho servito la torta dopo qualche ora con del gelato alla crema in purezza o irrorato con del Grand Marnier


Un dolce strepitoso che vi conquisterà immediatamente 

Grazie Ale


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giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' #questoepiubello

Dopo la splendida esperienza nata dall'idea di Ale di raccogliere nel libro “L’ora del patè" le ricette e soprattutto lo spirito del gruppo di Mtchallenge che ogni mese si sfida giocando interpretando la ricetta proposta, non si poteva non pensare al secondo libro della collana.

Il tema proposto in questo secondo libro è quello delle insalate, che spesso ingiustamente vengono viste solo come contorno o come piatto dietetico. 
Le insalate sono invece un piatto dalle mille virtù che nasce dall'armonia delle qualità delle materie prime e dalla creatività di chi le cucina.

L’insalata sarà così per il commensale un’esplosione di colori e sapori che ricreano lo spirito della Belle Epoque, quando questa portata ebbe finalmente una collocazione di tutto rispetto nei menu. 
Troverete moltissime idee per le insalate di tutti i giorni, ma anche splendide insalate da proporre ai graditi ospiti 

Grazie ad Ale, anche questo libro sostiene un vero progetto di una Fondazione con finalità educative la cui attività è rivolta ai giovani

Ogni libro acquistato sosterrà il progetto


E’ con gioia ed emozione che Vi presento il secondo libro della collana 

“I libri dell’MTChallenge”

INSALATA DA TIFFANY

               a cura di Alessandra Gennaro

               fotografie di Paolo Picciotto

               illustrazioni di Mai Esteve
casa editrice :

SAGEP EDITORI- GENOVA www.sagep.it

l'impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori

la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari 

144 pagine

costo: 18,00 euro

Sfogliando il bellissimo libro troverete sezioni dedicate a :

Insalate da Tiffany – Insalate che ricreano lo spirito dalla Belle Epoque

Insalate facili – oltre 50 ricette più veloci ma non meno appetitose 

Condimenti ed emulsioni

Storia e tecnica 

Il progetto più grande però è quello che vede ogni singolo libro sostenere il progetto: 

Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall'apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all'arte, alla musica e al gusto.

Questo libro è veramente più bello, pagina dopo pagina Vi conquisterà e potrete portare in tavola piatti veramente stuzzicanti che sapranno soddisfare tutti i sensi.

Per acquistarlo sfogliarlo e rimanere affascinate da più di cento varianti d'insalata e sostenere con il vostro contributo un bellissimo progetto potete ordinarlo:
direttamente a Sagep  o anche ad Ibis e Amazon, naturalmente da oggi sarà disponibile anche nelle librerie

Non fatevelo scappare e veramente molto bello

#questoepiubello 
#insalatadatiffany
GRAZIE
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domenica 15 giugno 2014

Baleadas con fagioli rossi e banane fritte ...............una piadina in vacanza

A giugno iniziano le vacanze dei ragazzi, l’estate fa capolino e la voglia di spegnere i fornelli e di cucinare piatti più veloci inizia a farsi sentire. 
MTC non poteva certo non farsi portatrice di questa esigenza e così ecco che Tiziana ci propone la ricetta di una splendida piadina romagnola. 
Chi di voi non ha mangiato almeno una volta una piadina però avere la ricetta per farla bene non è da tutti. 


Il caldo si sa a volte fa qualche scherzetto e così la vulcanica Ale lancia un’idea che è stata presa al volo dalla combriccola di MTC e così ecco che oltre ai mondiali di calcio in giugno si celebreranno anche i PIADAMONDIALI con lo stesso calendario dei mondiali, solo anticipando le partite di un paio d’ore e la sfida è a suon di piadine una più accattivante dell’altra. L’idea mi è piaciuta subito ed è così che farò l’allenatrice per il piccolo Honduras 

Facile a dirsi, ma qual è il piatto tipico di questo piccolo stato una terra racchiusa tra due oceani come ci racconta la sua bandiera che è costituita da tre bande orizzontali bianche e blu di uguali dimensioni; secondo la tradizione, le bande blu laterali rappresentano l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico. 
Honduras sembra debba il suo nome a Cristoforo Colombo che approdò sulle sue coste nel suo quarto e ultimo viaggio nel 1502. 

Uno stato sicuramente interessante anche dal punto di vista culinario. 
Un piatto tipico honduregno sono le baleadas, molto simili alla nostra piadina e quindi il piatto giusto per i piadamondiali. 

La baleadas l'ho sostituita con la piadina proposta da Tiziana di cui riporto la ricetta quasi integralmente 

Ingredienti Baleadas-piadina 
500 g di farina 00 
125 g di acqua 
125 g di latte parzialmente scremato fresco 
100 g di strutto 
15 g di lievito per torte salate 
10 g di sale fine 
1 pizzico di bicarbonato di sodio 

Fate scaldare il latte e l'acqua in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo una padella antiaderente piuttosto larga, la temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta.
Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete. 

Farcitura con Frijoles fritos e plátanos fritos 
200gr Fagioli Rossi lessati 
1 cipolla tritata 
1 spicchio d'aglio tritato 
Cumino 
Olio d’oliva 
Sale e pepe 

150gr Salsiccia 
Origano e timo 

2 banane mature (platanos) 

50gr Formaggio stagionato (prato magno) 

100gr Panna 
succo limone 

Per la farcitura servono dei fagioli rossi che avremmo lessati, dopo averli messi a bagno per una notte. 
Prendere i fagioli con un po’ della loro acqua e schiacciarli con un cucchiaio fino a renderli a purea. Nel frattempo mettere la cipolla tritata in un padellino con un po’ d’olio e farla imbiondire, poi aggiungere la purea di fagioli, l’aglio e il cumino far insaporire e poi aggiungere un po’ d’olio e far friggere per qualche minuto regolare di sale e pepe a piacere ………… deve risultare una purea morbida e saporita. 

In un padellino a parte far cuocere la salsiccia sgranata fino ad una buona rosolatura, aggiungere un bel pizzico d’origano e timo, non serve salare perché già molto saporita 

Preparare le banane fritte 
Le banane devono essere mature, tagliarle a fetta di salame poi passarle in un padellino con un velo d’olio caldo per un paio di minuti girandole su entrambi i lati 

Sono deliziose, se non le usate tutte per le piadine potete mangiarle così veramente buonissime 

Aggiungere alla panna il succo di quasi mezzo limone 

Farcitura baleadas 
Prendere una piadina calda, mettere sul fondo un po’ di purea di fagioli e distribuirla bene poi aggiungere un cucchiaio di salsiccia. Coprire con qualche scaglia di formaggio stagionato (che può a piacere essere sostituito con del formaggio morbido) e irrorare con un po’ di panna al limone. 

Aggiungere qualche fettina di banane fritte quindi chiudere a cono e gustare subito. 
Proseguire a farcire le restanti piadine 

Sicuramente una piadina con farcitura un po’ particolare, ma sicuramente sfiziosa 

Come sempre è un piacere partecipare a MTC, ma questa volta è stato ancor più divertente

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mercoledì 14 maggio 2014

Babà alla grappa di Gewurztraminer con maroni canditi e crema

Come sempre ogni mese MTC ci sprona a metterci in gioco anche con ricette o preparazioni per noi completamente nuove.

I primi passi che ho mosso in questo splendido gioco risalgono alla pasta alla Norma proprio un piatto per me "gustativamente" sconosciuto, ma che dallo schermo mi disse: “ …… Manuela buttati ….” e da allora mese dopo mese MTC ha stimolato la mia fantasia arricchendo la mia cucina e facendomi viaggiare nel meraviglioso mondo culinario.

Non poteva quindi certo meravigliarmi la proposta di Antonietta con il suo babà per MTC di maggio.

Certo non l’ho mai mangiato, ma il babà con il pensiero mi riporta all'infanzia perché i primi passi li ho proprio mossi a Napoli dove con i miei ho vissuto per quasi due anni e probabilmente l’aroma del babà sarà rimasto in fondo ai miei ricordi come l'amore per l'acqua, i miei mi portavano in spiaggia a Marechiaro e mi facevano una buca in riva al mare dove potevo star li li tranquilla a giocare ........ ma questa è un'altra storia.

Quando ci si mette in gioco con un piatto nuovo, per me è molto importante studiare bene la ricetta per carpirne i segreti per poi seguire scrupolosamente la ricetta.
La ricetta è quella di Antonietta che riporto quasi integralmente

Ingredienti
300 gr farina Rieper (linea gialla)
3 uova grandi
100 gr burro
100 gr latte
25 gr zucchero
10 gr lievito di birra (io 7gr) *
½ cucchiaino di sale fino

Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 gr di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 gr di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con pellicola

* ho usato meno lievito perchè sapevo che il mio primo impasto avrebbe dovuto lievitare più a lungo essendo io al lavoro

Primo impasto
Versare in una ciotola il resto della farina (230 gr), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio (il mio ha lievitato circa 4 ore è per questo che ho usato meno lievito).

Secondo impasto
In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto una cucchiaiata alla volta facendo assorbire bene prima di aggiungere la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.
Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo ** preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.
Una volta completato il giro, con l’indice sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
** il mio stampo era senza buco, ma come dice Antonietta se non ha il buco non è un babà e quindi con una formina da crem caramel e un po' di carta forno mi sono creata il buco ..... trattandosi di un lievitato il buco finale è abbastanza bello anche se un po' asimmetrico

Accendere il forno a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa. 

Per la bagna
1 lt acqua
400 gr zucchero
1 limone

Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti.
Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette e versare sul babà ancora tiepido. 
Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.

Crema pasticcera al profumo di castagna
250 ml di latte
2 tuorli
2 cucchiai colmi di zucchero
1 cucchiaio raso farina bianca
1 cucchiaio raso di farina di castagne
un pizzico di vaniglia
30 g di burro

Scaldare il latte con un pizzico di vaniglia e spegnere quando accenna a bollire. Mettere a scaldare la pentola con l’acqua che servirà da bagnomaria per cuocere la crema.
Nella pentola dove invece cuoceremo la crema mettere i tuorli, lo zucchero e la farina setacciata; con una frusta amalgamarli energicamente e incorporare il latte versato a filo, continuando a mescolare. Passare nel bagnomaria a fuoco dolcissimo e cuocere continuando a mescolare fino a quando la crema si addensa.
Spegnere, aggiungere il burro e incorporarlo con la frusta. Lasciar raffreddare girando di tanto in tanto. Sistemare la crema in un sac a poche e tenerla in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Completiamo il babà
100 g di marroni canditi alla grappa di Gewurztraminer*
3 cucchiai di miele di castagno

Scolare dal piatto lo sciroppo che sarà colato dal babà. Irrorarlo con la grappa di Gewurztraminer dei marroni canditi a proprio piacimento, spennellarlo con il miele di castagno precedentemente leggermente sciolto a fuoco lento, decorare con ciuffi di crema pasticcera e completare con i marroni canditi.
Questo babà è veramente meraviglioso, so che lo rifarò prestissimo, magari cercandomi lo stampo giusto e devo ringraziare Antonietta per la bellissima ricetta, ma sopratutto per la pazienza con cui a risposto a tutte le mie domande 
Questi i suoi suggerimenti per la ricetta: per ottenere un ottimo babà spugnoso la fase essenziale è l’impasto: deve essere energico e lungo, senza desistere, fermarsi solo quando questo si stacca dalle mani, lasciandole pulite, quando accenna a fare le prime bolle, quando è sostenuto e tondo come una palla.
Il piano da lavoro dove impastare non deve essere di legno ma di marmo o altra pietra naturale, meglio ancora materiali plastici duri.

Ho seguito ricetta e suggerimenti alla lettera ed il babà è stato apprezzatissimo da tutti

* I marroni sono prodotti dalla cooperativa castanicoltori del Trentino Alto Adige
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domenica 27 aprile 2014

Treccia a sei/sette con impasto del pane dolce dello shabbat

In una domenica uggiosa in cui si avrebbe solo voglia d’oziare cosa c’è di meglio se non dedicarci alla nostra passione e coccolare un po’ i nostri cari?
Oggi vi propongo un lievitato un po’ particolare, non per la ricetta ma per la forma un po’ particolare.
In questi giorni sono stata colpita da un video dove una ragazza forma innumerevoli trecce, ma più che per la forma delle trecce (di cui alcune le ritrovate anche sul blog) mi ha affascinato come formava i rotolini per poi dar forma alla treccia ………………… potete ben capire che non potevo non provare subito

Come ricetta base ho usato l’impasto del pane dolce del sabato modificando solo un po’ la ricetta creando un pre-impasto che mi permette di usare meno lievito
Pre-impasto
120ml acqua
7gr lievito di birra
115gr farina 0

Impasto
385 gr di farina 0
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
7 gr di lievito di birra 
5 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale

cannella in polvere

Pre-impasto
Sciogliere in una ciotola il lievito nell'acqua quindi aggiungere la farina mescolare grossolanamente per amalgamare, quindi coprire con pellicola e mettere a lievitare per 4-5 ore (io lo preparo nel primo pomeriggio per poi impastare la sera)

Impasto
Trascorso il tempo, sciogliere nell’acqua il lievito di birra quindi aggiungerlo amalgamandolo al pre-impasto, quindi incominciare ad amalgamare tutti gli altri ingredienti lasciando per ultime le uova e il sale. 
L’impasto può essere fatto con l’impastatrice o a macchina, l’importante è che sia ben amalgamato è un impasto facile da lavorare
Appena il nostro impasto sarà pronto, metterlo in una ciotola coperto con pellicola a lievitare per un paio d’ore

Formatura
La forma mi è stata suggerita dal video di questo video che mi ha catturato, guardate soprattutto come forma i rotolini delle trecce.
La mia forma è l’ultima del video, quella a sei capi con piccola modifica avendo preparato sette rotolini al posto di sei

Cliccare sulla foto 
per vedere il video
Il modo di creare i rotolini è veramente fantastico e io prima di arrotolarli, appena stesi li ho spolverizzati con un po’ di cannella.
Creati i sei filoncini li ho intrecciati come da video, poi avendone fatto uno in più l’ho disposto per il lungo sotto la treccia ed ho accentuato la sua presenza inserendo due ciliegine candite nel punto d’unione dei due rami delle trecce.

Ho messo la treccia coperta a lievitare per circa un’ora e poi ho infornato in forno caldo statico a 190° per circa 15-20 minuti
Una treccia deliziosa per una bella colazione in famiglia
Buona? Buonissima se pensate che l’ho infornata ieri a mezzanotte e oggi a pranzo ne era avanzata solo una fettina, motivo per il quale avete solo le foto della treccia intera perchè poi si è dissolta come neve al sole!!!!
Nota: se volete farla in meno tempo, guardate il post originale dove c’è l’impasto diretto con più lievito, ma non lasciatevela scappare
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mercoledì 23 aprile 2014

Coda al merlot con gnocchi alle erbe aromatiche

Quando ero ragazzina mi ricordo che in centro si trovavano diverse macellerie tra cui ben due equine e il rapporto con il macellaio era quello con un amico che ti sapeva consigliare e soprattutto ti avvisava se aveva qualche taglio speciale che sapeva ti sarebbe piaciuto.
Il macellaio vicino all'ufficio di mio padre, quando lo vedeva, lo chiamava informandolo di qualche golosità o se in settimana avrebbe preparato la testina e se voleva che gliene riservasse un po’. 

Sicuramente a casa mia forse l’unico pezzo di carne poco utilizzato era la famosa fettina lasciata in macelleria per dar spazio a tagli meno nobili, ma sicuramente più gustosi.
Però le macellerie in città un po’ alla volta sono sparite e per la carne ci si deve affidare quasi esclusivamente ai supermercati dove le proposte sono sempre le stesse e prive di fantasia.

Quando ho visto la proposta di Cristiana col quinto quarto per Mtc di aprile alla gioia iniziale è seguito un attimo di sconforto nel pensare a che cosa avrei potuto preparare.
L’idea c’era e l’acquolina nel pensare alla ricetta anche, ma come potermi procurare l’ingrediente base ……….. con il mio tempo tiranno non potevo certo farmi un viaggio fino a Firenze in quel meraviglioso tempio della carne che è il mercato coperto ………… perché forse voi non lo sapete, ma una volta sono tornata da Firenze con in valigia un pezzo da 5kg di pancetta fresca con cotenna da mettere sotto sale (anche il sale con gli aromi era in valigia).

Questa volta a venirmi inaspettatamente in aiuto c’è stata l’apertura di una nuova macelleria in città. A parte andare a salutare il vecchio titolare, che rimane in appoggio al nuovo, li ho subito messi alla prova chiedendogli se potevano procurarmi una coda …… e così alla vigilia di Pasqua sono tornata a casa felice come una bambina con la mia coda.
Un pezzo così speciale non poteva che essere cucinato con rispetto

900gr coda di manzo
1 cipolla
1 spicchio aglio
2 bicchieri vino merlot
origano
rosmarino
salvia
erba cipollina
sesamo nero
sale e pepe
Prima di cucinare la coda l’ho massaggiata con un misto di spezie tritate quali origano, rosmarino, salvia, erba cipollina, sesamo nero e pepe quindi l’ho messa a marinare in una ciotola con due bicchieri abbondanti di merlot, un vino di corpo e di carattere. Alla marinatura ho aggiunto anche una cipolla a cubetti e uno spicchio d’aglio, prestando molta attenzione che tutta la carne fosse coperta dalla marinatura.
Dopo circa un’ora ho trasferito tutta la coda e la marinatura in una terrina di coccio. Ho coperto con il coperchio mettendo fra il coperchio e la pentola un disco di carta forno. Ho messo sul fuoco e ho fatto cuocere molto lentamente per un paio d’ore.
Ogni tanto controllare e mescolare la carne per evitare che attacchi, la cottura è molto delicata e la carta forno permette che i sapori rimangano all'interno della pentola bisogna prestare solo molta attenzione al vapore quando si alza la carta per mescolare.
Io ho cotto la coda per circa un’ora la sera, poi ho lasciato riposare tutta la notte coperta e il giorno dopo terminata la cottura per un’altra ora, la coda è pronta quando la carne inizia a staccarsi dall'osso.
I pezzi della coda cucinata così lentamente e con il riposo sanno sprigionare tutta la loro bontà.
A cottura quasi ultimata regolare di sale, ne servirà pochissimo perché le spezie, il vino e la cottura l’avranno resa molto gustosa e aromatica.
Un piatto così può essere accompagnato da del pane di segale e cumino o per renderlo ancora più particolare da dei gnocchi di pane alle erbe.

270gr pane bianco a cubetti
mezza cipolla
olio
50gr burro
3 uova
prezzemolo
origano
erba cipollina
ciuffo finocchio selvatico

Tagliare il pane a cubetti (togliere la crosta se troppo dura e se desiderate gnocchi più chiari), quindi fare un soffritto delicato di cipolla con un po’ d’olio che poi aggiungeremo al pane.
In una ciotola mettere il burro morbido con le uova e le erbe aromatiche quali origano, prezzemolo, erba cipollina, sale, pepe e qualche ciuffo di finocchietto selvatico amalgamare tutto sbattendo leggermente ed aggiungere ai cubetti di pane, mescolare bene e far riposare per circa 20 minuti.
Trascorso il tempo prelevare con un cucchiaio un po’ d’impasto e con le mani leggermente infarinate fare delle palline ……….. saranno i nostri gnocchi. Possono essere piccoli o grandi, io li ho fatti grandi quanto una noce e ne ho calcolati 4-5 a testa.
Quando gli gnocchi saranno pronti cuocerli in acqua bollente salata facendoli sobollire per circa 10-12 minuti o leggermente di più se più grandi.

Una volta cotti passarli velocemente in un padellino dove avremmo fuso del burro, quindi impiattare con la nostra coda calda e il suo meraviglioso sughetto e servire subito
Un piatto da leccarsi i baffi parola dei commensali che in questi giorni, quando avevo detto che cosa mi ero ordinata, mi guardavano con aria molto sospetta

Come sempre grazie alla ragazze di Mtc per le loro splendide proposte
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