mercoledì 20 luglio 2016

Sardenaira ligure per ... festeggiare

In un giorno importante come quello della laurea magistrale in Ingegneria Meccatronica del proprio figlio ci voleva qualche cosa di speciale per festeggiare, un piatto gustoso e ricco di sapori che sapesse rappresentare l'intensità di questo giorno.

La mia scelta è caduta sulla Sardenaira una focaccia sanremese, fatta con ingredienti poveri ma con un gusto ricco ed intenso, che deve il suo nome dall'uso delle sardine salate o del machetto di sardine.
Oggi, in Aifb si celebra proprio la GN della Sardenaira, prodotto tipico con riconoscimento De.Co e la sua storia ce la racconterà la bravissima ambasciatrice Fausta Lavagna 
La ricetta che vi propongo per questa giornata veramente speciale è quella di Alessandra, perchè come l'ho letta mi ha conquistata per l'uso del machetto, che solo a leggere come veniva fatto ha stimolato l'acquolina e poichè per le sarde ho un debole non potevo non provare questa versione molto stuzzicante.

Sardenaira sanremese-trentina
per teglia 30x40 circa
500 gr farina 0 (12,8 % proteine)
10 gr lievito
250 ml acqua 
50 ml olio 
sale

per la salsa
1 kg pomodori da sugo freschi
mezza cipolla rossa
allcune foglie di basilico
origano
3 cucchiai d'olio

per il machetto
100 g di acciughe sotto sale, tritate

In una ciotola mettere la farina, al centro mettere il lievito sciolto in un po' d'acqua, iniziare a lavorare aggiungendo gradatamente tutta l'acqua, quindi un bel pizzico di sale e l'olio. Lavorare con cura a lungo fino ad ottenere una pasta morbida e liscia. 
Coprire la ciotola con la pellicola e far lievitare per un paio d'ore o fino al raddoppio.
Preparate il condimento, rosolando leggermente nell'olio la cipolla tritata finemente, poi aggiungere i pomodori spellati e a dadini e far cuocere lentamente. Quando tutta l'acqua sarà evaporata e il sughetto bello denso aggiungere il machetto, preparato pulendo e tritando le sarde sotto sale, farlo sciogliere mescolando con un mestolo di legno per amalgamarlo. Appena sciolto spegnere ed aggiungere un po' di origano e alcune foglie di basilico spezzettate a mano.
Quando l'impasto è lievitato stenderlo nella teglia leggermente unta, quindi farlo riposare ancora 10 minuti poi stendere il sughetto con machetto raffreddato, dei capperi, gli spicchi d'aglio tagliati in due e affondati nell'impasto.
Aggiungere anche dell'olive del Corno di Nago autoprodotte e come potete vedere stanno crescendo, 
un paio di filetti di sarde decorativi e un po' d'origano fresco.
Aggiungere un goccio d'olio ed infornare a 200° per circa 20 minuti.
Sfornare, lasciare intiepidire alcuni minuti e gustare
Una focaccia deliziosa che oggi si è vestita a festa con la corona d'alloro

Vorrei ringraziare Fausta, splendida ambasciatrice, che coinvolgendoci è riuscita a creare il vero spirito che dovrebbe esserci in ognuna di noi che con gioia partecipa allo splendido progetto del Calendario del Cibo italiano, non per fare ricette già conosciute, ma per imparare la ricchezza del nostro territorio anche attraverso ricette ricche di storia ai più sconosciute ma che meritano d'essere festeggiate.


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lunedì 18 luglio 2016

Sarde deliziose per ... settimana pesce azzurro di Aifb

Oggi con Aifb si inizia a festeggiare la Settimana del Pesce Azzurro a cui viene dedicata un'intera settimana, grande ambasciatrice di questa settimana è Cristina Galliti che ci farà entrare nel magico e argenteo mondo del pesce azzurro.

Moltissime sono le specie appartenenti a questo meraviglioso mondo, ma qui non è sempre facile trovarlo bello fresco, io amo le alici e le sarde e spesso ve le ho proposte. Il pesce non necessita di grandi cotture infatti riesce a dare il meglio di se con cotture brevi e senza essere sovrastato da troppe spezie ed aromi.
Non mi è sempre possibile avere a disposizione delle belle sarde fresche, però è possibile conservarne il gusto per potere gustare in ogni momento un piatto delizioso dal profumo del mare. Certamente un grande esempio sono le sarde salate però prima d'essere usate devono essere un po' preparate, ecco perchè un vasetto di questa delizia non manca mai nel mio frigorifero.

Sarde deliziose
Dosi per due vasetti
600gr sarde salate
prezzemolo tritato
capperi
1 spicchio aglio
olio

Prendere le sarde salate e con molta delicatezza aprirle e togliere la lisca, quindi creiamo dei filetti che passeremo sotto l'acqua per pulirli e togliere l'eccesso di sale, quindi mettere su un piatto a sgocciolare. Continuare a pulire tutte le altre sarde e metterle tutte su un piatto inclinato a scolare.

Nel frattempo prendere un bel mazzetto di prezzemolo, pulirlo e tritarlo fine con uno spicchio d'aglio.
Dopo un paio d'ore i filetti saranno pronti per essere invasati.
Prendere un vasetto e sul fondo mettere un filo d'olio e un po' di prezzemolo, quindi iniziare ad adagiare i filetti di sarde aiutandosi con una forchettina. Finito il primo strato mettere qualche cappero, un po' di prezzemolo e un filo d'olio, quindi aggiungere un altro strato di sarde.
Continuare fino al riempimento del vasetto alternando strati di sarde, un po' di prezzemolo, qualche capperi ed olio, quindi terminare con un filo d'olio poi chiudere il vasetto e conservare in frigorifero.

Per poter assaporare le sarde in tutto il loro splendore lasciare riposare le sarde per una decina di giorni prima di gustare.

Come si possono gustare? 
Moltissimi sono i modi possono arricchire dei sughi o delle salse, ma sono anche ottime per un sughetto veloce basta riscaldarle in un pentolino con un filo d'olio d'oliva fino a sciogliere quindi aggiungere una porzione di trenette mescolare e gustare immediatamente.

Oppure si possono preparare dei deliziosi stuzzichini facendo riscaldare leggermente delle fette di pane che poi spalmeremo con un filo di burro (se di malga sarebbe favoloso) su cui poi metteremo un filetto di sarda. Uno stuzzichino delizioso di cui chiederanno il bis




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sabato 25 giugno 2016

Pizza in teglia con sarde, lunga maturazione per Mtc58

I lievitati bisogna amarli ed imparare a conoscerli per poterne carpirne i segreti, si perchè un lievitato mentre lo lavori e lievita ti parla, ti manda segnali e solo con un po' d'esperienza ti permette di stabilire un dialogo.

No, non prendetemi per matta, c'è chi ha il pollice verde e capisce quando una pianta è sofferente, ha bisogno d'acqua o al contrario ne ha troppa. Ecco io il pollice verde proprio non ce l'ho, anzi il mio è proprio nero, però in compenso riesco a percepire se un lievitato sta bene è una questione d'alchimia e molte sono le variabili che possono modificarne il procedimento, non è pasticceria.
La pizza è un piatto meraviglioso che ci conquista ogni volta che esce dal forno, perché solo allora avrai la certezza che il tuo percorso nel coccolare l'impasto è riuscito
Ecco perché non è facile dare una ricetta perfetta per la pizza, a volte si da colpa a lei se il risultato non è quello sperato, ma spesso dipende da noi e da come sappiamo interagire con le caratteristiche dell'impasto.

Antonietta del blog La trappola golosa, nel suo meraviglioso post sulla pizza ci ha regalato per Mtc58 tre ricette/procedimenti meravigliosi permettendoci di ottenere buoni risultati.
Vi ho già parlato della buonissima pizza al piatto con doppia cottura e della pizza in teglia con prefermento e lievito madre, quindi non potevo non preparare l'altrettanto deliziosa pizza in teglia a lunga maturazione.

Pizza in teglia a lunga maturazione 

Questa è una pizza ad alta digeribilità, perché oltre alla dose di lievito minima ha una maturazione in frigorifero e che grazie alle farine forti si può prolungare da 8 a 18 ore.

Come ci spiega Maria Pia nel suo dettagliatissimo post, che suggerisco di leggere e di cui riporto solo una frase: durante
 la maturazione, le strutture più complesse (proteine, amidi, grassi) sono scomposte in elementi più semplici, rendendo il prodotto finito più digeribile e consentendo lo sviluppo di tutti gli aromi della farina e del lievito. 
Un procedimento che senza stravolgerlo ci permette d'adattarlo anche ai nostri tempi, perché è vero che dobbiamo assecondare l'impasto, però possiamo anche cercare, solo conoscendolo, di pilotarlo.

Riporto ricetta e procedimento di Antonietta, con piccola modifica sulla lievitazione

Maturazione in frigo, lievitazione in teglia
Idratazione 65%
Consistenza: morbida

Ingredienti
due teglie diametro cm.30 e cm.20
450 g di farina
290 ml di acqua
12 g di sale
1 g di lievito di birra

Farcitura
pomodori pelati
origano
capperi
sarde sottolio
olio d'oliva extravergine

Procedimento
Setacciare la farina, trasferirla in ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito di birra sciolto in una tazzina di acqua prelevata dal totale, il resto dell’acqua e il sale sulla farina, verso il bordo della ciotola.
Iniziare a incorporare man mano la farina, intrudendola con le dita e poi una volta terminato ribaltare sul piano da lavoro e impastare per 10 minuti, piegando e ripiegando più volte, schiacciando l’impasto senza strapparlo.
Trasferire in una ciotola, coprire con pellicola e lasciar a temperatura ambiente per 1 ora. 
Trasferire poi in frigo e lasciare maturare per 15 ore ( la maturazione grazie alle farine forti può allungarsi tra 8/18 ore).
Avendo l'esigenza di allungare l'ultima lievitazione per poter cuocere la pizza al ritorno dal lavoro ho cercato di giocare sulla temperatura d'ambiente per rallentarne la lievitazione.
Dopo la maturazione ho tolto l'impasto dal frigorifero e l'ho lasciato a temperatura ambiente per 1 ora e mezza (meno delle due ore come da ricetta) fino a quando era bello da poter essere steso con facilità, ma ancora un po' freddo. L'ho rovesciato sul piano di lavoro leggermente infarinato con semola e steso con le mani senza schiacciarlo troppo, ma come dice Antonietta allargandolo dal centro verso l'esterno.
L'ho trasferito nelle teglie unte, quindi coperto e portato a lievitare nella cantina dove la temperatura è molto più fresca rispetto alla cucina permettendo una lievitazione più lenta, ma costante. Ho potuto quindi lasciarlo lievitare quasi il doppio, quasi quattro ore invece delle due previste.

Prima di cuocerla, ho riscaldato il forno alla massima temperatura mantenendolo per 15 minuti dopo il raggiungimento della stessa.
Nel frattempo ho riportato le teglie in cucina, farcito con pomodori pelati che avevo scolato ed omogeneizzato a mano e conditi con un bel pizzico d'origano e un goccio d'olio d'oliva. Ho guarnito con capperi e sarde sottolio che mi preparo e di cui non manca mai un vasetto in frigorifero.
Quindi ho infornato per 20 minuti, dopo ho sfornato e gustato una delizia
Con questa strepitosa pizza in teglia
partecipo a mtc58 felice d'aver provato tutti e tre gli impasti
Grazie Antonietta per queste meravigliose pizze che ci hai insegnato a preparare

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martedì 21 giugno 2016

Tortilla de Papatas per Starbooks

E' estate, voglia di vacanza, viaggi e cibi sfiziosi, però se le vacanze sono lontane o rimaniamo in città, possiamo viaggiare con i sapori gustandoci delle tapas spagnole e lo Starbooks di giugno è dedicato a 

Tapas Revolution di Omar Allibhoy e moltissime sono le ricette, che meritano d'essere assaporate.
E la Tortilla de
Patatas vi piacerebbe saperla preparare? 

La conoscete ma non avete la ricetta perfetta?
Io ho quella di Omar Allibhoy  perchè questa mese ho l'onore di partecipare allo Starbooks.
Siete curiosi di sapere se mi è piaciuta?
Le mie sensazioni e la ricetta la trovate qui e se volete potrete gustarvela questa sera.

Buon appetito!
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giovedì 16 giugno 2016

Pizza trentina in teglia con patate e speck per mtc58

Quel vasetto, riposto nella porta del frigorifero, era lì abbandonato da molto tempo con il suo contenuto e ogni volta che il frigorifero veniva aperto sembrava quasi mi chiamasse per ricordarmi che c'era anche lui, ma il tempo era tiranno e a lui non riuscivo a dedicarne un po'. Certo lui era sempre più debole, pieno di croste ed incartapecorito e per un attimo ho pensato di buttare tutto, però il suo contenuto veniva da molto lontano e si era comportato bene quando era arrivato in terra trentina non si meritava quella fine e poi c'era quella vocina che mi diceva "ci sono curati di me" 
Poi Antonietta ha vinto Mtc57 e a quel punto togliere quel vasetto dal frigorifero e lasciarlo a temperatura ambiente è stato un istante. Si perché quel vasetto conteneva il lievito madre che Antonietta ci aveva regalato a novembre al raduno, un lievito con una storia non poteva finire male e poi come Antonietta ci aveva fatto notare al raduno il lievito non muore, siamo noi che lo abbandoniamo.
Certo l'aspetto non era bello in superficie c'era un grosso crostone però in fondo al vasetto non era male, con attenzione quasi chirurgica ho eliminato tutte le parti brutte o secche recuperandone un po', 20 gr che sembravano belli e li ho subito rinfrescati, sciogliendoli molto bene in 10gr d'acqua e poi impastato con 20gr di farina, coperto bene e lasciato tutta la notte a riposo, al mattino certo non era molto lievitato però accennava a muoversi neanche mi dicesse d'aver fiducia in lui, l'ho lasciato a riposo ancora qualche ora e poi l'ho rinfrescato nuovamente, prendendone sempre solo 20gr quelli centrali più belli. 

Non ho mai dato un nome al lievito madre, l'ho abbandonato per parecchio tempo però adesso mi ritrovavo a coccolarlo un paio di volte al giorno, rinfrescando sempre i 20gr migliori e lui piano piano si è ripreso, sempre più bello e pimpante.

Quando ho scoperto che Antonietta ci regalava per Mtc58 una splendida sfida sulla pizza ho subito capito che in una pizza doveva esserci lui, che adesso è arrivato anche a Bolzano da Alexandra, dal sud a nord per essere festeggiato in una pizza in teglia dai profumi trentini.


Vi chiederete perché oggi vi ho raccontato cosa è successo al lievito, certo potevo non dirlo però come vi ho spiegato nella pizza al piatto, la pizza e il suo impasto trasmettono le emozioni e le sensazioni di chi la prepara e oggi questa pizza ne sarà ricca, perchè osservare un impasto di sola acqua e farina che lievita non ha uguali è quasi una magia che si rinnova.


Pizza trentina in teglia con patate e speck
Maturazione in frigo, lievitazione in teglia
Idratazione 70%

Ingredienti impasto

per due teglie rotonde 1 da cm.30 e 1 da cm.22

450 gr farina 0
320 ml acqua
130 gr lievito madre rinfrescato
15 gr sale

Condimento o Farcia
2 patate lesse
olio d'oliva al rosmarino
120 gr ricottina fresca
1 mozzarella fior di latte
50gr circa speck a fette media stagionatura

2 pizzichi di carvi
Procedimento

Sciogliere il lievito madre in 130 ml di acqua con una frusta, aggiungere 130 g di farina, incorporare velocemente e lasciar riposare per 2 ore.

Setacciare il resto della farina, trasferirla in ciotola, fare la fontana, aggiungere il lievito madre, il resto dell’acqua e il sale sulla farina, verso il bordo della ciotola.
Iniziare a incorporare man mano, mescolando con le dita o aiutandosi con una forchetta e una spatola e poi una volta amalgamata tutta la farina rovesciare sul piano da lavoro e impastare per una decina di minuti, sbattendo e piegando più volte.
Fare una palla, trasferirla in ciotola, coprire con pellicola e mettere subito in frigo.
Lasciar maturare 8/10 o di più si può arrivare a 15 ore.
Dopo il riposo togliere dal frigo e lasciar a temperatura ambiente per 2 ore o più fino a quando l’impasto risulti gonfio. Rovesciare sul piano di lavoro leggermente infarinato con semola, stendere con le mani, senza schiacciare, ma allargando l’impasto dal centro verso il bordo,
infilare le mani sotto il disco di pasta fino a poggiarlo su metà avambracci e traferire in una teglia oliata.
Lasciar lievitare altre 2 ore.
Riscaldare il forno a massima temperatura aspettando che sia da almeno 15 minuti al massimo prima d'infornare la pizza.
Condire la pizza e poi infornarla nel ripiano centrale per 20 minuti, prima di sfornare controllare la cottura.
La pizza è stata condita con due patate lesse cotte un paio d'ore prima e condite con un po' d'olio al rosmarino, che si prepara riscaldando un po' d'olio d'oliva a cui poi aggiungeremo del trito di rosmarino lasciando in infusione per alcune ore.
Mettere sulla pizza le patate condite e schiacciate a scacchiera con della ricottina fresca di montagna, poi aggiungere due pizzichi di carvi ed infornare nel piano centrale del forno e cuocere per 15 minuti.
Quindi aprire il forno e molto velocemente aggiungere dei filacci di una mozzarellina fior di latte (non tagliata a cubetti) e qualche fettina di speck a media stagionatura messe a raggiera, infornare nuovamente e cuocere ancora per 5 minuti.
Sfornare e gustare
Veramente deliziosa, croccante e morbida all'interno
Questa è la mia pizza in teglia con lievito madre e prefermento
con cui partecipo a mtc58
La pizza in teglia in teglia con lievito madre che ci ha regalato Antonietta è veramente spettacolare anche nella versione mini da 22cm con pomodoro, origano, mozzarella fior di latte e a due minuti da fine cottura coperta con fettine di lardo, ma questa è fuori sfida

Nota: le foto degli impasti non sono un gran che sono state fate con il cell, non avevo in quel momento a disposizione la macchina fotografica
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venerdì 10 giugno 2016

Pizza al piatto doppia cottura per mtc58

Questo è un post un po' particolare e a tratti un po' piccante, non perché ci sia del peperoncino anzi il gusto è molto delicato e soft ma è un post che parla d'amore, amore per un piatto che rispecchia il nostro essere italiani perché non importa dove siamo se c'è lei ci sentiamo a casa, basta solo nominarla e l'acquolina sale.
A casa non è facile farla però se ad insegnarci c'è Antonietta, che ha deciso che per MTC58 era giunta l'ora della pizza regalandoci un post magistrale dove nemmeno un grammo di farina è stato lasciato al caso. Una ricetta e un procedimento talmente dettagliato che anche noi, coi nostri semplici forni casalinghi sapremo replicare una pizza che ci saprà far sognare.
La pizza non è un piatto, è un procedimento, è poesia, è amore dove niente è lasciato al caso perché ogni passaggio ha il suo perché, se sete curiosi leggete il post di Antonietta, del blog La Trappola Golosa che vi insegna a fare un'ottima pizza casalinga seguendo il disciplinare della pizza napoletana.

Pri
ma del post, non correte in fondo non ci sono farciture strane che nascondono la qualità della pasta è una semplice pizza margherita perché se la pasta è buona anche una pizza semplice sarà ottima.

Avete mai pensato in quanti modi si può mangiare una pizza?

A descriverlo ci ha pensato la fa
ntastica Dani che ci ha regalato una delle sue fantastiche infografiche e accanto a lei la vulcanica Federica ha pensato bene di creare lo psico-test, leggetelo sarebbe un peccato perderlo

Pizza napoletana al piatto
Particolare pizza al piatto doppia cottura 
(Margherita doppia mozzarella con origano)
Riporto la ricetta e procedimento di Antonietta

Dosi per tre pizze da 250gr
Idratazione 55%

450 gr farina 0
250 ml acqua
12 gr sale
1 gr lievito di birra 


mozzarella
pelati
origano o basilico di montagna

Misurare l’acqua, versarla in una ciotola, prelevarne una piccola quantità in due tazzine differenti: in
una sciogliere il sale, nell'altra il lievito di birra.

Versare il contenuto con il lievito di birra nella ciotola con l’acqua e iniziare ad aggiungere gradualmente e lentamente la farina setacciata a parte, incorporandola man mano all'acqua, poi finita la farina aggiungere il sale sciolto in acqua, continuare ad amalgamare fino a raggiungere il “punto di pasta”, serviranno 5-6 minuti,

Ribaltare sul piano da lavoro e lavorare 20 minuti. Non sottovalutare questo tempo: è estremamente necessario per ottenere un impasto non appiccicoso, morbido ed elastico e una pizza soffice e asciutta.

Piegare e schiacciare ripetutamente, poi all'avvicinarsi dei 20 minuti l’impasto diventerà morbido e sempre più cedevole e infine avrà un aspetto setoso.


Nota: non mi è mai capitato di mettere l'orologio quando impasto perché guardandolo capisco quando è pronto ma questa volta mi sono ritrovata a mettere il cronometro per rispettare i tempi d'impasto, mi sono solo lavata le mani un paio di volte per non riscaldare troppo l'impasto.
A questo punto riporlo in una ciotola, coprire con pellicola e lasciar lievitare per 2 ore.

Panetto dopo la prima lievitazione

Trascorso il tempo prendere il panetto e dividerlo in tre pezzi.


Panetto al taglio

Chiuderli bene a palla e riporli a lievitare coperti e lasciare lievitare per 4 ore.
Le tre porzioni d'impasto, pronte per lievitare
Riscaldare il forno alla massima temperatura insieme alla teglia che servirà per la cottura, senza mai aprire lo sportello. 
Una volta che i panetti sono lievitati stenderne uno alla volta su un ripiano spolverato con farina di semola, senza usare il mattarello ma allargandolo con le mani, dal centro verso il bordo e poi, come fanno i pizzaioli veri, facendolo debordare roteandolo, in modo che avvenga un’estensione più delicata.

Stendere l'impasto con le mani

Una buona pizza si capisce anche da una semplice farcitura.

Io ho scelto di fare una semplice Margherita e una Margherita con doppia mozzarella o pioggia in tema con la giornata.

Come accennato all'inizio nel preparare la pizza c'è l'amore per la cucina e così per la farcitura, sempre secondo il disciplinare, non si usa il passato di pomodoro, ma si prendono i pelati e si schiacciano omogeneizzandoli con le mani, un gesto che se provate a farlo capirete tutta la passionalità per la pizza. 
Pelati pastorizzati a mano
Se il pelato l'ho schiacciato con le mani non potevo assolutamente mettere la mozzarella a cubetti e così lo tutta sfilata a mano in piccoli filamenti che permettono alla mozzarella di essere più gustosa.
Mozzarella sfilata
Per cuocerla ho scelto il metodo della doppia cottura proposta da Antonietta, un metodo che produce immediatamente il tipico cornicione della pizza
Impasto pronto per essere cotto sulla piastra
Scaldare il forno e scaldare contemporaneamente una padella di ghisa sul fornello della cucina, fino a vederla “fumare”.
Trasferirci il disco di pizza senza condire e lasciar cuocere per 2 minuti.
Prima cottura della pizza sulla ghisa
Nel frattempo estrarre lo stampo dal forno, trasferirci la pizza, condirla velocemente e lasciar cuocere in forno, nella parte più alta per 4/5 minuti e comunque finché non risulti bella dorata.
Margherita cotta su piastra e poi in forno su piatto in ceramica da fuoco
Pizza semplice nella farcitura, ma veramente spettacolare nel gusto e le foto parlano da sole
Particolare pizza Margherita con basilico
Pizza Margherita con origano 
cotta su piastra e poi in forno su leccarda
Con questa pizza al piatto partecipo ad MTC58 
e ringrazio Antonietta per la sua splendida proposta
Particolare pizza Margherita con origano, 
cotta su piastra e poi leccarda del forno

Le foto appartengono alle tre pizze fatte con lo stesso impasto ma con cotture diverse:
  • una è stata cotta direttamente sulla leccarda del forno (manca foto, divorata in un batter d'occhio) 
  • una è stata cotta sul fornello sulla piastra di ghisa e poi passata in forno sul piatto in ceramica da fuoco è la pizza Margherita che in foto ha il basilico di montagna (a foglioline piccolissime) 
  • una è stata cotta sul fornello sulla piastra di ghisa e poi passata in forno sulla leccarda del forno è la pizza Margherita con abbondante mozzarella con origano sono la foto iniziale e le ultime due. Le pizze con la doppia cottura sono sicuramente migliori e l'ultima è semplicemente spettacolare, è questa quella che per me partecipa ad Mtc58 
Questa sfida sulla pizza ha un profumo un po' particolare forse perchè a Napoli ho trascorso i miei primi due anni di vita, poi ho avuto occasione di passarci solo un paio di volte ecco perchè ad Antonietta va un mio grazie per avermi insegnato a preparare in casa una tale meraviglia
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