lunedì 26 gennaio 2015

Canederli trentini per Mtc

Ieri in una splendida giornata si è svolta la 42a edizione della Marcialonga.

Per noi Trentini la Marcialonga non è una gara è la festa di due valli che si incontrano, lavorando assieme superando anche gli inevitabili ostacoli per poter accogliere gli atleti della granfondo, ma che cos'è esattamente ?

La Marcialonga è la più importante e famosa competizione di sci di fondo in Italia e si disputa sulle nevi delle Valli di Fiemme e Fassa in Trentino, l'ultima domenica di gennaio. Si parte dalla piana di Moena per poi risalire la Val di Fassa lungo la sponda destra del fiume Avisio fino a Canazei, quindi si torna indietro sulla sponda sinistra dell'Avisio e si scende lungo la Val di Fiemme fino a Molina di Fiemme. Qui, giro di boa per giungere in località "Cascata" dove inizia la salita finale fino all'arrivo in piazza a Cavalese, dopo aver percorso 70 km. 
La prima edizione della Marcialonga fu organizzata il 7 febbraio 1971: i quattro organizzatori fiemmesi che avevano creduto in quel progetto, si aspettavano cento partecipanti, ma ne arrivarono mille! Le prime 6 edizioni furono riservate ai soli uomini; a partire dal 1978 la maratona fondistica fu aperta anche alle donne. La gara si svolse nelle prime edizioni con la tecnica classica, la sola utilizzata all'epoca: in seguito si passò alla tecnica libera. 
Se il 1971 fu una data importante, il 2003 segnò una svolta: si decise di passare alla tecnica classica, non con poche ritrosie, perché in Italia non era una tecnica molto amata. Una tecnica che però permette anche di sfruttare meglio la larghezza della pista in una gara che vede alla partenza non meno di 5000 concorrenti. L’intuizione aprì le frontiere agli scandinavi, amanti di questa tecnica, che scesero in massa per partecipare alla Marcialonga e di cui oggi sono sicuramente le nazioni con più partecipanti.

Chi partecipa alla marcialonga lo fa con la gioia di mettersi in gioco prima di tutto con se stessi basta pensare ai 7700 partecipanti di ieri che vanno dal vincitore norvegese che ha tagliato il traguardo poco dopo le 11.00 percorrendo i 57 km* in 2h05'15'' anche al signore milanese classe 1948 arrivato alle 18.30 impiegando 8h28'48'' che orgoglioso di essere riuscito a concludere la gara è stato festeggiato dal folto pubblico ancora presente .................... ecco questo è lo spirito della marcialonga sempre attuale

I miei ricordi però corrono alle prime edizioni dove il giorno della marcialonga si trascorreva sempre a fare il tifo e a sostenere tutti i partecipanti senza distinzione di nazione. Il percorso era un po’ diverso e dopo Molina si saliva fino a località Predaia e poi partiva il salitone per arrivare a Cavalese e bisognava rincuorare chi arrivava stremato.
Una zia di mia madre abitava proprio a Predaia e ogni anno alla marcialonga ci aspettava. Noi ragazzi stavamo tutto il giorno lungo la pista, si cercava di scorgere il numero del pettorale da lontano, per poter avere il tempo di sfogliare la lista dei partecipanti e leggere il nome per poterlo incitare meglio o correre in casa a chiamare, chi si stava riscaldando, se era qualcuno della valle. In casa la zia aveva sempre la stufa accesa dove oltre ad asciugare guanti non mancava il brodo o il te caldo con cui si riempivano le termos per poter offrire qualche cosa di caldo ai fondisti. Si perché se i più bravi passavano verso le 11.00 tutti gli altri impiegavano tutto il giorno a passare e chi lo faceva dopo le 17.00 era veramente bisognoso di sostegno morale e di qualcosa di caldo.
A turno durante il giorno si entrava in casa per poter magiare qualche cosa o semplicemente per riscaldarsi ed asciugarsi un po', perchè gli anni in meteo non aiutava il tifo doveva essere ancora più caloroso
Oggi sicuramente sono tutti molto più preparati però la gioia e la festa delle valli non cambia, nessuno si sente abbandonato nel proprio sforzo.


“Marcialonga, crociata di uomini che si ribellano all’agonia della vita moderna”. La scritta che campeggiava su uno striscione nella prima edizione del 1971 è uno slogan decisamente attuale.


Un menù perfetto per la giornata della Marcialonga non poteva che essere canederli trentini in brodo
I canederli sono un piatto d'eccellenza per recuperare il pane raffermo ed è la conferma che spesso piatti nati da esigenze povere poi diventano delle vere delizie e devo ringraziare Monica per averli proposti per MTC ed aver permesso a tutti di fare ed apprezzare questo piatto

300gr pane raffermo (tipo spaccatina)
200gr latte
2 uova
150gr salumi misti a cubettini (coppa e lucanica stagionata)
1/2 cipolla tritata
1 cucchiaio prezzemolo tritato
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio pane grattugiato
sale pepe

brodo di carne (muscolo di manzo) per la cottura
grana grattugiato

Tagliare a dadini il pane raffermo e metterlo in una terrina.
Aggiungere al latte le uova e sbattere leggermente per amalgamare quindi aggiungerlo ai cubetti di pane, mescolare un po’ e far riposare per circa 30 minuti
Nel frattempo tritare la cipolla e tagliare a cubettini i salumi misti

Guardare il pane se ha ben assorbito il latte con le uova, deve essere morbido umido ma non troppo bagnato e aggiungere il prezzemolo, la cipolla e i salumi mescolare tutto bene cercando di distribuire tutti gli ingredienti uniformemente, 

quindi aggiungere la farina ed iniziare a compattare creando i canederli (delle palline) non troppo grandi che passeremo in un po’ di pane grattugiato per poi depositarli su un piatto
I canederli sono pronti per essere cotti
Prendere una pentola con del brodo, quando bolle tuffare i canederli

dopo circa 5-7 minuti quando vengono a galla saranno cotti e possono essere gustati.

Servirli in brodo con una bella spolverata di grana grattugiato

Grazie come sempre ad Mtc e a Monica per la scelta della ricetta e per avermi permesso di fare un tuffo nel passato

Note:
* il percorso della Marcialonga quest'anno è stato ridotto a 57km causa l'inverno pazzo che non avrebbe permesso sui 70km un innevamento perfetto
le notizie storiche sulla Marcialonga sono state prese dal sito ufficiale

#mtchallenge #mtc44


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4 commenti:

  1. anche se non sono per niente sportiva il tuo racconto mi ha trasmesso tutta l'emozione la sensazione di comunanza che gli sport veri e puliti regalano ad atleti e spettatori. Grazie mille. Ora, ovviamente, vado a replicare i tuoi canederli...

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  2. anch'io se avessi partecipato avrei fattoi canederli trentini di mia nonna, quelli che ho mangiato così tante volte nella mia vita e che mi mancano tanto. questo mese però ne ho avute mille da dare e da serbare, come si dice a firenze, e non ce l'ho fatta.
    mi godrò virtualmente i tuoi, che come sempre sono bellissimi.
    stupendo anche il racconto sulla marcialonga, un evento anche questo che mi riporta in trentino dove davvero mi piacerebbe un giorno andare a vivere. ma non è detta l'ultima parola. potrei un giorno impazzire e trasferirmi.
    un bacione manu, sempre splendida!

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  3. Della Marcialonga ho sentito parlare svariate volte. E' una competizione importante e molti dei miei compaesani e vicini vi partecipano, e nonostante io non sia una fan degli sci da fondo sono sempre conquistata da queste manifestazioni che richiamano atleti da ogni dove.
    Il bello dei canederli coi salumi è che si ha un vasto bacino da cui attingere, e qui ha inserito degli elementi saporiti che ben s'accostano con la tradizionale cipolla e si vede in quella ciotola multicolor.
    Brava e grazie per questa tua ricetta, oltre all'approfondimento sulla Marcialonga!

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