giovedì 11 luglio 2019

PIADA TROTA AFFUMICATA E ZUCCHINE per Vamos a la Piada

La piadina è il tipico pane romagnolo, rotondo e sottile che parla di casa e fonte di nutrimento, le sue origini si perdono nel tempo veniva preparata anche dagli etruschi. Sempre presente sulla tavola delle famiglie contadine, ogni massaia la preparava e la cuoceva su teglie di argilla preriscaldate. Un pane che parla di riti domestici ed è proprio da questo che è nata l'idea dell'azienda artigianale Fresco Piada di produrre piadine di grande qualità nel rispetto della tradizione

La realizzazione del più antico pane romagnolo, dove farina, acqua, strutto, sale ed un pizzico di lievito danno vita a una pietanza dalla morbidezza e fragranza indimenticabili, l'Azienda Fresco Piada produce, oggi come allora, piade di altissima qualità. L'efficienza di un azienda moderna nel massimo rispetto della tradizione con un moderno laboratorio, che permette di produrre notevoli quantità, mantenendo inalterato il procedimento originale, che distingue il proprio prodotto per qualità, sapore e freschezza 

Molti i tipi di piadina prodotti per soddisfare i vari gusti, o esigenze di diete prive di grassi animali, ma tutti utilizzano ingredienti genuini e naturali.
Tutte le piadine, dopo essere state preparate secondo tradizione e senza conservanti vengono precotte a mano sulle piastre una ad una, si mantengono nel banco frigo a temperatura da +2 a +6. 

Un procedimento preciso dove gli ingredienti vengono impastati nell'impastatrice, poi l'impasto viene porzionato creando le cosiddette "palline", che vengono messe per un periodo a riposo in cella. Dopo il riposo vengono spianate fino ad assumere la classica forma circolare e lo spessore tipico della piadina di Riccione. Quindi inizia la fase di cottura manuale, fatta ancora come un tempo, ad una ad una, sulla piastra rovente. Le piadine vengono poi raffreddate su dei rulli, selezionate e caricate nella confezionatrice, inserite in pellicole in atmosfera protetta, per mantenere inalterate le caratteristiche di freschezza e genuinità del prodotto. Infine la piadina, pronta e confezionata, viene imballata, immagazzinata in cella e distribuita. 

Grazie a Sabrina abbiamo avuto l'occasione di ricevere direttamente dall'Azienda Fresco Piada delle piadine che abbiamo potuto assaporare creando dei gustosi ripieni con cui ringraziare l'azienda FRESCO PIADA e Michela Caramella per la grande opportunità regalataci di conoscere un prodotto così speciale

Io ho pensato che i prodotti del Trentino ben si sposassero con queste deliziose piadine 


PIADA ALLA TROTA AFFUMICATA

"La Ritrovata tradizionale"
Con farina di grano tenero della Romagna e sale marino integrale di Cervia 

Ho pensato che un prodotto così naturale avesse bisogno di qualche cosa di altrettanto caratteristico, ecco perché ho utilizzato prodotti del territorio tutti a km 0 

Trota salmonata affumicata a freddo "Astro"
zucchine
Formaggio di malga fresco 

Tagliate con una mandolina le zucchine a nastri sottili e poi passatele in padella o su una griglia per qualche minuto, devono solo scottare.
Riscaldate su una piastra la piadina per circa 40 secondi per lato poi farcitela con fettine sottili di formaggio di malga fresco, i nastri di zucchine ed infine le fettine di trota salmonata affumicata. Chiudete a portafoglio e gustatela 


PIADINA CON SPECK E MELE

"La Piada ai Grani Antichi"
Integrale cotta a mano con lievito madre 

Una piadina che parla di sapori antichi non poteva non incontrare i sapori rustici ma intensi del territorio, come il Puzzone un formaggio che regala aromi speciali 

Formaggio Puzzone di Moena
Speck semi stagionato a fettine sottili
Carvi 
Fettine di mela Golden o Renetta 
Miele di castagno 

Tagliate la mela a fettine, poi passatele velocemente in padella per un paio di minuti glassandole con del miele di castagno, quindi cospargetele con del carvi
Riscaldate su una piastra la piadina per circa 40 secondi per lato poi farcitela con delle sottili fettine di puzzone, poi delle fette sottili di speck ed infine le fettine di mela glassate. Chiudete a metà la piadina e gustatela. 


PIADA CON CARNE SALADA

"La Ritrovata all'olio extravergine d'oliva"
Con grano tenero di Romagna, sale integrale di Cervia e olio extravergine di Romagna spremuto a freddo 

Una piadina che per me si sarebbe ben armonizzata con i profumi dei prodotto del basso Sarca 

Carne salada sottilissima da carpaccio
Trentingrana a scaglie sottili
Olive del Garda 

Prendete le olive del Garda, snocciolattele e tritatele grossolanamente, in autunno si potrebbero utilizzare le molche.
Riscaldate su una piastra la piadina per circa 40 secondi per lato poi farcitela con le olive tritate, le fettine sottilissime di carne salada e le scaglie di grana Trentingrana. Arrotolate la piadina e gustatela
Continua a leggere....

martedì 2 luglio 2019

Bigoi o spaghetti con le sarde per l'Italia nel piatto

Oggi ho l'onore di presentarvi un nuovo progetto, no questo è impreciso è un progetto che è iniziato da qualche anno e che seguo, ma solo da oggi ne faccio parte.
Con gioia vi posso dire che io e il mio piccolo blog, da oggi, saremo le rappresentanti della mia splendida regione Trentino-Alto Adige per l'Italia nel piatto, raccogliendo il testimone da Alessandra che ha sempre ben rappresentato la sua regione adottiva e un grazie ad Elena che mi ha invitato in questa nuova avventura.
Chi mi conosce sa che amo il mio territorio e i suoi prodotti espressione di una parte della grandezza della grandezza della tradizionale cucina italiana di cui dobbiamo sempre essere orgogliosi.
Spero quindi di poter arricchire questa appuntamento fisso dell'Italia nel piatto, che permette una volta al mese di conoscere come un tema comune viene interpretato in tutte le regioni. 
A luglio il tema non poteva che essere "Lo Spaghetto nel piatto .... a mezzanotte" gli spaghetti, emblema della cucina italiana, con condimenti e sughi regionali veloci o con prodotti tipici

Per il Trentino-Alto Adige e per questo mio primo appuntamento vorrei parlarvi di un piatto storico che risale al 1874 e che oggi si prepara tutto l'anno perchè ad un piatto delizioso non si rinuncia e a mezzanotte con gli amici cosa chiedere di più se non 
"Bigoi o spaghetti con le sarde"? 
I bigoli con le sarde un tempo si preparavano soprattutto per la Vigilia di Natale o il Venerdì Santo, giorni in cui era di rigore il piatto di magro.
Durante una ricerca effettuata presso l'archivio storico di Innsbruck, è stato reperito un giornale del 1874, dove si può leggere un'interessante notizia riguardante il paese di Torbole che, in quel tempo faceva parte dell'Impero Austroungarico; vi si dice che, proprio a Torbole, nella piazza principale, a Carnevale, venivano cotti e offerti al pubblico gli spaghetti conditi con pesce di lago.
Questa è la più antica notizia certa di una tradizione che si tramanda dalla notte dei tempi: la famosa SBIGOLADA TORBOLANA.
Da allora ogni anno l'ultima domenica di Carnevale, si preparano gli spaghetti cotti e poi conditi con salsa di sarde ed olio extravergine d'oliva, che vengono distribuiti in abbondanti porzioni ai Torbolani ed a tutti gli ospiti presenti. Fino a 10 anni fa, per fare la salsa di pesce, si usavano le "aole", pesciolini saporitissimi, che ora, però, si sono pressochè estinte in tutto il lago.

L’àola, l’alborella, è un piccolo pesce del Garda adatto alla frittura, ma ancor più buono se preparato in salamoia, come sugo degli spaghetti al torchio: i bìgoi co le àole. 
Questo pesce è stata una delle principali fonte di reddito e alimento per i pescatori del Garda prima dell'immissione del lavarello alla fine della prima guerra mondiale. Le sue carni sono molto saporite e un po’ grasse, ottime soprattutto nei mesi autunnali ed invernali
La pesca di aole e sardene da novembre ad aprile erano minime, quindi era necessario conservare il pesce per averlo a disposizione nei mesi invernali. Il metodo più diffuso era la salagione. All'inizio del secolo scorso se ne salavano ogni anno quasi 1000 quintali. 

Le aole salate vengono preparate seguendo un’antica ricetta gardesana, ancora oggi nei paesi qualche pescatore in estate prepara qualche vasetto di questa tradizionale e semplice preparazione, se avete occasione di conoscere qualcuno chiedete come le prepara sarà orgoglioso di parlarvene. Le àole appena pescate si distendono su arele-graticci al sole, per 3-4 ore finché sono “appassite”. Poi si mettono in barili e si pigiano alternate a strati di sale da cucina( 1 k ogni 4 k di aole fresche). Dopo un mese circa si possono consumare.

Dal 1874 il Carnevale di Torble offre ai cittadini «bigoi con le sardene e oio evo della Busa», ma è un piatto talmente stuzzicante che si prepara tutto l'anno nelle case e nei ristoranti di Riva - Torbole - Nago
Oggi purtroppo le aole vengono sostituite dalle sarde di lago, ma questo non ne compromette l'altrettanta bontà. Un piatto sempre apprezzato anche per una spaghettata di mezzanotte che oggi L'italia nel piatto vuole festeggiare


BIGOI CON LE SARDE

400 g di spaghetti grossi (o i classici bigoli)
10-15 filetti di aole salate o sarde
olio extravergine di oliva del Garda
1 bel ciuffo di prezzemolo
1  spicchio d’aglio

Prendete dei filetti di sarde (o aole), puliteli dalla salamoia (sarebbe meglio non lavarle), poi mettete i filetti in una padella con dell'olio, uno spicchio d'aglio e un bel po' di prezzemolo tritato e riscaldateli senza farli friggere, fino a quando si sciolgono creando una specie di sughetto.
A cottura quasi ultimata togliete l'aglio ed aggiungete un filo d'olio crudo
Il numero dei filetti dipende moltissimo da quanto vi piace intenso il profumo, io ne uso normalmente una decina
A parte cuocete gli spaghettoni (o bigoi) in acqua bollente solo leggermente salata e poi quando sono al dente trasferiteli non troppo asciutti nella padella e fate mantecare con il sugo preparato, se servisse aggiungete 1 cucchiaio di acqua di cottura.
Servite in tavola appena preparati accompagnati con un po' di prezzemolo tritato fresco.

Ecco le ricette "Lo spaghetto nel piatto ..... a mezzanotte" delle altre regioni d'Italia 



Facebook https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto/
Instagram: @italianelpiatto

Prova anche tu a realizzare una ricetta inerente al tema del mese, pubblica una foto sul tuo account IG utilizzando #italianelpiatto_community e tagga @italianelpiatto.
Italia nel piatto blog



Continua a leggere....

venerdì 26 aprile 2019

La mia S’AR DA FA’ per il Club del 27


Ed ecco un nuovo appuntamento con il Club del 27 dove ogni mese ci divertiamo a cucinare con lo stesso tema. Questo mese ci siamo affidate al bellissimo libro di MTC Torte Salate, tantissime le ricette proposte, ma io non potevo che rendere omaggio ad una grande donna, la mitica Mai, preparando una sua ricetta e poi anche il titolo lo dice . "S'ar da Fa' "



S’AR DA FA’
Tarte di sardine con patate, pomodori e olive al finocchietto selvatico

Brisee italiana
200 g di farina macinata a pietra
50 g di farina di segale
125 g di burro freddo
65 ml d’acqua
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di finocchietto selvatico

ripieno
1 cucchiaino di semi di finocchio
600 g di sardine
3 patate medie
7 pomodorini
7 olive
2 uova
100 ml di latte intero
150 ml di panna
3 cucchiai di pecorino grattugiato
½ spicchio d’aglio
1 cucchiaio di pangrattato
olio extravergine d’oliva
prezzemolo 
sale

Preparate la brisèe amalgamando prima la farina e il burro freddo creando uno sfarinato, aggiungete un cucchiaio di finocchietto e i semi di finocchio fatti tostare in padella e poi tritati. Poi aggiungete metà dell’acqua fredda tutta in una volta ed incorporatela all'impasto poi aggiungete l’altra un po’ alla volta. Appena l’impasto si compatta lavoratelo un po’ con le mani fino a renderlo liscio, poi formate una palla copritela con pellicola e mettetela in frigorifero per 1 ora.
Preriscaldate il forno a 180 °C. Quando l’impasto ha riposato foderate uno stampo da 24 e fate una semicottura in bianco. Appena rivestito o stampo mettetelo in freezer per mezz'ora poi copritelo con carta forno e i pesi per la cottura ed infornate per 15-18 minuti, poi sfornate togliete i pesi e la carta forno ed infornate nuovamente a 170 °C per altri 5 minuti.
Pulite le sardine togliendo la testa, la lisca e la coda. Lavatele bene sotto l’acqua corrente poi tamponatele bene con carta assorbente e mettetele in frigorifero fino all'utilizzo.
Sbucciate le patate e tagliatele a fettine di 5 mm, poi fatele leggermente dorare in una padella con dell’olio caldo. Poi mettetele su della carta assorbente e tenete da parte. Nella stessa padella mettete i pomodorini tagliati a metà e fateli saltare con un pizzico di sale fino a far perdere gran parte dell’acqua, poi scolateli e teneteli da parte.
Quando la base è cotta coprire la base con uno strato di fettine di patata. Poi disponete sopra i pomodori e le olive snocciolate. Coprite con l’appareil, preparato sbattendo le uova con il latte, la panna, il cucchiaio di finocchietto e l’aglio finemente tritato. Completate con le sardine disposte a raggiera con la parte argentata rivolta verso l’alto. Cospargete con un pizzico di sale, un po’ di pangrattato e del prezzemolo tritato. Infornate a 200 °C per 20 minuti o fino a quando l’appareil non si sarà rassodato, facendo attenzione di non prolungare troppo la cottura per non seccare il pesce.
Sfornate lasciate intiepidire e cospargete con prezzemolo tritato prima di servire.

Continua a leggere....

mercoledì 27 marzo 2019

Buon Compleanno Club del 27 la mia Spanish-Style gigante beans

Oggi è un giorno un po' speciale, un giorno di festeggiamenti infatti è il compleanno del Club del 27 e così abbiamo pensato di rifare le ricette che in questi due anni ci hanno accompagnato


Tantissime le ricette preparate e tante sulla lista di quelle da rifare, per un compleanno ci sarabbe voleta una torta, ma a quella ci ha pensato splendidamente la mitica Mai che ha creato il bellissimo banner
E la ricetta? Giustissimo!
Per me i compleanni sono sinonimo di affetti, famiglia, calda atmosfera di casa e quindi perchè non preparare un piatto che sia un vero confort food che sappia trasmettere questo calore?
Ho deciso di preparare un altra ricetta dal libro “Wonder Pot: One-Pot Meals from Slow Cookers, Dutch Ovens, Skillets, and Casseroles“.
Ricette preparate e servite direttamente nella pentola, piatti molto conviviali pieni di calore. Potrete sicuramente ricordare la gustosissima BANANA–CHOCOLATE CHIP WACKY CAKE che avevo preparato e che da allora è stata rifatta tantissime volte. 
Per questa occasione ho pensato ai SPANISH-STYLE GIGANTE BEANS un piatto da gustare in compagnia con gli amici, tra una chiacchiera e l'altra come un compleanno
Moltissime altre ricette rallegreranno questa giornata non resta che scoprirle tutte e so che sarà un percorso ricco di gusto, ma prima gustiamo ci la 

SPANISH-STYLE GIGANTE BEANS
Zuppa di fagioli spanish style

450 g fagioli bianchi di Spagna 
2 cucchiai olio d’oliva 
1 cipolla tritata finemente 
6 spicchi d'aglio tritati 
1 l di conserva di pomodoro 
1 peperone rosso arrostito e tritato 
2 cucchiaini paprika affumicata 
¼ cucchiaino zafferano 
2 foglie alloro 
2 cucchiaini sale 
½ tazza mandorle tostate e tritate 
1 ciuffo prezzemolo 

Risciacquate i fagioli. In un pentola da poter mettere in forno unite i fagioli con 8 tazze d’acqua. Portate ad ebollizione, riducete il calore, cuocete a fuoco lento per 2 minuti. Togliete dal fuoco. Lasciate a riposo coperto per 1 ora. 
Scolate i fagioli, risciacquateli e rimetteteli nella pentola. Aggiungete acqua fresca fino a coprirli di un dito. Coprite e portate ad ebollizione, riducete il calore. Cuocete a fuoco lento, coperto, per 45 minuti o fino a quando i fagioli non sono teneri, mescolando di tanto in tanto. 
Scolate i fagioli in uno scolapasta, conservando 2 tazze di liquido di cottura e metteteli da parte. Preriscaldate il forno a 180 °C. Scaldate l’olio nella stessa pentola a fuoco medio. Aggiungete la cipolla e l’aglio, rosolate per 3-4 minuti o finché non dorati. 
Aggiungete la conserva di pomodoro, i peperoni, la paprika, lo zafferano e l’alloro. Portate ad ebollizione. Riducete la temperatura e lasciate bollire, scoperto, per 15 minuti mescolando di tanto in tanto. 
Aggiungete i fagioli, il sale e il liquido di cottura. Cuocete in forno, senza coperchio, per 45 minuti. Togliete le foglie di alloro e servite con le mandorle tritate e il prezzemolo.
Continua a leggere....

mercoledì 30 gennaio 2019

Risotto alla Parmigiana e Zafferano con mele caramellate per MTC S-COOL

"Non si finisce mai d’imparare"

E’ proprio vero e nella scuola più bella, la MtcScool non è certo diverso. 
Dopo il Cestino di Pane e la Cacio e Pepe ecco che con la terza lezione si incontra un grande classico della cucina italiana il risotto che forse a volte viene un po’ sottovalutato perché ognuno pensa di saperlo fare ……. 
" ....che ci vuole basta mescolare un po’ di riso aggiungendo gli aromi e il brodo ed ecco il risotto ..." 

"Siiiiiiiii ……. non è proprio così"  e ce lo spiega magistralmente Giuliana 
Il risotto non è un piatto da preparare seguendo pedissequamente una ricetta, ma è come un rito da officiare nella più rigorosa ortodossia. Ci vuole pazienza, dedizione e amore. Dobbiamo pertanto entrare nello spirito adatto e non lasciare nulla al caso.”

  

Lezione numero 3: il risotto, con le maestre Giuliana, Maria Pia e Greta.
Un risotto non sarà perfetto senza una buona Tostatura in cui il riso deve "cantare", Cottura e Mantecatura. Giuliana ci ha regalato due dispense/manuali e un bellissimo video per poter capire come doveva essere fatto. 
Mapi ci ha spiegato come preparare dei deliziosi brodi
Io sono un amante dei risotti, amo un risotto sempre mantecato, morbido al palato ma sicuramente più sostenuto. Fare un risotto all’onda non sarebbe stato facile.
L’ho fatto e rifatto più volte, prima troppo morbido, poi troppo sostenuto ………. adesso sicuramente non è perfetto e sicuramente migliorabile, ma una cosa è certa mai come in questa lezione mi sono messa in discussione come se non avessi mai fatto un risotto.

Le prove richieste erano due: 
1 - realizzare un risotto alla parmigiana seguendo la ricetta di Giuliana che riporto integralmente
2 - un risotto allo zafferano con una abbinamento a nostra discrezione.

Per il risotto allo zafferano ho scelto di abbinarlo a delle mele che avrei voluto inserire in cottura, ma da regolamento non era ammesso e quindi ho deciso di caramellarle con dell’aceto di mele che da quella dolcezza leggermente aspra che ben si abbina al Trentingrana e allo zafferano del risotto. 


RISOTTO ALLA PARMIGIANA

per 4 persone

400 g di riso Carnaroli
1 l circa di brodo di carne 
50 g di parmigiano reggiano
1 piccola cipolla
70 g di burro freddissimo, più una noce
un bicchiere di vino bianco a temperatura ambiente
poco sale e una macinata di pepe

Tritate finemente a coltello la cipolla e preparate il soffritto mettendola a rosolare in una piccola padella con la noce di burro. Lasciatela cuocere mescolando e facendo attenzione che non brunisca. Tenete da parte.
Portate a ebollizione leggera il brodo.
In una larga casseruola, di rame o di alluminio anodizzato, a fuoco medio-alto, fondete 20 grammi del burro previsto. Quando inizia ad essere spumeggiante versate il riso nella pentola, mescolate continuamente fino a quando il riso “canterà” e diventerà opalescente, translucido. 
Ora sfumate con il vino, mescolate fino a completa evaporazione dell’alcol poi iniziate la cottura aggiungendo poco brodo bollente per volta, continuando a mescolare.
A questo punto unite anche il soffritto preparato in precedenza e continuate così, aggiungendo brodo man mano che viene assorbito. 
Assaggiate per controllare la cottura e modulare l’aggiunta di liquido, tenendo presente che il risotto dovrà riposare per essere mantecato e che comunque, per effetto del calore residuo, continuerà a cuocere. Una volta pronto spegnete il fuoco, spostate la casseruola dal fornello, regolate di sale e iniziate a mantecare aggiungendo il parmigiano reggiano grattugiato e il burro rimasto, freddissimo. 
Mescolate con energia e allo stesso tempo scuotete la casseruola imprimendole un movimento avanti-indietro. Continuate fino a quando il riso sarà diventato cremoso e morbido.
Servite subito con un po’ di pepe appena macinato


RISOTTO ALLO ZAFFERANO
con mele e noci caramellate all’aceto di mele

1 – 2 mele stark
70 g di noci
Aceto di mele 
1 cucchiaino di zucchero di canna 

1 cipolla bianca
400 g di riso Carnaroli
1 l circa di brodo di carne classico con carne e ossa
1 bustina di zafferano
50 g di Trentingrana
70 g di burro freddissimo, più una noce
1 bicchiere di vino Chardonnay a temperatura ambiente
poco sale

Tagliate a fettine le mele senza sbucciarle e glassatele per 2 minuti circa in un padellino irrorandole con dell’aceto di mele e un pizzico di zucchero, poi toglietele con attenzione e mettetele a raffreddare. Nello stesso padellino mettete le noci spezzate e glassatele per 1 minuto con l’aceto di mele.

Tritare finemente a coltello la cipolla e preparare il soffritto mettendola a rosolare in una piccola padella con la noce di burro, prestando attenzione che non si bruci e non prenda troppo colore. Poi mettere da parte a raffreddare.
Mentre rosola la cipolla, riscaldate il brodo di carne portandolo quasi ad ebollizione. Ho preparato un brodo classico di carne con anche un osso, cipolla, carota, sedano e qualche buccia di mela.
In una larga casseruola di rame, a fuoco medio-alto, fondete 20 g di burro previsto. Quando è sciolto ed inizia spumeggiare versate il riso nella pentola ed iniziate a tostarlo. Mescolare continuamente fino a quando il riso “canterà” e diventerà opalescente. 
Aggiungete il bicchiere di vino bianco e fatelo sfumare mescolando fino a completa evaporazione, poi aggiungete un mestolo di brodo caldo e iniziate la cottura, aggiungete anche la cipolla messa da parte mescolando. Continuate la cottura aggiungendo un po’ alla volta il brodo, quando viene assorbito. 
Assaggiate per controllare la cottura e modulate l’aggiunta di liquido, tenendo presente che il risotto dovrà riposare per essere mantecato e che comunque, per effetto del calore residuo, continuerà a cuocere. 
Sciogliete in un mestolo di brodo lo zafferano e aggiungetelo quasi alla fine al risotto a 2-3 minuti dalla fine della cottura
Quando è pronto spegnere il fuoco, spostare la casseruola dal fornello, regolate di sale e iniziate a mantecare aggiungendo il trentingrana grattugiato e il burro rimasto, freddissimo. 
Mescolate con energia e allo stesso tempo scuotete la casseruola imprimendole un movimento avanti-indietro. Continuare fino a quando il riso sarà diventato cremoso e morbido.
Servite subito, decorando con le fettine di mele e le noci.

Continua a leggere....

mercoledì 19 dicembre 2018

Prosciutto glassato al miele di G.Ramsey per M'EAT di Mag About Food

Ci sono di quelle ricette che ti conquistano/affascinano come le leggi, rimangono fra quelle che vorresti preparare ma poi non trovi mai il tempo.
Poi arriva l’occasione che Mary ti chiede se, per la rubrica M’EAT di Mag About Food, ti va di preparare quella ricetta, non ci pensi nemmeno due secondi ed accetti. Solo dopo ti rendi conto che se non l’avevi fatta è perché noi non usiamo quel particolare pezzo di carne, ma non sarà certo un pezzo di carne a farmi desistere
Chiedo e cerco dai macellai ma niente da fare e soprattutto non in questo periodo, non resta che ordinarla si ma dove ?????
Mi viene in soccorso Mary che mi suggerisce un sito scozzese ………… supero le mie titubanze, lo sapete benissimo per me il contatto umano è importante, far lavorare i negozi accanto a noi ancor di più, ma qui al momento non avevo alternative.
Ordino il pezzo e in due giorni eccolo arrivato
Posso finalmente preparare Il Gammon glassato al miele di Gordon Ramsey, un trionfo di sapore da gustare fino all’ultima briciola
La carme è la coscia di maiale, quella che noi usiamo per fare i prosciutti, ma ha la cotenna e soprattutto prima viene trattata con una salamoia come si fa per la pancetta. Probabilmente si può preparare anche con una coscia disossata e sicuramente lo proverò ma questa volta non potevo rischiare dovevo essere certa del pezzo.
Ecco quindi il mio

Gordon Ramsay’s honey glazed ham


Lascio a voi giudicare come è venuto e per la ricetta la potete trovare qui

Continua a leggere....
Related Posts with Thumbnails