martedì 19 maggio 2020

PANCIA DI MAIALE AL MIELE CON MELE GLASSATE

Alessandra e Greta per la sfida smart di Mtchallenge di maggio hanno pensato di farci provare un meraviglioso metodo di cottura, il Sous Vide o meglio la cottura sotto vuoto a bassa temperatura costante dentro a sacchetti immersi in un bagno d'acqua con tempi diversi in base all'ingrediente da cuocere. I piatti assumono un gusto particolare ed i cibi mantengono tutte le loro proprietà esaltandone gli aromi. Una cottura che da moltissimo volevo provare, ma dopo le dettagliate spiegazioni di Greta non potevo non buttarmi e non ho resistito ad acquistare un piccolo Roner da casa, di cui sono già entusiasta e che userò moltissimo. La prima prova è stata con un filetto di maiale che avevo in freezer e affascinata dalla delicatezza ho deciso che non potevo non provare con la pancia di maiale un pezzo che amo particolarmente, ma dopo oggi ancor di più


Pancia di maiale al miele con mele

500 g di pancia di maiale 
miele di tiglio
rosmarino
origano
sale e pepe
grappa
1  noce di burro
2 mele 
cannella
aceto di mele

Per prima cosa dovete scegliere un pezzo di pancetta che abbia un altezza costante di circa 5-6 cm, rifilate i bordi se non sono regolari. Mettete a marinare per 5-6 ore la pancetta massaggiandola con del miele di tiglio, origano, sale e pepe.
Dopo la marinatura pulite la carne dalla marinatura e mettetela in un sacchetto per il sottovuoto, aggiungete un po' di rosmarino tritato e sigillate il sacchetto. 

In una padella molto capiente mettete il roner e programmate per una cottura a 72 °C di 12 ore. Appena l'acqua avrà raggiunto la temperatura inserite il sacchetto con la carne guardando che sia ben immersa. Essendo il tempo di cottura molto lungo controllate ogni tanto il livello dell'acqua ed eventualmente rabbocate un po', per evitare troppa evaporazione coprite con un pezzo di carta alluminio.

Quando la cottura sarà ultimata estraete il sacchetto e mettetelo in una bacinella piena di acqua fredda e ghiaccio per bloccare la cottura.
Nel frattempo sbucciate le mele che devono essere molto sode e croccanti. Affettatele in fette regolari dividendo ogni quarto in tre fettine. Mettetele quindi in una ciotola con un pizzico di cannella e una spruzzata di limone, lasciandole marinare per una decina di minuti.
Prendete i sacchetti per il sottovuoto e disponete al loro interno le fettine di mele ben disposte non troppo ammucchiate, sigillate il sacchetto.
Azionate il roner a 80 °C per 10 minuti, appena sarà stata raggiunta la temperatura inserite le mele, a cottura ultimata bloccate la cottura in una ciotola di acqua fredda. Le mele devono essere cotte mantenendo una sensazione croccante senza diventare flacide.

Mentre le mele cuociono togliete la carne da sacchetto, mettetela su un piatto e raccogliete in un pentolino tutti i suoi succhi. 
Accendete la fiamma sotto il pentolino con i succhi della carne, aggiungete un cucchiaio di miele e un bicchierino di grappa al moscato stravecchia e fate cuocere per addensare il sughetto, tenete in caldo.
Appena le mele saranno cotte trasferitele in un padellino aggiungete i cucchiaino di miele e un cucchiaio di aceto di mele e fatele glassare per 1-2 minuti.
Mentre glassate le mele riscaldate molto bene una griglia o piastra di ghisa, appena sarà calda appoggiate la pancia di maiale e fatela dorare per un paio di minuti su entrambi i lati superiore ed inferiore per farne esaltare i sapori. Tagliate la carne a fette da porzione.
Su ogni piatto mettete delle fettine di mele glassate, poi mettete la pancia e glassatela con la salsa di cottura e servite gustandola.
Un piatto semplice nell'essenza,ma di cui sono soddisfatta e che è stato apprezzatissimo proprio per la deliziosa sensazione che questa cottura lascia. Prossimamente vorrei provare con le puntine abbassando la temperatura e prolungandone la cottura. 






Continua a leggere....

sabato 2 maggio 2020

BREZDEL per L'Italia nel Piatto

Maggio è da sempre il mese dei matrimoni, in ogni regione ci sono delle antiche tradizioni e usanze legate a questo momento speciale ecco perchè a "Il piatto degli sposi" è dedicato questo nuovo appuntamento de L'Italia nel piatto
Una fra le antiche usanze del Trentino-Alto Adige legata agli sposi è il Brezdel, una soffice ciambella ricoperta di zucchero, originaria del paese di Brez, il dolce tipico dei matrimoni di un tempo. Simbolo e augurio di prosperità era costume degli sposi offrirlo come dono agli invitati alle nozze.
Brezdel o Brazedel, nella sua forma più grande, che come ricorda Aldo Bertoluzza nel suo libro "Pane vin": "Brazedel veniva chiamata nel dialetto trentino una grossa ciambella di pane che le donne, tornando dal mercato, portavano con disinvoltura infilandola nel braccio".
Questo dolce è tuttora utilizzato come segno di augurio e prosperità in occasioni particolari (battesimi, nozze, ecc.) come, ad esempio, nel Primiero, dove vige l’usanza, da parte del padrino del battesimo, di regalarlo, a Capodanno, al figlioccio, come dono augurale.
Gli emigrati in America dalla Val di Non, in particolare dal paese di Brez, lo consumano nella giornata in cui si ritrovano tutti assieme e lo hanno rinominato "Brezday" in ricordo della loro terra d’origine.

BREZDEL
Ricetta da Pineta Hotel 

Pre impasto
100 g di farina
15 g di lievito di birra fresco
75 g di latte
Impastate e lasciare da parte a far lievitare a temperatura ambiente.

Impasto
Pre impasto lievitato
400 g di farina
75 g di zucchero
100 g burro a temperatura ambiente
2 tuorli
1 uovo intero
10 g di sale
100 g di latte
1 goccio di rum
1 limone buccia grattugiata

Mettete in una ciotola o nell'impastatrice la farina, lo zucchero, il latte, l'uovo e i tuorli, la scorza del limone e il rum. Impastate e poi aggiungete il pre-impasto lievitato. Amalgamate bene e quando l'impasto sarà bello liscio aggiungete il burro e continuate ad impastare. Quindi mettete a lievitare in una ciotola coperto in luogo tiepido.
Quando sarà lievitato dividete il composto in nove pezzi, formate con ognuna una pallina a cui poi darete la forma di una ciambella. 
Usando il manico di un mestolo infarinato oppure un dito, bucate il centro di ogni pallina poi muovetelo roteandolo velocemente e per la forza centrifuga otterrete una ciambella (come potete vedere da questi due semplici video)


Trasferite ogni ciambella su una teglia del forno, al centro della ciambella mettete un coppapasta, se non ne possedete di così piccoli potete utilizzare un tappo di sughero avvolto in carta forno che toglierete prima d'infornare.

Mettete nuovamente a lievitare fino quasi al raddoppio.
Spennellate con il tuorlo d’uovo e spolverate con granella di zucchero.
Fate cuocere a 180 °C per 20,  minuti e poi abbassate  a 160 °C e continuate la cottura ancora per 7 minuti.


Valle d’Aosta: Polenta ai formaggi con crema di fave 
Piemonte: Giuraje: I Confetti del Matrimonio Canavese  
Liguria: Corzetti stampati con sugo di carne  
Lombardia: Tentasiù de la spusa (Torta di rose) 
Trentino - Alto Adige: Brezdel  
Veneto: Carfogn, il dolce degli sposi bellunese 
Friuli-Venezia Giulia 
Emilia Romagna:  Zuccherini montanari 
Toscana: Ginestrata 
Marche: Ciaramilla marchigiana 
Umbria: Zuccarini degli sposi 
Lazio: Le ciambelle degli sposi 
Abruzzo: Zuppa reale 
Molise: Taralli di Venafro o v’scuott 
Campania: Le pastarelle degli sposi 
Puglia: La Faldacchea di Turi 
Basilicata: Tumact Me Tulez - tagliatelle con mollica di pane, alici e noci   
Calabria: Suspiri o durci de zziti  
Sicilia:"Maccarruna di zitu a stufatu" - Maccheroni dei fidanzati
Sardegna: Bianchittos 

Facebook: https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto/
Instagram: @italianelpiatto

Prova anche tu a realizzare una ricetta inerente al tema del mese, pubblica una foto
sul tuo account IG utilizzando #italianelpiatto_community
e tagga @italianelpiatto. Italia nel piatto blog

Continua a leggere....

lunedì 27 aprile 2020

GNOCCHI ALLA ROMANA per il Club del 27

Cosa c'è più buono di un piatto di gnocchi?
Per il Club del 27 di questo strano aprile di quarantena forzata abbiamo pensato ad una pioggia di gnocchi tutti tratti dal libro di Mtchallange "Facciamo gli gnocchi
Moltissime le alternative golose, io ho scelto un classico senza patate come gli gnocchi alla romana della bravissima Araba felice che io ho servito con una golosa besciamella al grana



GNOCCHI ALLA ROMANA 
di Stefania Orlando di  Araba felice blog 

1 l di latte
250 g di semolino
2 tuorli
20 g di burro
sale
noce moscata
100 g di parmigiano

besciamella 
grana grattugiato
Iniziate la preparazione degli gnocchi portando ad ebollizione il latte con il sale e un po' di noce moscata grattugiata. versatevi quindi il semolino a pioggia mescolando in continuazione. Abbassate immediatamente la fiamma e proseguite la cottura a fiamma dolcissima, continuando a mescolare per evitare che si formino grumi. Quando l'impasto si staccherà dai bordi della pentola, compattandosi in un composto denso e piuttosto asciutto spegnete e fate intiepidire un po'.
Incorporate quindi i tuorli uno alla volta, poi il grana e il burro, regolate di sale. Versate il composto in una teglia rivestita di carta forno precedentemente bagnata e strizzata. Livellatelo con le mani bagnate formando un rettangolo dello spessore di 1 cm. Con un coppa-pasta tagliatelo in dischi regolari che disporrete via via in una pirofila imburrata, sovrapponendoli leggermente. Rimpastate i ritagli e formate altri gnocchi, fino ad esaurire l'impasto.
A questo punto cospargete tutto con la besciamella e il grana grattugiato e infornate a 200 °C per circa 10 minuti, fino a quando non saranno dorati in superficie. Lasciate intiepidire 5 minuti e servite.
Continua a leggere....

giovedì 16 aprile 2020

CIABATTA di Uri Scheft

Uno dei libri che ogni tanto amo consultare è "Breaking Breads" di Uri Scheft, non è un mistero che mi abbia conquistata certo, io che non capisco molto l'inglese non è così fruibile ma l'amore per i lievitati supera anche la mia traduzione poco ortodossa.
Come sempre ogni ricetta e ogni passaggio è supportato con una spiegazione logica. Dopo la meravigliosa Challah e Black Tie Challah, la sofficissima e profumata Apple Badka, gli sfiziosi Parmesan Cookies e sopratutto la sofficissima Focaccia senza impasto, ecco che questa impossibilità di lavorare mi ha permesso di scoprire la bontà di un lievitato molto idratato come la splendida Ciabatta 
e come scrive Scheft: 
Un pane ad alta idratazione con un impasto molto morbido e poiché il processo di miscelazione è così lungo, usa l'acqua ghiacciata per evitare che la pasta si scaldi troppo, in modo che la miscela non "bruci" o si surriscaldi e perda la sua elasticità

Quante volte si parte dall'acqua ghiacciata nei lievitati?
Sfida accettata ed ecco quindi la 

CIABATTA
da "Breaking Breads" di Uri Scheft

380 g di acqua ghiacciata
18 g di lievito di birra in cubetto (o 6 g disidratato)
600 g di farina bianca setacciata (proteine 12,7%)
Farina extra per spianatoia
1 cucchiaio di sciroppo di malto o di mais o zucchero semolato
10 g di sale fino
100 g di acqua a temperatura ambiente
Preparate l'impasto se non avete l’acqua ghiacciata potete riempire una ciotola con ghiaccio e acqua e mescolate per alcuni secondi per consentire all'acqua di raffreddarsi. Poi prendete 380 g di acqua ghiacciata e mettetela nella ciotola dell’impastatrice.
Sbriciolate il lievito nell'acqua e scioglietelo bene (se usate quello secco frullatelo nell'acqua)
Aggiungete la farina, lo sciroppo di malto e il sale e impastate con il gancio a bassa velocità fino a quando l'impasto si riunisce, bastano 1-2 minuti. Aumentate a media velocità e impastate fino a quando l'impasto è molto, molto liscio, circa 8 minuti.
Con l’impastatrice in funzione, aggiungete gradualmente l'acqua fredda, circa 1 cucchiaio alla volta, fino a quando tutta l'acqua è stata aggiunta. Questo richiederà da 5 a 6 minuti, quindi a media velocità impasterete per un totale di 13-14 minuti.

Nota di Scheft:
La ciabatta ha un impasto molto idratato e ha bisogno di una farina forte per poter lievitare bene e inglobare tutte le bolle d'aria. 

Se aggiungete tutta l'acqua in una volta all'inizio, l'impasto sarebbe troppo lento e non sarebbe in grado di attivare bene il glutine per creare un impasto forte. Quindi partite aggiungendo l'acqua ghiacciata (impedisce che l'impasto si surriscaldi) e lasciate che l'impasto si amalgami un po' fino a quando l'impasto è liscio ed elastico e quindi aggiungete l'acqua rimanente in piccole aggiunte in questo modo potete sviluppare un impasto forte e molto bagnato per creare la texture tipica della ciabatta.
Cospargete un po’ di farina sull'impasto e con l’aiuto di un raschietto in plastica trasferite l’impasto in una ciotola infarinata, coprite la ciotola con pellicola e lasciate lievitare a temperatura ambiente fino a quando l’impasto sarà quasi raddoppiato, circa 50 minuti.
Infarinate la superficie dell’impasto, prendete un lembo di impasto e portatelo verso il centro, girate la ciotola di un quarto di giro e ripetete su tutti i lati. Quindi con l’aiuto del raschietto, appoggiandolo sul fondo della ciotola, capovolgete l’impasto (il sopra dell'impasto va sul fondo della ciotola), copritelo nuovamente e lasciatelo lievitare a temperatura ambiente per ancora 30 minuti.

Infarinate generosamente la parte superiore dell'impasto e trasferitelo su una superficie di lavoro infarinata, con una spatola dividetelo in 3 pezzi uguali.  Allungate delicatamente ogni pezzo in uno stretto rettangolo. Quindi, partendo da un'estremità stretta, arrotolate piegando l'estremità verso il centro, premendo il bordo verso il basso per incollarlo all'impasto, poi continuare a piegare per altre 2 volte, fate attenzione a non schiacciare tutte le bolle d'aria dell'impasto. Avrete formato, con queste pieghe dei rotoli che posizionerete su una teglia infarinata e infarinatene bene anche i pani. Coprite le pagnotte con un canovaccio da cucina e fatele lievitare per circa 1 ora o fino a quando premendo leggermente con un dito, la depressione nell'impasto si riempie a metà.
Preriscaldate il forno a 250 °C se possibile con una pietra refrattaria su cui cuocere il pane, in mancanza mettete la teglia rovesciata sulla griglia centrale.

Rovesciate le ciabatte (la chiusura deve essere in alto) su una larga spatola infarinata, spolverate di farina  anche la parte superiore del pane e fatte scivolare sulla pietra calda in forno. Potete cuocere i pani in due tempi. Versate un po’ d’acqua o due cubetti di ghiaccio sul fondo del forno per creare umidità, chiudete rapidamente il forno e cuocete per 10-12 minuti fino a quando la ciabatta avrà assunto un aspetto dorato e picchiettandola sembra vuota.
Sfornate aiutandovi con una spatola e mettete la ciabatta su una griglia a raffreddare.



Continua a leggere....

martedì 14 aprile 2020

Spaghetti con scarti di rapanelli e finocchio

Un periodo pieno di incertezza che ci mette in discussione con noi stessi è importante continuare a coltivare le nostre passioni cercando di trovare nuovi stimoli per ricaricarci e cogliere sempre quel po' di positività, a volte molto nascosta, di ogni situazione.
Ecco perché ho colto con entusiasmo, ma con poca fantasia purtroppo, la piccola sfida di Mtc lanciata da Alessandra e Greta consistente nel creare un piatto di pasta gustoso con l'utilizzo degli scarti in cucina.
Voi sapete quanto io debba a Mtc, ho imparato tantissimo in questi anni oltre ad aver avuto l'opportunità di conoscere persone meravigliose.
La fantasia in questo periodo non mi aiuta, questi gustosi spaghetti li ho preparati per il nostro pranzo di Pasquetta, ultimo giorno utile per partecipare perchè oggi avrei dovuto lavorare ........ si avete capito "avrei" ma alle 18 del giorno di Pasquetta "qualcuno" decide che non è d'accordo con le direttive nazionali
!
!
Poichè però per il lavoro ci
sto già male abbastanza, questa piccola parentesi la chiudo immediatamente.
Alessandra e Greta scusatemi se questa volta sono un po' sotto tono, questi spaghetti nella loro semplicità però erano gustosissimi.
Premetto che per me gli scarti in cucina sono veramente pochi perché cerco di utilizzare sempre tutto anche per arricchire gustosi passati di verdure.
In questo periodo nell'orto iniziano i primi rapanelli e quelle belle e fresche foglie questa volta non sono andate nel passato ma sono diventate assieme a dei gambi e ciuffi di finocchio un gustoso pesto

SPAGHETTI CON FOGLIE DI RAPANELLI E GAMBI DI FINOCCHIO 

350 g di spaghetti Felicetti
alcune mandorle

1 spicchio d'aglio
gambi e ciuffi di finocchio
foglie di rapanelli
Trentingrana
un po' di maggiorana
scorza di un limone con buccia edibile
olio extravergine del Garda
sale e pepe

Prendete le foglie di rapanelli, scartando quelle vecchi ed ingiallite, tuffatele per un secondo un acqua bollente e poi subito in acqua fredda per permettere di fissare la clorofilla. Potete farlo anche con i ciuffi di finocchio.
Ai gambi di finocchio se serve eliminate l'eventuale filo, i miei erano belli non è servito. Togliete l'anima all'aglio.
Mettete tutti gli ingredienti in un piccolo tritatutto, sarebbe ottimo un mortaio ma non ce l'ho, con un piccolo cubetto di ghiaccio e tritate ad intermittenza. Appena tutto è tritato aggiungete un po' d'olio ed emulsionate appena fino ad ottenere una salsa morbida.

Regolate di sale e pepe se serve, io lo amo abbastanza dolce quindi ne ho messo pochissimo perchè l'armonia dell'amaro delle foglie ben si bilanciava con l'aromaticità del finocchio e del limone.

Mettete a bollire in pentola con acqua bollente gli spaghetti, scolateli molto al dente in una padella con un po' della loro acqua di cottura e fate terminare la cottura mescolando con una pinza, quando sono quasi cotti spegnete ed aggiungete il pesto continuando a mescolare per mantecare la pasta sfruttando il calore della stessa e ricordando che il pesto non deve cuocere.

Servite gli spaghetti con qualche ciuffo di finocchio e una grattata di buccia di limone.  


Con questi Spaghetti partecipo 

al mini MTC di aprile 2020 

sulla Pasta condita con scarti di cucina







Continua a leggere....

venerdì 10 aprile 2020

COLOMBA con lievito di birra ..... e tanta condivisione e passione

In questo periodo difficilissimo in cui siamo costretti a rivedere il nostro vivere quotidiano, abbiamo la necessità di riappropriarci dei veri valori della nostra vita e dedicare più tempo per quanto possibile ai nostri cari e a quello che ci fa stare bene e ci rilassa, perché combattere la paura e l'incertezza che ci circonda è importante.
Io amo e mi rilasso cucinando e se questo mi permette anche "coccolare" gli uomini di casa, riesco perfino per un po' a non pensare al grave danno che questa chiusura forzata causa alla mia attività a cui giorno dopo giorno ho dedicato quasi ogni minuto del mio tempo.

Abbiamo anche tempo per seguire con la giusta attenzione delle persone che abbiamo avuto il privilegio di incontrare sulla nostra strada.
Lei è una gran bella persona che poco più di un anno fa, in un giorno rubato al lavoro, ho avuto l'occasione di conoscere nella bellissima Garfagnana in un emozionante corso con tante altre amiche. Con la passione che ha saputo trasmettere Valentina il mio amore per i lievitati non ha potuto che diventare sempre più grande. Condividere con gioia la passione e regalando momenti di crescita per tutti non è da tutti, ma Valentina si è messa in gioco regalandomi/ci l'occasione di seguire un corso online con video in diretta e tantissima pazienza nel rispondere alle innumerevoli domande fatte.
Questa colomba, con stampo artigianale, è il frutto del suo corso.

Una colomba con lievito di birra in tre impasti, che io ho impastato quasi a mano, che presenta qualche difetto ma è buonissima. 
Con una parte dell'impasto ho fatto anche delle palline che ho messo in uno stampo da plumcake
E' una ricetta che parla di passione e condivisione, capirete quindi perché metto solo gli ingredienti del primo impasto, il resto degli ingredienti e la ricetta li trovate sul blog "Non di solo pane"


Colomba con lievito di birra
con ricetta di Valentina Venuti

Per una colomba da 1 kg e una da 500 g oppure per 3 colombe da 500 g oppure per 2 colombe da 750 g

Per il 1° impasto:
125 g di farina forte W380
50 g di acqua
12 g di zucchero
12 g di lievito di birra
40 g di uova intere

La ricetta prosegue qui 

Continua a leggere....

giovedì 2 aprile 2020

Würstel sfiziosi con crauti

Aprile è forse uno dei mesi più belli, la natura inizia a riempirsi dei colori di narcisi, tulipani, giacinti e noi come bambini guardiamo estasiati a tanta bellezza che ci parla di rinascita. Il nuovo appuntamento dell'Italia nel piatto non poteva quindi che essere dedicata ai nostri bambini e a come potremmo stupirli quando immancabilmente ci dicono "Mamma ho fame"
Certo stiamo vivendo un periodo molto difficile e di sofferenza per tante persone, la nostra libertà è limitata e istintivamente verrebbe voglia di lasciar perdere tutto, ma al contrario è proprio adesso che possiamo metterci in cucina con i nostri piccoli tesori o catturare un sorriso dai figli più grandi, perchè un piatto che mette allegria oggi sarà ancora più apprezzato.
Io ho scelto uno dei nostri classici street food, würstel e crauti preparati presentati però in maniera un po' sfiziosa.

Il würstel o salsiccia, diminutivo di würst, nasce in Baviera dalla necessità di non sprecare i resti del maiale e poter creare un alimento piuttosto calorico per contrastare il freddo inverno tedesco, diventa prestissimo un cibo di strada, divulgandosi in Tirolo e in Alto Adige
Che li gustiate lessi con i crauti, cotti nel sugo o con un panino sarà sempre un ottimo piatto anche per una serata con gli amici. 

Würstel sfiziosi con crauti

würstel
senape
crauti già cotti
carvi
uovo

Questa è presentazione simpatica dove il würstel diventa il vero protagonista del piatto portando un po' d'allegria a tavola

Fiore
tagliate il würstel a metà per il lungo si otterranno così due fiori. Se fosse troppo grosso tagliatelo in tre fette per il lungo, la parte centrale vi servirà per le roselline e le lumachine. 
Poi per ogni metà fate un taglio a pettine, quindi unite le due estremità e fermatele fino a fine cottura con un piccolo stecchino, quindi cuocetelo leggermente in una padella poi al centro aggiungere un po' d'albume e al centro un po' di rosso d'uovo. Fate cuocere per un minuto, regolate con sale e pepe. Con i würstel lunghi potete mettere al centro un uovo intero, o un uovo di quaglia.

Polpo
Prendete un würstel tagliatene via un pezzettino quindi tagliate per il lungo l'altro pezzo in più strisce regolari stando attenti a lasciare il pezzo superiore intero (sarà la testa del polpo)
In un padellino antiaderente cuocere per un paio di minuti il polpo cercando di ruotarlo per una cottura uniforme. Aggiungete due semi di carvi a simulare gli occhi

Roselline e lumachine
Con una fettina sottile di würstel, recuperata dal fiore, fate delle strisce sottili che arrotolerete si se stesse per formare le roselline e le lumachine. Fermatele con uno stuzzicadenti per cuocerle in padella un paio di minuti così non si srotoleranno, appena cotte togliete lo stecchino.

Spirale
Prendete un würstel e infilzatelo per tutta la lunghezza nel centro con uno spiedino, poi tagliatelo e spirale con un coltello, estraete quindi con delicatezza lo spiedino. Cuocetelo per un paio di minuti sulla griglia. 

In un'altro padellino riscaldate i crauti con un filo d'olio e una pizzico di semi di Carvi.
Mescolate anche la senape con un po' di carvi.
Ora non resta che comporre il piatto, create lo stelo del fiore e delle roselline con dei semi di carvi e foglioline di maggiorana. Mettete in un angolo un po' di crauti e in una ciotolina la senape. Disponete i polpi, lumachine, fiore e roselline in modo allegro nel piatto. 


Valle d’Aosta: Coniglietti di Mecoulin di Cogne 
Piemonte: Tramezzini alla Piemontese con salsa tonnata e uova sode  
Liguria: Le allegre paperelle...di riso  
Lombardia: Asparagi alla milanese con cereghin 
Trentino-Alto Adige: Wurstel sfiziosi con crauti 
Veneto: Cicchetto: Uova ripiene di primavera 
Friuli Venezia Giulia: Lecca lecca di frico friabile
Emilia Romagna: Cestini di mela al forno 
Toscana: Orsacchiotto di pancakes alla farina di castagne con crema alla ricotta 
Marche: Panini agli spinaci con salamino alla cacciatora italiano DOP 
Umbria: Ciaramicola donut su stecco 
Lazio: Focaccine alle patate 
Abruzzo: Biscotti pasquali al farro  
Molise: Il Principe Ranallo - Sofficiotto al caciocavallo 
Campania: Pigna coniglietti 
Puglia: Il Benedetto pasquale 
Basilicata: Focaccine di semola e acqua in padella 
Calabria: Sgute calabresi 
Sicilia: Rosticceria Palermitana: le pizzette! 
Sardegna: La Tartarughina di Su Coccoi  

Facebook: https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto/
Instagram: @italianelpiatto

Prova anche tu a realizzare una ricetta inerente al tema del mese, pubblica una foto
sul tuo account IG utilizzando #italianelpiatto_community
e tagga @italianelpiatto. Italia nel piatto blog


Continua a leggere....

venerdì 27 marzo 2020

Buon Compleanno Club del 27 .... e sono 3

Il momento che stiamo attraversando non è affatto facili, momenti di ansia si alternano a quelli più spensierati, ma non pensarci non è affatto facile.
Oggi è un giorno un po' speciale è il Terzo compleanno Club del 27, avrei dovuto preparare una nuova ricetta a scelta fra tutte quelle proposte in questi tre bellissimi anni, ma mi dispiace non sono arrivata.
Per alcune ricetta sulla mia lista delle preferite non avevo tutti gli ingredienti disponibili.


Pensavo di rinunciare a questo appuntamento, poi riguardando a tutte le ricette preparate ho pensato di regalarvi
il collage del mio Club del 27, 

non vi sembra estremamente goloso?


Una ricchezza tutta da condividere con Voi

Torta di zucca
Plum cake al doppio cioccolato
Open sandwich pesce e blue cheese
Scallion pesto chicken
Buns con noci uvetta, marmellata lime e pompelmo
Gordon's Christmas trifle
Flan whith rose syrup
Cacio e pepe
Gelato al dulche de leche
Chutney di pomodori verdi
Matcha cake
Muffin alle mele e mirtilli
Harvest apple pie
Lemon and blueberry polenta cake
Pizza maschia
White Chrismas
Zuppa di fagioli spanish style
Castagnaccio di Saturnia
S'ar da fà
Reiz kugel
Banana-chocolate chip wacky cake

ps: le ricette sono in ordine di apparizione sulla foto, da sinistra a destra



In mezzo al collage non poteva mancare 
il mitico banner della splendida Mai




Buon Compleanno Club del 27
Continua a leggere....

lunedì 2 marzo 2020

TORTA SACHER per L'Italia nel Piatto

È il cioccolato il protagonista di marzo per L'Italia nel piatto, si perchè quante volte ci siamo sorprese a pensare “Ho voglia di dolce al cioccolato
Il Trentino-Alto Adige non ha una grande tradizione autoctona di dolci al cioccolato, certo ci sono dei biscottini e pasticcini ma spesso caratteristici di panifici e pasticcerie. È la storia della nostra regione e l'influenza Austro Ungarica che ci regala uno dei dolci al cioccolato più golosi, la Torta Sacher creata per la prima volta nell'Ottocento. Questo emblema della pasticceria viennese si è diffuso
 in tutte le regioni austriache tra cui anche il Tirolo oggi Trentino-Alto Adige.
La Torta Sacher che ho preparato nasce confrontando due ricette per trovare l'armonia migliore di questo meraviglioso dolce che assieme allo strudel non potete non assaggiare se vi trovate a visitare la nostra regione

TORTA SACHER 
da "I Dolci Bertelli" 
"La Cucina dell'Alto Adige" Silvano Faggioni

Per stampo da 20-22 cm
3 uova
55 g di zucchero
55 g di mandorle
80 g di burro
1/2 cucchiaino di miele
105 g di zucchero
105 g di farina
20 g di cacao amaro

acqua, zucchero e rum per lo sciroppo
100 g di cioccolato fondente
15 g di burro 

Macinate molto finemente le mandorle assieme alla prima parte di zucchero, aggiungete il burro precedentemente ammorbidito ed iniziate a montare con delle fruste aggiungendo poco alla volta i tuorli in precedenza separati dagli albumi e il miele. 
In 4-6 minuti si formerà un composto soffice e cremoso che dovrete incorporare con delicatezza negli albumi che avrete nel frattempo montato a neve con l'altra parte di zucchero.
Mescolando attentamente con una spatola con movimento rotatorio dal basso verso l'alto incorporate la farina ed il cacao precedentemente miscelati fino a completa amalgama. Se l'impasto perde un po' di volume non preoccupatevi. 
Mettete il composto in una teglia da 20-22 cm unta ed infarinata, ed infornate a 180 °C e fate cuocere per 30 minuti. Quando è cotta rovesciate la torta ancora tiepida su un foglio di carta forno. 
Quando si è raffreddata tagliatela longitudinalmente in 3 strati, spennellateli con uno sciroppo di acqua, zucchero e rum, poi farcite i due strati con abbondante confettura di albicocche. Ricomponete la torta e se serve rifilate i lati, aiutandovi con un pennello  spennellate tutta la torta con un po' di marmellata bollente allungata con un filo d'acqua.
Preparate la glassa per la copertura, tagliate la cioccolate a scaglie, unite il burro e mettete a bagnomaria finché il cioccolato si è sciolto stando attente a non superare i 30 °C. Con la glassa ancora calda rivestite tutta la torta aiutandovi con una spatola.
Appena la copertura si è rappresa potete decorarla con la scritta con un po' di glassa al limone o con la stessa glassa della copertura un po' raffreddata.


Valle d’Aosta: Strudel al cioccolato   ‎
Piemonte: Baci di dama al Cioccolato 
Liguria: Budino al cioccolato  
Lombardia: La Barbajada, dolce tipico milanese 
Trentino-Alto Adige: Torta Sacher 
Veneto: Torta Russa al cioccolato 
Friuli Venezia Giulia: Torta Rigojanci
Emilia Romagna: Il mandorlato di Modigliana   
Toscana: Torta co’ bischeri 
Marche: Ciambellone rustico marchigiano 
Umbria: Baci perugina fatti in casa 
Lazio: Pastarelle al cioccolato 
Abruzzo: Mousse abruzzese di ricotta e cioccolato  
Molise:Loffe o castagnole agnonesi 
Campania: Sciù al cioccolato 
Puglia: Pasticciotto al cioccolato 
Basilicata: Scorzette di Bernalda 
Calabria: Baci di dama alla calabrese 
Sicilia: Riso Nero alla Messinese  
Sardegna: Sospiri di Ozieri ricoperti al cioccolato e mirto 


Facebook: https://www.facebook.com/LItaliaNelPiatto/
Instagram: @italianelpiatto

Prova anche tu a realizzare una ricetta inerente al tema del mese, pubblica una foto
sul tuo account IG utilizzando #italianelpiatto_community
e tagga @italianelpiatto. Italia nel piatto blog

Continua a leggere....
Related Posts with Thumbnails