mercoledì 27 settembre 2017

La mia Cacio e Pepe per il Club del 27

Dopo la lunga pausa estiva torna di gran carriera il Club del 27 che a settembre ci prende proprio per la gola con Pasta e Basta una splendida scelta di ricette tradizionali con quello che è il piatto preferito di noi italiani dal Mtc48

Tantissime le proposte, ma la mia scelta è ricaduta su una pasta che all'apparenza può sembrare banale ma è proprio il contrario. Una pasta che mi ero spesso ripromessa di fare, quindi mi sembrava giunta l'ora per imparare a farla bene, perchè non è solo assemblare tre ingredienti, devono amalgamarsi e creare quel piatto delizioso che la Cacio e Pepe

La ricetta è di Maria Pia e solo questo è una garanzia di successo, forse non è venuta ancora perfetta, ma sicuramente buonissima

SPAGHETTI CACIO E PEPE

Una ricetta semplice che vede la sua criticità nell'ottenere una cremosità da pecorino e pepe tale da poter avvolgere lo spaghetto senza filare o ammassarsi. Il pecorino da usare è quello romano che garantisce la giusta cremosità per questo piatto. Il pepe deve essere pestato al momento per poter mantenere intatto il suo aroma.

Il pecorino è molto salato quindi è preferibile salare pochissimo la pasta per non trovarsi con un piatto troppo sapido

Per ogni commensale:

100 g spaghetti n. 5 trafilati al bronzo
50 g Pecorino Romano D.O.P. grattugiato
Pepe nero in grani (40 grani minimo, per me)
1 l di acqua per cuocere la pasta

Portare a bollore l’acqua senza salarla e buttarvi gli spaghetti, facendoli cuocere perfettamente al dente seguendo le indicazioni sulla confezione.
Grattugiare il Pecorino Romano DOP e metterlo in una terrina capiente che possa andare in tavola.
Pestare nel mortaio la giusta quantità di grani di pepe nero (non meno di 40).

Due minuti prima che termini la cottura della pasta, prelevare dalla pentola circa 70 ml di acqua di cottura e versarla, 1 o 2 cucchiai alla volta, nella terrina con il pecorino e il pepe, mescolando vigorosamente fino ad ottenere una crema liscia.

Prelevare la pasta dalla pentola con le apposite pinze, in modo da non scolarla troppo, e metterla nella terrina con la crema di formaggio, mescolando velocemente per condirla in modo uniforme. Se la crema ha già la giusta consistenza aggiungere altro pepe pestato e servire; se invece risultasse troppo solida, diluire con uno o due cucchiai dell’acqua di cottura della pasta. 


Questo lo splendido banner 
creato dalla mitica Mai 

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martedì 26 settembre 2017

Seeded Breakfast Rolls di Martha Stewart



Vincendo lo Starbook Redone di giugno 2017 con Lemon and Lime Marmalade da “Citrus” di Catherine Phipps.
Ho questo mese l'onore aiutare ad analizzare il nuovo libro del mese di Starbook,
il libro è “A New Way to Bake” di Martha Stewart.

Un libro molto ricco ed interessante come sempre grande l'imbarazzo della scelta della ricetta da proporre, ma poi io ho un debole per i lievitati che per me sono sempre magici quindi perchè non sfidare Martha Stewart con un lievitato? .
Siete curiosi? 


Posso solo prendervi per l'acquolina con una foto dei Seeded Breakfast Rolls e dirvi che la ricetta la trovate sullo Starbooks
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lunedì 25 settembre 2017

Tagliatelle ai marroni con trota aromatizzata per Mtc67

Quando a maggio Mtc66 è stato vinto da Cristina del blog "Poveri ma belli i buoni" , sapevo o meglio immaginavo che la sua scelta sarebbe stato il pesce e da lei ho da imparare moltissimo.

Lei ci ha regalato un Mtc67 in cui metterci in gioco la 

Pasta con il pesce e non contenta di questo regalo ha messo anche la ciliegina sulla torta con un meraviglioso post/trattato ricco di notizie e suggerimenti,
Avrei voluti metterli in pratica tutti, ma questo mese è stato veramente tiranno di tempo libero e correvo il rischio di non arrivare.
Appena letto il bellissimo post di Cristina ho subito deciso che solo le trote potevano essere le regine del piatto. La trota iridea è un pesce d’acqua dolce con una carne dal sapore molto delicato ma gustosissima, il mio problema era quindi abbinarla ad una pasta senza che ne venisse offuscata. 

Tante le idee più o meno fattibili, ma tutte una dopo l’altra scartata fino a quando non sono andata ad Abbiategrasso all’Ambasciata del Gusto proprio nella domenica del pesce d’acqua dolce a cui avevo deciso di andare prima di sapere della gara. Li’ ho assaggiato una trota cucinata dallo Chef A.Manzetti in un modo molto particolare, molto gustosa ma troppo per usarla per una pasta, dovevo prendere l’idea ma cercare di calibrarla meglio e soprattutto trovare la pasta giusta che potesse andarci a nozze.
La mia scelta è caduta su una pasta ai marroni che con il loro gusto leggermente dolce si sarebbe armonizzata con la regina del piatto

Tagliatelle ai marroni con trota aromatizzata

Trota e alici aromatiche

1 trota iridea
6 alici
1 cipolla 
1 carota
1 costa di sedano
1 spicchio d’aglio
500 ml vino bianco Chardonnay
80 ml aceto di mele
olio d’oliva
timo
salvia
pepe
farina
un noce di burro

Sfilettare la trota
dal post di Maria Pia 

Prendiamo la trota iridea, eviscerarla se non già fatto e con pazienza con un coltellino affilato sfilettarla. Servirebbe un bel coltello da sfiletto che mi manca, ho quindi optato per un coltello a lama più corta, ma sempre sottile che tengo chiuso in una scatola ed utilizzo solo per tagli di fino quando mi serve una perfetta affilatura. Un coltello ben affilato facilita il compito e soprattutto è meno pericoloso, 

Tornando alla trota appoggiarla sul tagliere tagliare con la forbice tutte le pinne, poi squamarla passando con il dorso di un coltello sul dorso dalla coda verso la testa. Per non avere squame in ogni angolo di cucina, io appoggio il pesce nel lavello in cui ho messo due dita d’acqua (quel tanto che basta per coprire il pesce) e procedo con la squamatura, le squame non salteranno e rimarranno in acqua.
Dopo averlo eviscerato, squamato e preparato per la sfilettatura non resta che procedere. 
Con il coltello incidere la testa vicino alle branchie su entrambi i lati, poi sul dorso praticate un incisione partendo dalla testa fino alla coda cercando di procedere con un taglio seguente stando con la lama il più possibile vicini e paralleli alla lisca centrale, continuare a tagliare fino a quando avremmo staccato il primo filetto.
Procedere girando il pesce con l’altro filetto, poi rifinire il filetto togliendo i pezzettini sottili laterali con qualche lisca.
Passare con il dito sulla polpa del filetto e con una pinzetta togliere le lische ancora presenti, tirandole verso la testa per una più facile estrazione

Non buttare la lisca, la coda e le parti scartate perché serviranno per il fumetto
Togliere la pelle al nostro filetto, appoggiandolo sul piano d’appoggio, con il coltellino incidere dalla parte della coda con molta attenzione per non bucarla e per non rovinare il filetto, poi tenendo con una mano la pelle (potete usare un po’ di scottex per evitare che scivoli) continuare a staccare la pelle con il coltello molto radente. Non buttare la pelle che servirà

Sfilettatura Alici
dallo splendido post di Cristina

E' un po' più semplice e come spiega bene Cristina si rimuove la testa, con il dito si apre la parte del ventre sentendo la lisca centrale e si tolgono le interiore che assolutamente non devono puzzare, perché lo sappiamo benissimo che se il pesce puzza è solo perché non è più fresco
Poi partendo dalla coda stacchiamo la lisca e la togliamo dalla carne, poi mettiamo i filetti così ottenuti in una ciotola con acqua e ghiaccio per permettere al filetto di rilasciare tutte le impurità, le lasceremo in acqua per 10-15 minuti, poi le togliamo dall’acqua e le mettiamo su carta assorbente per farle asciugare bene.

Adesso che i nostri filetti sono pronti non resta che aromatizzarli

Tagliare la cipolla a fettine sottilissime e rosolarla leggermente con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio (che poi toglieremo). Tagliare carota e sedano a listarelle sottilissime (julienne), poi aggiungerle alla cipolla e farle stufare leggermente. Dopo un paio di minuti aggiungere il vino e l’aceto e far prendere il bollore, aggiungere anche gli aromi e far cuocere per circa 20 minuti. Spegnere e tenere in caldo.
Nel frattempo infarinare i filetti di trota e alici, salarli leggermente e rosolarli con una noce di burro e qualche foglia di salvia. Appena rosolati appoggiarli in un terrina che li contenga bene e versare sopra ai filetti il composto di vino e aceto molto caldo, far raffreddare e lasciare insaporire per 12 ore.

Fumetto
dal post di Maria Pia

Scarti di due trote iridee sfilettate
10 g burro
100 ml vino bianco
1 cipolla
1 carota
grani di pepe pestato
qualche foglia di sedano
700 ml acqua
Togliere dalla testa la parte delle branchie contenente sangue.
Scaldare il burro in una padella ed aggiungere gli scarti del pesce, mescolare accuratamente fino a quando si sentirà il profumo di pesce cotto senza tostarlo troppo. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e portare ad ebollizione, schiumare quando serve e far cuocere a fuoco lento per circa 35-40 minuti, poi filtrare e raccogliere il fumetto in una ciotola.

Tagliatelle ai marroni

100 g semola
50 g farina di marroni
acqua quanto basta
1 pizzico sale
Le tagliatelle per scelta sono state fatte con solo semola e farina di marroni, non castagne è meno dolce, perchè riescono ad esaltare il gusto dolce del marrone per potersi armonizzare con la trota. 

Mescolare la farine e il pizzico di sale poi iniziare ad aggiungere l’acqua un po’ alla volta fino a quando avremmo un bel panetto liscio che metteremo avvolto con pellicola e riposare per almeno 1 ora.
Trascorso il riposo stendere la pasta in una sfoglia sottilissima, spolverandola ogni tanto con un po’ di semola, quindi tagliare le tagliatelle

Tutte le preparazioni sono pronte non resta che dedicarci al piatto


Tagliatelle ai marroni con trota aromatizzata

2 filetti trota iridea aromatizzati
6 filetti alici aromatizzati
1 filetto trota salmonata fresco
fumetto di pesce
tagliatelle ai marroni

Un'ora prima di preparare il piatto trasferite i filetti di trota, le alici e le verdurine che abbiamo aromatizzato in un colino per permettere di perdere gran parte della marinatura e quindi l'acidità data dal vino e aceto. E' un passaggio importante per l'equilibrio del piatto. 

Portare ad ebollizione l’acqua per la cottura delle tagliatelle.

Prepariamo la pelle di trota croccante
In un padellino antiaderente rosolare con un filo d’olio a fuoco bassissimo la pelle della trota cercando di tenerla ben distesa fino a quando sarà una bella sfoglia croccante. Spegnere e tenere al caldo, salarla leggermente
In una padella dove poi mantecheremo la pasta, sciogliere una noce di burro e poi aggiungere un filetto di trota salmonata (qui ho trovato solo il filetto, le trote erano finite) a pezzetti e far rosolare velocemente, poi aggiungere gradatamente il fumetto di pesce e verso fine cottura anche un filetto di trota marinata e le verdurine che abbiamo lasciato scolare per almeno un'ora, aggiungere un po' di timo e una macinata di pepe
Tuffare nell’acqua bollente salata le tagliatelle solo per un minuto poi, scolarle con una pinza e mettere immediatamente a mantecare nella padella con il sughetto. Aggiungere se serve ancora un po’ di fumetto caldo, a mantecatura (vedi post Greta)  quasi completa aggiungere ancora un po’ di filetto di trota marinata e le alici. 
Saltare un attimo in padella e servire immediatamente 
Disporre nel piatto le tagliatelle ai marroni con i pezzetti di trota e le alici, poi decorare con qualche pezzetto di pelle intera e sbriciolata, assaporare
Un piatto particolare dove il gusto dolce delle tagliatelle ai marroni ben si bilancia con il gusto leggermente acido della trota e delle alici creando un piatto equilibrato.
Il piatto fotogenicamente parlando ha un difetto, avrei dovuto lasciare le tagliatelle più grosse, ma non avrei ottenuto lo stesso effetto di armonizzazione di gusti, con le tagliatelle meno sottili i due gusti si sarebbero distinti e non sarebbero state armoniche

Note:
La scelta di aggiungere il filetto di trota salmonata al piatto, pur non avendola trovata da sfilettare, era per dare colore al piatto. 
Spero solo di non aver deluso le aspettative di Cristina e mi dispiace di non essere arrivata con una seconda proposta degna della gara, perché il piatto di bavette con le vongole fatte ieri per me non la considero una seconda proposta ma solo un piatto altrettanto gustoso
Ringrazio Cristina per la bellissima sfida proposta per Mtc67 con cui partecipo con le tagliatelle ai marroni e trota aromatizzata


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venerdì 22 settembre 2017

Rotolo dolce di marroni o castagne

Gli arrotolati sono delle preparazioni sontuose e ricche di gusto, per me l'arrotolato è il piatto della domenica da gustare in famiglia

Oggi nel Calendario del Cibo italiano è la Gn degli Arrotolati ed io ho pensato di proporvene uno dolce, qui è preparato con la purea di marroni ma risulta gustosissimo anche con una confettura di marroni.

Rotolo dolce di marroni o castagne

Siamo in autunno e fra pochi giorni inizieranno a cadere i primi marroni, ecco un dolcetto semplice da preparare per assaporarne il gusto
Qui è preparato con i marroni, ma viene perfetto anche con le castagne

Ingredienti :
per pan di Spagna
6 uova
6 cucchiai di zucchero
6 cucchiai di farina (io uso metà fecola di patate)

per crema di castagne
marroni
3 cucchiai di zucchero
un po' di rum
cacao amaro in polvere 

Si prendono dei bei marroni e si sbucciano al vivo.
Per togliere la pellicina interna ci sono vari sistemi si possono passare pochi minuti in forno caldo (questo va bene per i marroni ma poco per le castagne) oppure si tuffano nell'acqua bollente per qualche minuto come si fa per le mandorle.

Quindi una volta private della buccia e della pellicina interna si mettono in una padella a cuocere con un po' d'acqua per mezz'ora o tre quarti d'ora dipende molto dalla grandezza dei marroni.

Quando io faccio cuocere i maroni direttamente per questo dolce (si può fare con la crema di marroni preparata in precedenza) per abbreviare i tempi di preparazione mentre cuociono aggiungo un po' di zucchero (circa tre cucchiai anche qui dipende dalle castagne) e a cottura quasi ultimata un po' di rum.

Nel frattempo mentre cuociono i marroni prepariamo il nostro rotolo di pan di spagna.
Montare le uova con lo zucchero fino a quando sono gonfie ed hanno triplicato il loro volume, poi aggiungere molto gradatamente la farina setacciata.
Foderare una teglia da forno e distendere uno strato sottile di pan di spagna e mettere in forno a 170° circa per dieci minuti.
Quando è cotto toglierlo dal forno e ancora caldo arrotolarlo su se stesso staccandolo dalla carta forno e metterlo a raffreddare.

Quando i marroni sono cotti quasi asciutti si spegne il fuoco e ancora caldi si passano col passaverdura creando così un purea dolce e profumata.
Si da una bella mescolata ed ecco pronta la crema di maroni da mettere nel nostro rotolo

Quando non è più bollente srotolare il rotolo e coprirlo con uno strato di crema di maroni in modo uniforme. A piacere si può spolverizzarlo leggermente con un po' di cacao amaro (dara un bel effetto alla fetta tagliata).
Arrotolarlo nuovamente su se stesso e metterlo a riposare in frigorifero per qualche ora.
Al momento di servire tagliarlo a fettine non troppo grosse e se si vuole si può spolverizzarlo di zucchero a velo solo sulla parte esterna se no si coprirebbe il gioco di colori della fetta.
Nel particolare della fetta si può vedere l'effetto del cacao.

 
E' delicato semplice (un po' di pazienza per le castagne) e di sicuro effetto
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giovedì 21 settembre 2017

Focaccia di Patate genovese di Ale

Le focacce sono dei piatti deliziosi e molto versatili, da sole riescono a saziare un languorino improvviso o con degli affettati possono essere una bella alternativa per una cena con degli amici. Oggi per il Calendario del Cibo italiano e la Gn della Focaccia di Patate 

ho pensato di preparare la sua, perchè è una focaccia ben equilibrata e non permalosa, viene splendida anche se un po' bistrattata.

Focaccia di Patate alla genovese 
di Ale

300 ml d'acqua
500 g di farina
250 g di patate
10 g di lievito (io li ho dimezzati*)
80 ml di olio extravergine di oliva
sale

Bollite le patate per 15 minuti, in mezzo litro d'acqua meglio se con la buccia per evitare che assorbano troppa acqua; sbucciarle da calde e schiacciarle bene con l'apposito attrezzo, come per fare un purè.
Mentre cuociono le patate, sciogliete il lievito in poca acqua tiepida e lasciate riposare, coperto, per una decina di minuti: appena la superficie si increspa e si formano le prime bolle, iniziate a lavorare l'impasto **
Unite le patate schiacciate, ancora calde, alla farina, aggiungete il lievito sciolto nell'acqua e iniziate ad impastare con le mani, unendo via via l'altra acqua e l'olio, alternandoli, fino ad ottenere un composto molto idratato, che si appiccica ' alle mani. Aggiungete il sale e lavorate ancora per una decina di minuti. Lasciate poi lievitare, in recipiente coperto, per circa due ore- o comunque fino al raddoppio.
Se avete l'impastatrice potete usarla per lavorare l'impasto che è molto idratato: il segreto della morbidezza della focaccia è proprio questo, per cui è meglio cercare di non aggiungere farina

Dopo la lievitazione stendete la focaccia in una teglia (40x33), precedentemente unta d'olio, bucherellate la superficie con la punta delle dita e lasciate lievitare ancora, per un'oretta circa. Cospargete di olio e di sale grosso e infornate a 200 gradi, per una ventina di minuti
Note speciali * + **
Come vi dicevo è una focaccia che si adatta ai nostri tempi.
Io oggi sapevo che sarei stata via di casa a lungo e che la focaccia l'avrei cotta dopo molte ore. Ho così deciso di dimezzare il lievito e metterlo direttamente nella farina senza attivarlo. Poi una volta impastato ho steso direttamente nella teglia unta d'olio, ho coperto e messo a lievitare.

Alla sera, tornata a casa dopo più di 4 ore, la lievitazione era al limite ho così con attenzione mentre si riscaldava il forno ho tolto il naylon che copriva l'impasto ho cosparso con sale grosso ed olio, non ho bucherrellato per non compromettere il lievitato che era al limite ed ho infornato

Buonissima e molto gustosa
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lunedì 18 settembre 2017

Pudin Flan di G,de Biasio


Oggi offro nuovamente ospitalità a un gastronomo d'eccezione e scrittore Giovanni de Biasio, un italiano che vive in Portogallo che oggi per il Calendario del Cibo italiano e la GN del Latte alla portoghese ci presenta un tipico piatto portoghese il 
Pudim flan per La Voce degli altri dove potremmo scoprire altri particolarissimi dolci al cucchiaio

Pudim Flan
Stando alle cronache, il Pudim Flan risale all’impero romano, ma come tutte le ricette semplici, con pochi ingredienti e buone, è arrivato ai nostri giorni con poche alterazioni. In Portogallo compare nella lista dei dessert di tutti i ristoranti e trattorie e siccome l’industria alimentare ha inventato una versione istantanea in polvere, è fondamentale che a lato di Pudim Flan, ci sia scritto “caseiro”, cioè fatto in casa. Che poi anche quella in polvere la fai in casa, mica vai a farla sul marciapiede o ai giardinetti...insomma, un po’ per questo motivo, un po’ perché i Gusti cambiano, a un certo punto passa di moda. E sparisce anche dalle case private, nonostante fosse un classico di nonna, che arrivava sempre con la forma di alluminio (della bisnonna) annerita da decenni di bagno maria e col coperchio che per aprirlo ci voleva il piede di porco! Però, una volta aperta, ecco sprigionarsi un profumo di caramello che deliziava tutti quanti. 

Poi le mode girano, ritornano in auge i vintage ed ecco che il nostro pudim ha una rinascita, però si cerca di migliorarlo, di renderlo un po’ originale e nonna, che ne sa una più del diavolo, invece di usare solo latte, zucchero e uova, inizia ad aromatizzarlo con la buccia di limone grattugiata (la mia versione preferita), una stecca di cannella, vaniglia, un liquore...insomma, un ritorno trionfale! Come in tutte le preparazioni, l’importante è usare ingredienti buoni, latte fresco intero, uova freschissime, possibilmente del pollaio di nonna che da loro da mangiare le pannocchie di mais così i tuorli sono belli gialli e il pudim prende un colore ambrato...e un ultimo consiglio: provatelo 

Le dosi son sufficenti per 8 persone 

per il caramello: 
100 g di zucchero 
2 cucchiai d’acqua 

per il flan: 
7 tuorli 
3 uova intere 
180 g di zucchero 
un cucchiaino di amido di mais 
7,5 dl di latte intero 
la buccia di un limone grattugiata 

mettete sul fuoco un tegamino dal fondo spesso con i 100 g di zucchero, l’acqua e lasciate cuocere fino ad ottenere un caramello biondo. Facendo attenzione a non scottarvi, versatelo in uno stampo da budino con il buco e il coperchio, ruotandolo per coprire il fondo e i lati e lasciate raffreddare. 

Accendete il forno a 180º.

Tante delizie vi aspettano nel Calendario del Cibo italiano e ringrazio Giovanni per averci regalato questo gustoso Pudin Flan
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martedì 12 settembre 2017

Pesto di cavolo nero

Dopo la splendida giornata del pesto per il Calendario del Cibo italiano è la GN delle Altre Salse pestate 
tantissime sono gli ingredienti che possono diventare protagonisti delle salse pestate, la mia proposta è con il cavolo nero

Pesto di Cavolo nero

Alcune foglie di cavolo nero
1 spicchio d'aglio
1 manciata di nocciole e mandorle miste
1 pezzetto di grana
olio d'oliva
1 cubetto di ghiaccio

Le dosi sono indicative perchè dipende da quanto pesto viene preparato
Prendere le foglie di cavolo nero e togliere la nervatura centrale, poi tuffarle in acqua bollente per qualche minuto poi toglierle e tuffarle in acqua fredda
In un mixer mettere l'aglio, il grana e le nocciole, mandorle e un cubetto di ghiaccio infine aggiungere le foglie di cavolo sbollentate.
Far funzionare il mixer ad intermittenza per non far surriscaldare la salsa, aggiungere l'olio d'oliva e continuare a frullare fino ad ottenere la consistenza desiderata,
Io lo amo molto cremoso, ma si può lasciare più grumoso.

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sabato 9 settembre 2017

Crostata sbriciolata con crema- confettura amarene

Un dolce che ti parla di casa, pochi gli ingredienti essenziali per renderla perfetta ma devono essere lavorati da mani abili perché vengono conditi con tanto affetto
Oggi nel Calendario del cibo italiano e la GN della Crostata, il dolce che ognuno dovrebbe saper preparare.

Molte le ricette che oggi potremmo gustare, io per festeggiare la giornata ho preparato

Crostata sbriciolata con crema e confettura amarene

Dosi per tortiera 26-28

500 g farina
180 g burro freddo a cubetti
250 g zucchero semolato
2 uova intere
10 gr di lievito per dolci
Un pizzico di sale
Zeste di limone grattugiate ( un limone bello grande o due piccoli)


Crema pasticcera da forno
di Iginio Massari
500 g latte
scorza limone
vaniglia
100 g uova

33 g amido di riso
33 g maizena,
2oo g zucchero

Confettura amarene

Preparare la crema
Bollire il latte con gli aromi in un padellino.

In una ciotola mescolare uova,amido di riso, maizena e zucchero poi versare il latte bollente e mescolando con un frustino cuocere sul gas fino ad addentarsi.
Appena cotta abbassare velocemente la temperatura a 50° per evitare la forma di grumi e ottenere una crema liscia.
Preparare crostata 
Amalgamate gli ingredienti secchi in una ciotola, aggiungere il burro molto freddo a cubetti e con i polpastrelli cominciare a lavorarlo velocemente con la farina formando delle briciole grossolane, aggiungere le uova e continuare la lavorazione creando queste grosse briciole. 
Metà del l'impasto ( leggermente compattato ) va sul fondo di una tortiera imburrata e infarinata, poi si farcisce con crema preparata in precedenza e confettura di amarene. coprire poi con  l'impasto sbriciolato lasciato da parte 
Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti circa. 
Raffredddare completamente prima di sformarla.
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