domenica 21 maggio 2017

Gnudi con biete e barbabietola

Con il Calendario del Cibo italiano a spasso per l'Italia oggi andiamo a scoprire un piatto di antica tradizione toscana con la GN degli Gnudi.

Piatto risalente al dodicesimo secolo quando ad un banchetto per vennero offerti questi ravioli senza sfoglia, effettivamente nudi.
Gli gnudi, tipici senesi e grossetani devono la loro delicatezza ai pochi ingredienti con cui sono preparati.
Gli gnudi classici sono preparati con gli spinaci, ma la mia versione è con le biete, sempre presenti nell'orto in ogni stagione e con la barbabietola che in inverno secco per poterla grattugiare, volendo preparare un piatto con entrambi gli gnudi ho un po' invertito l'inserimento degli ingredienti

Gnudi con biete e barbabietola

INGREDIENTI
200 g biete fresche (solo le foglie) 
1 barbabietola secca da grattugiare
250 g ricotta
1 uovo
35 g farina 
3 foglie salvia
50 g Trentingrana
25 g burro fuso
sale
pepe
noce moscata
Mettete la ricotta in uno scolapasta per qualche ora o dalla sera precedente in frigorifero.
Lavate le foglie delle biete e lessateli tuffandole in poca acqua salata, poi scolatele e mettetele subito in acqua fredda quindi scolatele nuovamente molto bene e fatele raffreddare. 
Mescolate la ricotta con la farina, il parmigiano e l'uovo, amalgamate bene e unite un pizzico di noce moscata, sale e pepe.

Dividete l'impasto in due ciotole ad una aggiungerete le biete ben tritate, mentre al secondo un po' di barbabietola grattugiata, mescolare bene entrambi i composti.
Mettete a bollire una pentola d'acqua salata.
Con entrambi gli impasti formate delle polpettine rotonde, come una noce e lessatele fino a quando vengono a galla.
Non cuocere troppi gnudi alla volta e scolateli delicatamente, poi fateli saltare delicatamente in una pentola dove avrete fatto sciogliere del burro con della salvia.
Serviteli caldi, con una grattugiata di barbabietola e abbondante Trentingrana si scioglieranno in bocca
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sabato 20 maggio 2017

Torta Trapunta di Valentina

In un mondo tutto dove tutto corre dietro a mille impegni, dove per i propri interessi spesso molti non guardano chi hanno di fronte, dove la tolleranza sembra un termine fuori moda ecco proprio in questo modo esistono delle persone meravigliose che ti sanno donare amicizia e tanto affetto. Forse ce ne sono di più di quelle che pensiamo dobbiamo solo essere capaci di riconoscerle e poi il dialogo nascerà spontaneo e ci accorgeremo di quanto sia ricco quest'incontro.

Io ho la fortuna di conoscere alcune di questa splendide ragazze e loro sanno di chi parlo, ma oggi vi voglio parlare di Valentina che mi ha fatto un regalo meraviglioso con affetto, mi ha regalato questa bellissima torta che oggi vi propongo. 
Circa un mese fa mi ha regalato ricetta e foto (si le foto sono quasi tutte sue, tranne le tre con le peonie) per pubblicarla qui, anzi mi sa che si starà domandando perché non l'ha ancora vista, ma un motivo c'è.


Ho aspettato fino ad oggi perché un regalo così speciale deve essere condiviso e qual miglior giorno del mio compleanno? 
Si oggi per il mio compleanno condivido con voi questa delizia che Valentina mi ha regalato.

Torta trapunta
INGREDIENTI 
Per la pasta 
300 g farina per dolci 
150 g zucchero semolato 
100 g burro a pezzetti 
1 bustina lievito Pane Angeli 
1 bicchierino da caffè di Rum 
1 uovo 
zucchero a velo per decorazione 

Per il ripieno 
300 g ricotta 
100 g cioccolato fondente 
frutti canditi sminuzzati q.b. 
uvetta sultanina q.b. 
70 g zucchero semolato 
1 bicchierino di Rum 

PROCEDIMENTO 
Iniziare ad impastare in una ciotola la farina con il burro, fino a che quest'ultimo sarà sciolto e la consistenza della farina sarà simile a briciole. 
A questo punto unire il lievito, dare una mescolatina ulteriore, unire lo zucchero, mescolando ancora un po', e unire il rum. L'uovo è l'ultimo ingrediente da aggiungere prima di iniziare ad impastare "seriamente", fino ad ottenere un impasto compatto, morbido e lucido. 
Dividere l'impasto, che non ha bisogno di tempi di risposo, in due parti, una più piccola che va stesa sulla base della teglia e una più grande che servirà a fare le palline per la copertura. 
Imburrare ed infarinare una teglia da forno piccola (io ho adoperato una teglia antiaderente quadrata, le cui dimensioni sono 20 cm x 20 cm), e iniziando con le dita, stendere la parte più piccola dell'impasto alla base. (foto 1) 
Terminare la base aiutandosi con una comoda rotella/rullo in legno, che altro non è che un mini matterello con il manico, che serve a stendere precisamente l'impasto, compattandolo e rendendolo regolare.(foto 2) 

A questo punto si può preparare il ripieno, impastando tutti gli ingredienti in una ciotola, sminuzzando grossolanamente il cioccolato (non grattugiandolo, ma sminuzzandolo proprio con un coltellaccio), amalgamandoli bene fino ad ottenere una crema vera e propria. 
Stendere il ripieno, spianandolo bene sulla base con l'aiuto di una marisa in silicone. (foto 3) 
Con il rimanente impasto, formare la copertura della torta, formando tante palline, di uguale misura, lavorandole bene con i palmi delle mani così da sciogliere con il calore il burro, e renderle belle tonde e lucide. Distanziarle poco di modo che in cottura si compattino.(foto 4 e 5) 

Cuocere in forno preriscaldato a 180°C in modalità ventilata per 25 minuti, fino a che le palline, oramai diventate una trapuntino, avranno assunto una colorazione dorata. (foto 6) 
Lasciar raffreddare prima di togliere dalla teglia, e soprattutto prima di spolverizzare la torta con lo zucchero e velo.

Seguite alla lettera le spiegazioni di Valentina ed otterrete una torta meravigliosa, io oggi festeggio così
P.s. La forma della torta invita quasi automaticamente a "smangiucchiarla" tagliandone via un quadratino/pallina per volta… attenzione all'effetto ciliegie anche qui, perché una tira l'altra.

Grazie di cuore Valentina
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lunedì 15 maggio 2017

Canestrelli salati all'olio e alle acciughe

Se penso alla Liguria il mio pensiero corre subito al buonissimo pesto che quella lingua di terra ci regala.
Il Calendario del cibo italiano dedica la GN ai Canestrelli
Sono dei frollini, tipici dell’entroterra ligure a forma di piccola margherita con un diametro di 10cm ed un foro di 3cm che vantano una lunga e complessa tradizione.

I canestrelli non sono solo dolci, me troviamo anche di salati e sono altrettanto deliziosi
Canestrelli all'olio di Taggia
Si distinguono per la leggerezza donata dall'olio d'oliva.
Sembra nasca dall'impasto del pane avanzato che veniva chiuso a canestrello e portato a cuocere al forno, dopo che era stato cotto il pane. Hanno la forma, come dice la parola stessa, di canestri. Sono preparati impastando farina bianca con lievito di birra, latte tiepido, olio extravergine d'oliva ligure da olie taggiasche, e un po' di sale.

Piccola premessa non avendoli mai mangiati o visti non pretendo siano quelli originali, ho cercato la ricetta e li ho interpretati.

250 g di farina 0
75 ml olio extra vergine d'oliva
7 g di lievito di birra
mezza tazza acqua tiepida 
1 cucchiaino sale
Amalgamare la farina con l'olio e il sale, quindi aggiungere l'acqua tiepida in cui avremmo sciolto il lievito, impastare bene fino ad ottenere un bel panetto morbido che metteremo a lievitare coperto per circa un'ora.
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida, nel frattempo impastare la farina con l'olio di oliva.
Dopo la lievitazione dividere l'impasto in circa 16 pezzi da 20 g, con i quali formeremo un cordoncino lungo circa 20 cm che chiuderemo ad anello. Trasferire i canestrelli formati sulla placca del forno ed infornare a 200° per circa 20 minuti o fino a doratura.
Deliziosi come stuzzichino o accompagnati a salumi e formaggi

Liguria = Liguri
Se penso ai liguri o meglio ai genovesi il mio pensiero è per Ale, una gran donna che ora vive a Singapore che ammiro e che ci regala una vera chicca salata.
Li ho preparati spesso e li trovo deliziosi come stuzzichino (sono come le ciliege) o per accompagnare un aperitivo ed era ora che arrivassero anche qui
di Ale per circa 20 canestrelli 
130 g farina 0
100 g burro freddo
poco tuorlo (per legare l'impasto ma a me non è servito)
50 g parmigiano grattugiato
2 o 3 acciughe sotto sale, diliscate e dissalate
alcuni capperi (mia aggiunta)

Si frullano bene le acciughe e si passano anche al setaccio, per evitare che rimangano lische. Tritare anche i capperi.
Impastare, lavorando con le dita delle mani per non riscaldare l'impasto, la farina e il burro a pezzetti, poi si aggiungere il formaggio, i capperi e le acciuge. Importantissimo, come sempre per le frolle salate e le sablé, non lavorare troppo l'impasto, onde evitare che "bruci" il burro.
Assaggiate l'impasto e se serve aggiungere il sale, ma per me non serve perchè acciughe, parmigiano e capperi sono già abbastanza salati.
Far raffreddare l'impasto coperto con pellicola in frigo per mezz'ora o più se serve, io spesso anche a causa di tempi lavorativi lo preparo alcune ore prima. Infarinate il piano di lavoro e il mattarello, stendete la pasta ad uno spessore di mezzo cm e con un tagliabiscotti formare i canestrelli che vanno messi subito su una teglia rivestita di carta da forno.
Infornate a 180 gradi, modalità statica, per 10-12 minuti.
Sfornateli quando sono ancora un po' pallidi e non toccateli per i primi dieci minuti sono friabilissimi.
Lasciateli raffreddare bene quindi metteteli in una scatola a chiusura ermetica e gustateli dopo un giorno o due il gusto ne guadagnerà.
Nota
Se non avete il tipico stampo da canestrello con il buco, potete utilizzare un normale stampo a fiore e poi fare il buco centrale con una cannuccia da aperitivo, naturalmente si possono usare anche forme diverse non saranno canestrelli, ma la bontà non ne soffrirà
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sabato 13 maggio 2017

Torta di Fregoloti & Croccante alle mandorle

I dolci di tradizione hanno sempre un sapore particolare perchè ci parlano di casa e di famiglie e si sa ognuno ha la propria ricetta custodita e tramandata, perchpè in un mondo dove internet e telefonini non esistevano era la parola e l'osservazione dei gesti che permetteva che tali meraviglie giungessero fino a noi. Ricette dove le bilance venivano sostituite da pugni, cucchiai, pizzichi ..... per il Calendario del cibo italiano e la gn della mandorla andiamo a scoprire la "Torta di fregoloti" e una meravigliosa decorazione con un "Croccante alle mandorle"

Torta di tradizione trentina, citata in manoscritti del 1700 e in ricettari trentini di epoca austroungarica, "Fregoloti" grazie alla caratteristiche della torta, friabile e grumosa, mille le varianti, possiamo tranquillamente dire che ogni paesino ha la sua che si differenzia con qualche ingrediente, mandorle e uova che possono esserci o mancare, ma una cosa è certa sono tutte buonissime. 

Torta di Fregoloti
da "Cucina trentina" di C.A. e A.L. Bauer 
In questa versione la torta non sarà nè troppo morbida e nemmeno dura e secca, apprezzata da ognuno che l'ha assaggiata ha solo un difetto finisce velocemente e si sposa perfettamente con un buon bicchiere di moscato.

120 g zucchero
120 g burro
150 g farina bianca
1 uovo
1 cucchiaino da caffè di bicarbonato
100 g mandorle sbucciate e tritate

In una terrina mettere tutti gli ingredienti ed amalgamarli accuratamente, non si otterrà un impasto cremoso, ma asciutto e grumoso.
Ungere bene una tortiera ed infarinarla, poi disporre l'impasto uniformemente lasciandolo anche un po' grumoso in superficie.
Infornare a 100° poi alzare la temperatura ma non far superare i 140° e cuocere per circa 45 minuti, quando la torta assumerà un aspetto dorato.
Lasciare raffreddare prima di servire, più gustosa se mangiata il giorno dopo



Croccante alle mandorle 
100 gr zucchero
100 gr glucosio
100 gr mandorle a lamelle
Cuocere lo zucchero e il glucosio in un pentolino fino ad ottenere un caramello di colore ambrato.
Aggiungere le mandorle e mescolarle per distribuirle in modo uniforme, quindi versare il croccante fra due fogli di carta forno e stenderlo molto sottile con il mattarello. Spaccarlo in quadrati abbastanza uniformi della grandezza desiderata. Prendere un pezzo di croccante alla volta e passarlo su una teglia in forno caldo per ammorbidirlo un po', quindi toglierlo e appoggiarlo all'interno di una coppetta e modellarlo facendo un po' di pressione.

Un consiglio utilissimo è quello di usare un limone per modellare la ciotola, la scorza degli agrumi contengono degli oli essenziali che permettono di modellare in modo ottimale ( da Non solo Zucchero vol.1 di I.Massari)
Procedere allo stesso modo con le altre copette
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domenica 7 maggio 2017

Würstel e crauti diversi e gioiosi

Il würstel o salsiccia, diminutivo di würst, nasce in Baviera dalla necessità di non sprecare i resti del maiale e poter creare un alimento piuttosto calorico per contrastare il freddo inverno tedesco. 

Diventa prestissimo un cibo di strada, divulgandosi in Tirolo e in Alto Adige, viene servito in abbinamento a un panino accompagnato da salse (come ketchup, maionese, senape) e i crauti, verdura estiva che con un processo di salagione si riesce a conservare per l’inverno.

Oggi nel Calendario del Cibo italiano è la gn dei würstel e crauti, un bel riconoscimento per questo semplice cibo di strada che racconta di convivialità, di rapporti fra persone.

Quante volte per finire una serata con gli amici si andava a mangiar due luganeghete dal "Pedavena" o dal "Forst", birrerie allora molto frequentate. Le luganeghete, erano dei würstel lunghi e sottili i meraner che venivano serviti in un piatto ovale con del sughetto di pomodoro e accompagnato con dei fagioli. 
Un piatto conviviale è semplice essenziale ed è una non-ricetta

Würstel e crauti diversi e gioiosi
  • Noi lo gustiamo lesso con molta senape, e se il würstel è buono se ne apprezza la fragranza.
  • Viene anche cotto con del passato di pomodoro e servito con dei fagioli in bronzon cotti con cipolla ed abbondante pomodoro o con dei crauti
  • Il würstel è anche ottimo in cotto alla griglia e si presta moltissimo per antipasti e buffet creando dei bocconcini con della pasta sfoglia
Una non ricetta è questa presentazione simpatica dove il würstel diventa il vero protagonista del piatto portando un po' d'allegria nel piatto

Fiore
tagliare il würstel a metà per il lungo si otterranno così due fiori.
Poi per ogni metà fare un taglio a pettine, quindi unire le due estremità e fermarle fino a fine cottura con un piccolo stecchino, quindi cuocerlo leggermente in una padella poi al centro aggiungere un po' d'uovo. 
Con i würstel lunghi si può mettere al centro un uovo intero, per i miei essendo un po' più corti ho messo al centro solo un po' d'albume e poi un po' di rosso d'uovo, far cuocere per un minuto 

Polipo
Prendere un würstel tagliarne via un pezzettino quindi tagliare per il lungo l'altro pezzo in o strisce regolari stando attenti a lasciare il pezzo superiore intera (sarà la testa del polipo)
In un padellino antiaderente cuocere per un paio di minuti il polipo cercando di ruotarlo per una cottura uniforme

In un'altro padellino riscaldare i crauti con un filo d'olio e una pizzico di semi di Carvi.

Ora non resta che impiattare. In un angolo del piatto mettere un po' di crauti, poi su di essi adagiare il nostro polipo, decorare occhi e bocca con un po' di senape. A lato aggiungere il fiore appoggiato su un ramo di semi di carvi e foglioline di maggiorana
Con simpatia buon appetito




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sabato 6 maggio 2017

Dalle Molche: Pan di Molche

Olio extra vergine d'oliva è una delle eccellenze prodotte in Italia, oggi il calendario del Cibo italiano dedica la Gn alle olive splendido frutto da cui nasce tale eccellenza.
Se dall'oliva estraiamo l'olio non possiamo dimenticarci delle molche. 
Le molche, termine dialettale, sono il residuo polposo ed impregnato d'olio che rimane dalla spremitura delle olive durante la produzione dell'olio extravergine d'oliva, ricco di sostanze nutritive perchè composto dalle bucce e dalla polpa delle olive, privato dei noccioli.

Se volete lo "scarto" dell'olio d'oliva ma che da vita a piatti ricchi di profumi che ci parlano di come la cucina di "recupero" sia una nuova ricchezza. 
Le molche si trovano per un breve periodo in autunno per conservarle si possono asciugare velocemente in una pentola e poi conservarle in vasetti coperte d'olio, o si possono far scolare bene e poi metterle in piccoli contenitori in freezer.
Il pane ancora caldo sprigiona un profumo incredibile di olive, il suo gusto è leggermente amarognolo lo rende delizioso con gli affettati o con le confetture.

Pan di Molche 
Pre-impasto 
7 g lievito di birra fresco 
120 g acqua 
115gr farina 0 (proteine 13,5) 

Impasto 
Pre-impasto
7gr lievito 
140 g latte
100 g acqua 
485 g farina 0 (proteine 13,5) 
175 g molche (ben scolate)
10gr sale 
In una ciotola amalgamare tutti gli ingredienti formando una pastella densa coprire con pellicola e far lievitare per 4-5 ore è pronto quando l’impasto è ben lievitato e inizia a cedere
Aggiungere al pre-impasto l’acqua e il lievito e mescolare bene, poi aggiungere gradatamente le farine, le molche ben strizzate, il sale e lavorare fino ad avere un bell’impasto lavorato. 
L’impasto sarà un po’ morbido, ma lavorabile aggiungere un cucchiaio di farina se sembra troppo morbido, dipende molto dall'umidità delle molche. 
Coprire e mettere a lievitare fino al raddoppio per circa 1 ora 
Una volta lievitato rovesciarlo su un piano infarinato con della semola, fare delle piccole porzioni d'impasto da 85-90g con cui farete delle belle sfere da metterle nella teglia un po' distanziate fra loro. 
Coprire e far lievitare fino a quando sarà ben lievitato
Quando è quasi lievitato preriscaldare il forno a 230°, infornare per circa 30 minuti, abbassando il forno a 200° dopo circa 10 minuti, appena tolto dal forno spruzzatelo con un goccio di latte.
Non sarà facile trovare le molche, ma se vi capitasse l'occasione provate a farlo vi sorprenderà.
Se avete l'occasione di andare a Riva del Garda o Torbole in autunno cercatelo nei panifici, una vera delizia
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venerdì 5 maggio 2017

Torta mandorle&zafferano infornata in forno freddo

Poco tempo per preparare una torta?
Il forno vostro è lento e impiega tantissimo per arrivare a temperatura?
Volete una torta soffice e facile da preparare?
Questa è la torta che fa per voi ed è il mio contributo per il Calendario del Cibo italiano e la Gn dei Dolci da credenza

Torta alle mandorle e zafferano soffice e delicata

170 g zucchero 

100 g farina di mandorle 

4 uova 
170 g burro morbido 
80 g farina di riso 
80 g fecola di patate 
1 bustina zafferano (buonissima anche senza)
1 bustina di lievito 
1 pizzico sale 

Versare lo zucchero nella ciotola del robot con le lame e frullare per 30 secondi, quindi aggiungere la farina di mandorle. 
A parte in una ciotola mettere le uova con lo zafferano e mescolare bene poi aggiungerle allo zucchero e frullare ancora per 1-2 minuti. 
Aggiungere il burro a pezzi sempre con le lame in movimento, appena il burro sarà amalgamato incorporare anche la farina di riso e la fecola e frullare ancora per 1 minuto, per ultimo unire il lievito e il pizzico di sale. 

Imburrare o foderare con carta forno la nostra tortiera (cm 26) e versare il nostro composto. 
Infornare in forno freddo ed accendere a 180° non ventilato per 30 minuti. 
La torta deve essere sfornata quando è ancora poco colorita. 
Far raffreddare e servire questa delizia spolverata di zucchero e decorata con scaglie di mandorle.
Questa torta si potrebbe conservare anche per un paio di giorni, ma ha un difetto sparisce prima
Una torta buonissima da preparare anche per un dopocena improvviso fra amici

Note:
Va infornata in forno freddo non è un errore
Se non avete la farina di mandorle potete frullare delle mandorle a scaglie
Viene buonissima anche senza zafferano
La torta della foto è stata cotta in un anello allungabile ed è circa 17cm di diametro, ho usato metà della dose data
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giovedì 4 maggio 2017

Torta di Rose un po' ribelle

I lievitati sono magici, sanno regalarti emozioni tutte le volte che quel mix  di farina, liquidi e lievito si incontrano e iniziano a trasformarsi lievitando. 
Sul blog ci sono tantissimi lievitati che testimoniano la mia passione iniziata tanti anni fa con Marianne e con lei. 
Oggi volevo fare qualche cosa di speciale però lei, la treccia russa non me lo ha permesso perché s'era inorgoglita d'essere la protagonista per il calendario del Cibo italiano e la gn della Torta di Rose è così che ho pensato alla mia torta di rose ribelle con l'impasto della treccia russa.



Torta di rose un po' ribelle
Ingredienti
Lievitino
6 g lievito di birra fresco
120 ml latte
115 g farina bianca

Impasto
Lievitino
80 ml latte
6 g lievito di birra
440 g farina bianca (proteine 13%)
90 g zucchero
2 uova medie
vaniglia in polvere
90 g burro
1 cucchiaino raso di sale

70 g burro con un po' di zucchero per il ripieno
Sciogliete in una ciotola (o in un bicchiere alto) il lievito in 120 ml di latte a temperatura ambiente, aggiungete 115 g di farina mescolando per amalgamare, otterrete un impasto cremoso.
Coprite e fate lievitare fino a quando avrà raddoppiato di volume. 
Quando il vostro lievitino sarà pronto aggiungete il latte in cui avrete sciolto il lievito, poi la farina mescolata con lo zucchero, la vaniglia e le uova. Lavorate l'impasto molto bene verso la fine aggiungete il sale e il burro morbido, impastate ancora fino ad ottenere un bell'impasto soffice ma non appiccicoso. Mettete in una ciotola, coprite con pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.
Dopo un'ora abbondante quando l'impasto sarà lievitato, rovesciarlo sulla spianatoia, prelevatene un piccolo pezzetto (circa 50gr) e mettetelo da parte, poi senza lavorare troppo stendete l'altro impasto con il mattarello in un rettangolo regolare di circa mezzo cm.
Prendete il burro morbido e lavoratelo con un po' di zucchero, poi spalmatelo su tutta la sfoglia, lasciando libero solo mezzo cm nel lato superiore.

Adesso con calma iniziate dal basso ad arrotolare la sfoglia stando attenti a far combaciare i bordi  Quando arrotolate cercare sempre di stringere la pasta per poter dare una forma regolare, per chiudere bene il rotolo pizzicate leggermente i lembi dell’impasto sulla pasta otterrete così una chiusura quasi perfetta.

Quando il rotolo sarà ben chiuso controllate che lo spessore sia uniforme eventualmente fatelo scorrere sulla spianatoia per cercare di uniformarlo.

Tagliate quindi il rotolo in tranci di circa 4,5 cm, il taglio deve essere perfetto potete usare una spatola.
Stendete il pezzetto di pasta che avete messo da parte in una sfoglia sottilissima, quasi un velo che metterete alla base della tortiera.
Sopra la sfoglia appoggiate i rotoli di pasta appena tagliati in piedi con un lato tagliato in alto avendo l'attenzione di chiudere leggermente il fondo del rotolino. Riempite la teglia lasciando i pezzi di pasta leggermente distanziati fra loro.
Coprite e fate lievitare fino quasi al raddoppio quindi cuocetela in forno a 180° per circa 30 minuti.
I lievitati danno il meglio di sé mangiati freschi e la torta di rose ribelle ha fatto  sparire le proprie tracce a poche ore dalla cottura, neanche il tempo per essere immortalata in una bella foto c'è stato
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mercoledì 3 maggio 2017

Tagliatelle carote & nastri sesamo tostato

La carote stanca di essere considerata solo una verdura o di finire in una torta pensò che era giunto il momento di farsi vedere in tutta la sua bellezza e chiese aiuto al Calendario del Cibo italiano che decise di sostenere l'appello. 
Oggi nella Gn delle Carote scopriremo come possa essere una vera protagonista del piatto e non più solo un contorno

E perché non iniziare da un primo piatto come 


Tagliatelle alle carote con nastri e sesamo tostato

180 g farina bianca 0
70 g semola di grano duro
75 g carote 
2 uova
Tagliare le carote a cubettini e farle lessare per qualche minuto in acqua bollente, scolarle bene, far raffreddare e poi frullarle. 
Preparare la pasta delle tagliatelle impastando bene le farine con le carote e le uova, quando l’impasto sarà liscio mettere a riposare coperto per circa una mezz’ora.
Prendere la pasta e stendere la sfoglia e preparare le tagliatelle.

Prendere delle carote, pulirle e con un pelapatate o una mandolina tagliare dei nastri sottili che faremo saltare per un paio di minuti in una pentola con del burro, quindi toglierle e metterle in una ciotolina aggiungendo una macinata di pepe.
A parte in un altro pentolino tostare del sesamo, stando attenti che non si bruci.

Far bollire dell’acqua e poi cuocervi le tagliatelle per un paio di minuti, poi farle salltare nel burro dove abbiamo cotto i nastri di carote, aggiungere anche i nastri di carote e i semi di sesamo tostati amalgamare e servire.
Un primo gustoso e delicato

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domenica 30 aprile 2017

Torta degli Addobbi - gn Torte di riso

LO SAPEVATE CHE...
le ricche matrone romane preparavano una crema a base di farina di riso che spalmavano su viso e collo per rendere la pelle più morbida e lucente?

Prima che ne iniziasse la coltivazione era considerato una spezia e usato per scopi terapeutici
Dal 1468 con la prima risaia e grazie al lavoro massacrante delle "mondine" se ne inizio' la coltivazione e l'uso in cucina.
Il Calendario del cibo italiano dedica questa giornata alle torte di riso
La torta di riso è molto versatile e negli anni vi ho proposto Torta soffice di riso, brisee, mele e pistacchio, Delizia di Riso, ma tra le torte dolci forse la più caratteristica è la "torta degli addobbi" che veniva preparata nelle festività religiose e tagliata a losanghe per essere offerta ai vicini che venivano in visita

Torta degli Addobbi 

Dose per 10 persone
200 g zucchero semolato
100 g riso
100 g cedro candito
100 g mandorle dolci
25 g mandorle amare
20 g burro
1 litro latte
6 uova
poco pangrattato
poco zucchero vanigliato
Liquore: Amaretto di Saronno

Scottare le mandorle in acqua in ebollizione, quindi pelarle e tritarle. Cuocere il riso nel latte bollente e poi lasciarlo raffreddare: aggiungere, mescolando accuratamente con cucchiaio di legno, le uova ben battute, lo zucchero semolato, le mandorle tritate e il cedro candito tagliato a piccolissimi pezzi. Ungete una tortiera o “ruola” con il burro, cospargetela di pangrattato, facendone cadere l'eccedenza, e poi versarvi il composto che deve risultare alto circa 5 cm. Cuocere in forno già caldo (170) per circa 40 minuti. Appena tolta la torta dal forno, irrorare la superficie con mezzo bicchiere di liquore
Lasciarla raffreddare quindi tagliarla a losanghe e cospargerle di zucchero vanigliato, in estate è preferibile metterla per qualche tempo in frigorifero in questo caso mettere lo zucchero poco prima di servire il dolce
Fra le torte salate possiamo ricordare la " Torta di zucca " tipica della Liguria di ponente dove la zucca è la sola verdura che non viene cotta preventivamente perché il trattamento con il sale la ammorbidisce facilmente e la zucca deve cedere la propria acqua al riso crudo che deve ammorbidire
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giovedì 27 aprile 2017

Il mio Reiz Kugel per il Club del 27

Ed eccoci con il terzo appuntamento con il Club del 27 dove cucinare, confrontarsi e sopratutto sostenersi è un accordo tacito che ci accomuna, è quasi il salotto di un bar dove poter chiacchierare della nostra stessa passione

Questo mese complice il Sartù, ci siamo incontrate per cogliere tutti gli aspetti e le ricette con il riso, fra le molte proposte mi ha subito affascinato il Giro del mondo del risolatte curato in mtc41 da Simonetta

I miei ricordi di risolatte risalgono all'infanzia, quando ogni tanto la sera potevamo esprimere dei desideri sul menù, la mia richiesta variava tra semolino e risolatte con cacao. 
Fra i tanti risolatte ho scelto una ricetta dell'Europa dell'Est Askenazita

Reiz Kugel
Simonetta presenta il Reiz Kugel così

Questo è un riso al latte magico, diventa da solo una torta e si dovrebbe mangiar con frutti di bosco, o marmellate di mele: siamo in area mitteleuropea quindi l’acido si abbina sempre un po’ con tutto.

Ingredienti
125 g di riso a grano tondo (tipo Arborio)
800 ml di latte
125 g di zucchero
2-3 gocce di essenza di vaniglia
3 tuorli d’uovo

Bollite il riso per 5 minuti in abbondante acqua salata e scolatelo. Portate a ebollizione il latte e versateci il riso, poi abbassate il fuoco al minimo, mescolate di tanto in tanto e fate cuocere per 30 minuti. Aggiungete lo zucchero e la vaniglia e cuocete altri 5 minuti sino a che il riso sia tenero.
Montate i tuorli d’uovo con un po’ del latte in cui si cuoce il riso e versateli nella pentola con il riso. La temperatura delle essere bassa, altrimenti l’uovo di rassoda, mescolate costantemente sino a che il latte assume la consistenza di una crema, una natilla.
Si serve caldo o freddo: caldo è come una crema con il riso abbastanza sgranato, freddo assume la consistenza di una torta.
Nota: piccola osservazione finale, non potrei proprio dire che da freddo ha la consistenza di una torta, però ha sicuramente un aspetto più denso e rimane in forma, forse molto dipende dal riso e da quanto riesce ad assorbire.
Buonissimo sia caldo che freddo, l'ho servito con delle more calde con sciroppo di zucchero
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