mercoledì 27 gennaio 2016

Belin, tanti auguri

Per un compleanno così importante ci vuole un regalo speciale che ti accompagnerà tutto l'anno grazie alla bravura delle fantastiche Mai Esteve e Dani Pensacuoca e da parte di tutte noi di Mtc  
Buon compleanno Ale



Grazie Ale


il mio pensiero personale te l'ho espresso 
offrendoti una fetta di torta alle mele e mandorle.

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Torta alle mele e mandorle per Ale

Questa torta è una mia rivisitazione della Pear&Almond cake with streusel topping di Delia Smith che mi ha subito conquistata quando è stata proposta per lo starbooks, l'ho fatta alcune volte e pure fotografata, ma sul blog non è mai arrivata.
La torta
 è deliziosa ed è solo per mancanza di tempo o fuori stagionalità dei prodotti che non ve l'ho proposta sul blog fino ad oggi. 

Perchè oggi? 
Oggi vi offro la ricetta di questa particolarissima torta perchè vorrei regalarne, anche se solo virtualmente, una fetta ad una gran donna. 

Alessandra sei proprio tu, questa fetta è per te per festeggiare il tuo bellissimo compleanno, di quelli veramente tosti che a volte ci intimoriscono, ma lasciatelo dire da chi ci è già passata alla fine ti accorgerai che è un compleanno come tanti altri. 

Questa torta potrebbe anche rappresentarti un po' :
... a prima vista è un po' rustica, ruvida ma poi basta tagliarla e mangiarne un pezzo per capire che è buona, morbida e friabile ne mangeresti subito un'altra fetta. 
Un po' come quando chi non ti conosce si imbatte in qualche tuo post: "adesso zitti ed ascoltate", s'intimorisce un attimo, ma poi si accorge che sei una donna dolcissima e piena d'energia e per gli altri sai dare tutta te stessa, a patto che non ti pestino i piedi. 
Lo so che i complimenti non ti piacciono molto, però oggi ci stanno tutti e te li meriti 
Buon compleanno Ale 

La mia versione è con le mele al posto delle pere, quindi riporto la ricetta originale con i miei ingredienti e mettendo fra parentesi quelli dalla torta di Delia Smith.

Torta di mele e mandorle con streusel topping 
Dosi per stampo 20 cm circa
Per la torta 
110 g farina 
1 cucchiaio raso di lievito per dolci 
50 g burro morbido 
50 g zucchero di canna fine 
50 g farina di mandorle 
1 uovo grande
1 pizzico di cannella 

1 pizzico di sale 
3 cucchiai di latte 
2 mele golden (pere mature) 

Per la copertura 
50 g burro fuso 
75 g farina 
50 g zucchero di canna 
40 g mandorle a lamelle 
zucchero a velo, per spolverare 

Preriscaldare il forno a 200°C 

Base torta
Setacciare due volte la farina e il lievito in una ciotola capiente, per ottenere una farina ben arieggiata, poi unire tutti gli altri ingredienti, tranne le mele. 
Lavorare il composto ottenuto con una frusta elettrica, per circa 1 minuto, fino ad ottenere una consistenza liscia e cremosa. 
Versare il composto, a cucchiaiate, nello stampo imburrato, e livellarlo con il dorso di un cucchiaio. 
Sbucciare le mele e tagliarle a spicchi, quindi tagliare ogni spicchio in tre fettine, disporre le mele sopra al composto formando un cerchio riempiendone anche il centro. 

Copertura torta
In una ciotola mettere la farina con lo zucchero, mescolarli con una forchetta quindi unire il burro fuso e formare delle grosse briciole (streusel), poi aggiungere le mandorle a lamelle sempre mescolando. 
Cospargere lo streusel sopra le mele ed infornare per 45 minuti circa. 
Dopo 20-25 minuti, se vi sembra colori troppo coprire la torta con un foglio d'alluminio. 
Alla mia torta sarebbero bastati 40 minuti di cottura 
Lasciar raffreddare la torta nello stampo per 20 minuti prima di sformarla. 
Spolverare con lo zucchero a velo e servire
Nota:
Non avendo uno stampo da 20 cm, ho usato un cerchio allungabile che ho imburrato e appoggiato sulla placca del forno foderata con carta forno.
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lunedì 25 gennaio 2016

Zuppa di trippe alla Trentina per Mtc53

La zuppa di trippe ci racconta di un passato a noi vicino ma quasi dimenticato, dove le vecchie osterie avevano sempre, sulla stufa un buon piatto di questa semplice zuppa per i "carador" e i viandanti che la potevano gustare prima d'affrontare la lunga via del ritorno.
In seguito negli an
ni sono nate le le trattorie dove non c'era un menù scritto, ma ti affidavi al menù del giorno e sapevi che nelle fredde sere d'inverno, dopo una giornata di lavoro saresti stato accolto dal sorriso del gestore e dalla sua buonissima zuppa di trippe sempre calda nell'angolo della stufa. Se ti trovavi a Riva fino a metà anni '80 sapevi che dal "Canarino" la zuppa di trippe non mancava mai e se finivi di lavorare tardi avresti avuto l'ultimo piatto di zuppa, ma la più gustosa perché era rimasta sul fuoco tutto il giorno. 

Un zuppa così non poteva mancare per Mtc53 dove Vittoria ci ha invitato a dare un giusto spazio a zuppe e minestroni

Zuppa di trippe alla trentina
Dosi per 4 persone
800gr trippa semicotta *
3 cipolle **
2 carote
2 patate medie
1 pezzetto di zucca
aglio 
2 cucchiai pane grattugiato
brodo circa 1 litro e mezzo
timo - origano - erba cipollina
sedano - prezzemolo
olio e burro
sale e pepe

pane raffermo a cubetti
grana grattugiato

Tagliare la trippa a listarelle (se la troviamo intera) di un paio di cm di larghezza.
Mettere la trippa in una pentola, coprire d'acqua aggiungere sedano e racchiusi in una retina gli aromi, erba cipollina, prezzemolo, origano, cuocere per un'ora circa.
Trascorsa l'ora scoliamo la trippa e teniamo a parte il brodo, eliminando gli aromi della retina e il sedano e lasciamo raffreddare un po'.
Tagliamo a piccoli cubetti le cipolle, mezzo spicchio d'aglio, le carote e le patate e le mettiamo ad imbiondire in una pentola dove avremmo messo un filo d'olio e un pezzettino di burro, dopo un paio di minuti aggiungiamo la trippa a listarelle e facciamo soffriggere molto delicatamente per 10-15 minuti. Attenzione non devono rosolare, ma solo sudare e permettere ai sapori d'amalgamarsi.
Quindi unire alla trippa il brodo che abbiamo messo da parte, in un po' di brodo sciogliere due cucchiai di pane grattugiato prima di aggiungerlo alla trippa. 
Aggiungere un po' di prezzemolo fresco, un po' di sale e pepe (non troppo lo regoleremo alla fine) e farla cuocere borbottando per un paio d'ore sulla stufa, quindi lasciarla al caldo fino ad ora di cena, regolare se serve con una macinata di pepe e sale.
Alla sera, prima di servirla preparare dei cubetti di pane raffermo che faremo leggermente tostare e poi ancora caldi spolveriamo con un po' di grana grattugiato.
Servire la zuppa calda accompagnata con i cubetti di pane al formaggio
Una zuppa che si scioglie in bocca e che riscalda, non solo i ricordi.

Nota
*La ricetta è con la trippa semicotta perchè qui è difficilissimo trovare quella fresca
** servono 3-4 cipolle per ogni chilo di trippa

Dopo l'orzetto questa è la mia seconda proposta per Mtc53
che mi ha fatto riscoprire minestroni e zuppe dimenticate
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mercoledì 20 gennaio 2016

Orzetto alla Trentina per Mtc53

Gennaio il mese più freddo dell’anno non poteva che essere testimone di bellissima sfida, quella proposta da Vitto per Mtc53 e che ci riscalda con zuppe e minestroni.

Sfida bellissima, ma che mi ha messo in crisi per quello che un minestrone rappresenta per ognuno di noi, c’è quello buonissimo che però sembra banale, quello originale che però non mi convince, quello che avresti voluto fare l’hai già visto, … un vero dilemma.

Minestrone però vuol dire famiglia, stufa, profumi in casa e tradizione ed un piatto di tradizione a Trento è sicuramente l’orzetto o meglio l’orzet

Da libro “La Cucina Trentina” di Bauer ed.1984 riporto uno stralcio dell’introduzione a questo splendido piatto: 
“In una vita dinamica e tumultuosa come la nostra, … ridotta ad una scafalatura di cibi precotti … può essere fuori luogo parlare dell’orzet che deve cuocere 3-4 ore … ma l’orzetto è l’orzetto: le discussioni sono inutili … se vogliamo un signor piatto sottoponiamoci pure a questa … perdita di tempo”
Come ho riletto questo stralcio, del mio primo libro di cucina ho capito che doveva essere l’orzet la mia proposta.

Orzetto alla trentina

Dosi per 4 persone
1 cipolla
1 carota
1 pezzo di zucca 
1 patata
spinaci
1 pugno piselli
verza
1 cucchiaio prezzemolo
160gr orzo perlato

1 osso di stinco di maiale
1 cotica di stinco
400gr brodo di stinco affumicato
2 litri circa d'acqua
sale pepe
curcuma
pepe misto
origano

Le verdure devono essere di stagione e di una giusta quantità, in inverno si usano zucca e verza che sarà sostituita da zucchini e fagiolini in altre stagioni.
Le quantità devono essere proporzionate, quando sono a cubettini devono essere più o meno del volume di una cipolla media, spinaci e piselli li congelo in stagione per averli sempre a disposizione.

Tagliare tutte le verdure finemente e poi metterle in un tegame da fuoco, dove avremmo messo un filo d’olio. Far cuocere lentamente a fuoco lento per una decina di minuti, le verdure non devono rosolare ma solo iniziare ad ammorbidirsi 
poi aggiungere un osso di stinco di maiale, la sua cotenna e abbondante acqua, ho aggiunto anche del buonissimo brodo di stinco affumicato che avevo cotto precedentemente e che avevo congelato.
Aggiungere un po’ di curcuma e una macinata di pepe misto, far cuocere tutto coperto per un’ora.
Mentre le verdure cuociono mettere a bagno l’orzo perlato.
Dopo l’ora di cottura, togliere l’osso di stinco e la cotenna ed aggiungere l’orzo scolato dall'acqua e continuare a cuocere a fuoco lento.

Prendere l’osso di stinco e pulirlo dai pezzettini di carne, pulire anche la cotenna da tutte le parti di grasso, tagliare tutti i pezzettini e le parti di grasso molto minutamente e poi mettere tutto il trito nella pentola assieme all’osso (che ha ancora delle cartilagini che insaporiranno la zuppa) mescolare per amalgamare, aggiungere un po’ di sale e un pizzico d’origano, quindi coprire e far cuocere molto lentamente per un paio d’ore. 
La cotica dello stinco dopo averla privata del grasso, la tagliamo a listarelle molto sottili che metteremo da parte per guarnire il nostro orzetto.

A cottura quasi ultimata assaggiare e se serve regolare di sale e pepe, lasciare sulla stufa calda fino a sera, il tepore della stufa permetteranno all’orzetto di continuare a cuocere.
Talmente golosi di mangiare l'orzetto che chi è arrivato a casa, dopo aver acceso la stufa ha pensato bene di mettere al caldo anche la zuppa.
Alla sera prima di servire l’orzetto, prendere le listarelle di cotica e passarle in padella calda e lasciarle rosolare per qualche minuto fino a quando saranno belle croccanti, con un po’ di grana grattugiato sempre sulla padella calda preparare delle sfoglie di grana croccanti.
Servire l’orzetto tiepido con qualche scaglietta di grana e le cotiche croccanti e un filo d’olio a crudo.

Nelle giornate fredde d’inverno questo è un piatto veramente confortevole
e se ne avanza un piatto il giorno dopo sarà ancora più buono.
Ringrazio Vittoria per questa bellissima occasione 
con cui ho potuto partecipare ad Mtc53



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martedì 12 gennaio 2016

Stinco di maiale glassato al miele per Aifb e la settimana del Maiale

Ci sono ricette che ti conquistano la prima volta che le vedi con loro c'è un'attrazione speciale, il tuo pensiero spesso torna li. 
Quando una ricetta è speciale spesso ha degli ingredienti particolari di non facile reperibilità anche per usanze diverse, però chi ama cucinare cerca delle alternative che non verranno perfette come il piatto originale, ma sicuramente sapranno dare il loro meglio.

Ieri è iniziata per il calendario del cibo italiano la Settimana del Maiale e con un post bellissimo il suo ambasciatore Corrado ci ha introdotto in questa settimana che sarà ricca di profumi e sapori.

La mia ricetta vuole contribuire alla settimana del maiale e ringraziare Corrado, che ho avuto occasione di conoscere a novembre, per la bella persona che è e per la sua gentilezza.

Stinco di maiale glassato al miele

E' una ricetta di Gordon Ramsey e la prima volta l'ho vista qui, mi ha subito affascinato nonostante non fosse riuscita a chi l'ha provata, ma solo per problemi di traduzione (leggete il post è molto interessante), poi con il pezzo giusto di carne l'ha proposto Ale e da quel giorno è stato amore puro.

Rimaneva sempre il problema di trovare il pezzo giusto da cucinare, perchè qui non si trova la carne con la cotenna. Sono poi venuta in possesso di uno stinco affumicato e da lì a fare la ricetta adattandola allo stinco è stato questione di un'attimo.

Dosi 
900gr stinco *
1 cipolla
1 carota
1 cucchiaino pepe nero in grani
1 bastoncino di cannella
2 foglie alloro
chiodi garofano

Glassa al miele
50 gr zucchero di canna
25 ml marsala (madeira)**
13 ml aceto di mele (cherry)**
65 gr miele acacia

Mettere lo stinco in una casseruola e coprirlo con acqua fredda. Aggiungete la carota, la cipolla, il pepe in grani, il bastoncino di cannella e le foglie d’alloro. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma al minimo e cuocete lentamente per 1 ora, (deve essere sempre coperto d'acqua). Schiumare ogni tanto eliminando le impurità che affiorano in superficie. Far raffreddare un po' lo stinco e poi toglierlo dalla pentola. Filtrate il brodo e conservarlo per risotti o zuppe ecc.

Per la glassa, mettete in una casseruola lo zucchero, il Marsala, l’aceto di mele e il miele d'acacia e mescolate su fuoco basso. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma e cuocete lentamente per 3–4 minuti, fino ad avere uno sciroppo scuro e lucido. Non distraetevi, perché è facile che trabocchi dalla casseruola.

Scaldate il forno a 190°C. Mettere lo stinco sopra un tagliere, praticare delle incisioni a croce nel grasso, formando un motivo a losanghe, stando attenti a non tagliare la carne. Inserite al centro di ogni losanga un chiodo di garofano.
Trasferite il prosciutto in una teglia e versatevi sopra metà della glassa al miele. Infornate per 15 minuti.
Versate il resto della glassa e infornate di nuovo per altri 25–35 minuti, finché lo stinco è di un bel dorato scuro, irrorando spesso con i succhi di cottura, girando anche la teglia per assicurarsi una glassatura uniforme.
Togliete dal forno e lasciate riposare per 15 minuti prima di tagliare e servire
Note:
* Le dosi rispetto alla ricetta originale sono diverse perché ho usato uno stinco di 900 gr e non un prosciutto di 3 kg e per questo ho ridotto la cottura a 1 ora invece di 3.
Anche le dosi della glassa sono dimezzate per lo stesso motivo (io avevo sbagliato facendo dose intera era un po' troppa, ma è stata gustata tutta)
** Fra parentesi i veri ingredienti della ricetta che ho sostituito per esigenze di disponibilità. Per il miele invece non era specificato ed io ho usato quello d'acacia che trovo molto delicato in cucina
Un piatto spettacolare che merita d'essere replicato quanto prima e mi fa piacere presentarvelo nella settimana del maiale proposto da Aifb per il

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sabato 9 gennaio 2016

Bocconcini di pane per Aifb e la Cucina degli Avanzi

La cucina degli avanzi è per me il miglior banco di prova per chi ama cucinare, infatti con gusto e fantasia possono diventare dei piatti sfiziosi.
Con una spesa ben pensata e una cucina attenta non saranno molti gli avanzi da recuperare, però capita che di avere qualche esubero da dover/voler reinterpretare

Aifb nel suo calendario del cibo italiano ha dedicato questa prima settimana dell'anno proprio agli avanzi 
A questa splendida idea, vorrei contribuire con una ricetta semplice, ma deliziosa che mi ha insegnato e fatto conoscere Marianne e che da allora è un piatto di festa in casa, per farlo il pane lo compero in esubero

Bocconcini o gnocchetti di pane
Ingredienti 
200-250gr di pane tagliato a pezzetti (circa 3-4 spaccate)
2-3 uova
500-600ml di latte
1 pizzico sale
2-3 cucchiai d'olio per cuocere

Per passaggi vedere il post originale

Prendere il pane tagliarlo a metà (come per fare un panino)tagliare in tre parti e quindi a fettine abbastanza sottili come potete vedere sono dei bei pezzetti non troppo piccoli 
Ora preparate la parte liquida sbattendo leggermente le due uova e aggiungendo poi il latte e un pizzico di sale e aggiungetelo delicatamente al pane tagliato mescolate per amalgamare, ma con delicatezza devono rimanere i pezzettini interi il più possibile 
Prendere una padella antiaderente e scaldarla con un po' d'olio e poi aggiugere i nostri gnocchetti, se non si ha una pentola grande è meglio usarne due non devo essere troppo ammassati 
Farli cuocere a fuoco medio, mescolandoli delicatamente, per una decina di minuti, devono essere rosolati come quelli che vedete.
 
Ora i nostri gnocchetti sono pronti servirli caldi e a piacere cospargerli con formaggio grattugiato 

Questo il mio contributo per il

un piatto semplice ma delizioso

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giovedì 7 gennaio 2016

Canederli caldi alle mele per AIFB

I canederli sono un piatto di tradizione contadina nato per sfamare con ingredienti poveri ma gustosi. Si prestano ad essere adattati al proprio gusto e questo è uno dei punti forti del piatto che nella versatilità trova la sua unicità. Possono essere serviti in brodo o con dell'ottimo spezzatino nel blog ne trovate alcune versioni di cui poi vi ricordo i link 

Oggi però è la Giornata Nazionale del Canederlo proposta da AIFB per il "Calendario del cibo italiano" e per festeggiare questo meraviglioso piatto ecco un canederlo molto particolare

Canederli caldi alle mele
da "Cucina magica delle Dolomiti" di H.Markart ed.2012
Canderli
500gr mele
50gr farina
50gr pane grattugiato
1 uovo
1 limone succo
scorza arancia essiccata

Impanatura
100gr pane grattugiato
30gr burro
2 cucchiai zucchero di canna
cannella in polvere

Sbucciare le mele a spicchi e tagliarle a cubettini molto piccoli, che metteremo in una ciotola poi aggiungiamo il succo di limone, la buccia d'arancia essiccata, l'uovo, la farina e il pane grattugiato.
Amalgamare bene gli ingredienti e con l'impasto* formare delle palline di circa 6 centimetri di diametro.
Passare i canederli nella farina, diventeranno belli sferici e poi cuocerli in acqua bollente leggermente salata per 10 minuti mantenendo un leggerissimo bollore.
Mentre i canederli cuociono preparare l'impanatura finale. 
In una padella far sciogliere il burro, aggiungere due cucchiai di zucchero, una bella spolverata di cannella e il pane grattugiato, mescolare con un cucchiaio di legno e far dorare.
Appena i canederli sono cotti, toglierli dall'acqua con un colino fecendo scolare l'acqua eccessiva e rigirarli subito nell'impanatura in modo da coprirli uniformemente.
Servirli caldi accompagnati da una marmellata di fragole 
Note:
* Formate subito i canederli, se si lascia riposare l'impasto la mela potrebbe far uscire la sua acqua rendendo l'impasto troppo umido
Se avanzano sono buoni anche freddi, ma caldi sono eccezionali


Dopo queste piccole delizie vi suggerisco alcuni canederli del blog, basta seguire il link relativo 

Se preferite i canederli trentini con lo spezzatino 


o perchè non i canederli schiacciati alle erbe aromatiche


Questo è il mio semplice contributo ad AIFB e al "calendario del cibo italiano" per la 
http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/giornata-nazionale-dei-canederli/
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lunedì 4 gennaio 2016

Fagottini di verza per AIFB

Per il 2016 appena iniziato ognuno di noi ha la sua piccola lista di aspettative grandi o piccole che spera si possano avverare

Che anno è senza un nuovo calendario, ecco quindi il 
 

lo splendido regalo di AIFB, associazione italiana food blogger, dove ogni giorno è dedicato ad un piatto od ingrediente della nostra tradizione gastronomica ed ogni settimana sarà dedicata ad approfondimenti tematici.
Un progetto meraviglioso che ci permetterà di scoprire tutte le meraviglie della nostra cucina, uscendo anche dai confini regionali scoprendo una ricchezza di profumi e sapori

Oggi 4 gennaio è la giornata nazionale degli involtini di cavolo verza ed io vorrei dare il mio piccolo contributo a questo meraviglioso ortaggio

nati da una rivisitazione delle semplici e gustosissime patate e verze.


I fagottini sono un po' più eleganti, ma mantengono inalterato quei gusti semplici e saporiti dei piatti dei nostri nonni dove verze e patate in inverno non mancavano mai e se c'era un pezzettino di pancetta veniva aggiunta per un piatto ancor più saporito

Foglia di verza
pancetta affumicata
patate
caciotta affumicata
sale pepe olio
aglio

Prendere delle foglie di verza, togliere la parte centrale più dura e poi sbollentarle per un paio di minuti in acqua bollente e poi raffreddarle in acqua fredda 
.........
il resto della ricetta con foto nel post nel blog che è vecchissimo però ricco di profumi come i fagottini di verza 

Grazie ad AIFB per questa bellissima opportunità di conoscenza


#aifb
#calendariodelciboitaliano
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