domenica 27 aprile 2014

Treccia a sei/sette con impasto del pane dolce dello shabbat

In una domenica uggiosa in cui si avrebbe solo voglia d’oziare cosa c’è di meglio se non dedicarci alla nostra passione e coccolare un po’ i nostri cari?
Oggi vi propongo un lievitato un po’ particolare, non per la ricetta ma per la forma un po’ particolare.
In questi giorni sono stata colpita da un video dove una ragazza forma innumerevoli trecce, ma più che per la forma delle trecce (di cui alcune le ritrovate anche sul blog) mi ha affascinato come formava i rotolini per poi dar forma alla treccia ………………… potete ben capire che non potevo non provare subito

Come ricetta base ho usato l’impasto del pane dolce del sabato modificando solo un po’ la ricetta creando un pre-impasto che mi permette di usare meno lievito
Pre-impasto
120ml acqua
7gr lievito di birra
115gr farina 0

Impasto
385 gr di farina 0
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)
100 gr di zucchero
7 gr di lievito di birra 
5 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale

cannella in polvere

Pre-impasto
Sciogliere in una ciotola il lievito nell'acqua quindi aggiungere la farina mescolare grossolanamente per amalgamare, quindi coprire con pellicola e mettere a lievitare per 4-5 ore (io lo preparo nel primo pomeriggio per poi impastare la sera)

Impasto
Trascorso il tempo, sciogliere nell’acqua il lievito di birra quindi aggiungerlo amalgamandolo al pre-impasto, quindi incominciare ad amalgamare tutti gli altri ingredienti lasciando per ultime le uova e il sale. 
L’impasto può essere fatto con l’impastatrice o a macchina, l’importante è che sia ben amalgamato è un impasto facile da lavorare
Appena il nostro impasto sarà pronto, metterlo in una ciotola coperto con pellicola a lievitare per un paio d’ore

Formatura
La forma mi è stata suggerita dal video di questo video che mi ha catturato, guardate soprattutto come forma i rotolini delle trecce.
La mia forma è l’ultima del video, quella a sei capi con piccola modifica avendo preparato sette rotolini al posto di sei

Cliccare sulla foto 
per vedere il video
Il modo di creare i rotolini è veramente fantastico e io prima di arrotolarli, appena stesi li ho spolverizzati con un po’ di cannella.
Creati i sei filoncini li ho intrecciati come da video, poi avendone fatto uno in più l’ho disposto per il lungo sotto la treccia ed ho accentuato la sua presenza inserendo due ciliegine candite nel punto d’unione dei due rami delle trecce.

Ho messo la treccia coperta a lievitare per circa un’ora e poi ho infornato in forno caldo statico a 190° per circa 15-20 minuti
Una treccia deliziosa per una bella colazione in famiglia
Buona? Buonissima se pensate che l’ho infornata ieri a mezzanotte e oggi a pranzo ne era avanzata solo una fettina, motivo per il quale avete solo le foto della treccia intera perchè poi si è dissolta come neve al sole!!!!
Nota: se volete farla in meno tempo, guardate il post originale dove c’è l’impasto diretto con più lievito, ma non lasciatevela scappare
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mercoledì 23 aprile 2014

Coda al merlot con gnocchi alle erbe aromatiche

Quando ero ragazzina mi ricordo che in centro si trovavano diverse macellerie tra cui ben due equine e il rapporto con il macellaio era quello con un amico che ti sapeva consigliare e soprattutto ti avvisava se aveva qualche taglio speciale che sapeva ti sarebbe piaciuto.
Il macellaio vicino all'ufficio di mio padre, quando lo vedeva, lo chiamava informandolo di qualche golosità o se in settimana avrebbe preparato la testina e se voleva che gliene riservasse un po’. 

Sicuramente a casa mia forse l’unico pezzo di carne poco utilizzato era la famosa fettina lasciata in macelleria per dar spazio a tagli meno nobili, ma sicuramente più gustosi.
Però le macellerie in città un po’ alla volta sono sparite e per la carne ci si deve affidare quasi esclusivamente ai supermercati dove le proposte sono sempre le stesse e prive di fantasia.

Quando ho visto la proposta di Cristiana col quinto quarto per Mtc di aprile alla gioia iniziale è seguito un attimo di sconforto nel pensare a che cosa avrei potuto preparare.
L’idea c’era e l’acquolina nel pensare alla ricetta anche, ma come potermi procurare l’ingrediente base ……….. con il mio tempo tiranno non potevo certo farmi un viaggio fino a Firenze in quel meraviglioso tempio della carne che è il mercato coperto ………… perché forse voi non lo sapete, ma una volta sono tornata da Firenze con in valigia un pezzo da 5kg di pancetta fresca con cotenna da mettere sotto sale (anche il sale con gli aromi era in valigia).

Questa volta a venirmi inaspettatamente in aiuto c’è stata l’apertura di una nuova macelleria in città. A parte andare a salutare il vecchio titolare, che rimane in appoggio al nuovo, li ho subito messi alla prova chiedendogli se potevano procurarmi una coda …… e così alla vigilia di Pasqua sono tornata a casa felice come una bambina con la mia coda.
Un pezzo così speciale non poteva che essere cucinato con rispetto

900gr coda di manzo
1 cipolla
1 spicchio aglio
2 bicchieri vino merlot
origano
rosmarino
salvia
erba cipollina
sesamo nero
sale e pepe
Prima di cucinare la coda l’ho massaggiata con un misto di spezie tritate quali origano, rosmarino, salvia, erba cipollina, sesamo nero e pepe quindi l’ho messa a marinare in una ciotola con due bicchieri abbondanti di merlot, un vino di corpo e di carattere. Alla marinatura ho aggiunto anche una cipolla a cubetti e uno spicchio d’aglio, prestando molta attenzione che tutta la carne fosse coperta dalla marinatura.
Dopo circa un’ora ho trasferito tutta la coda e la marinatura in una terrina di coccio. Ho coperto con il coperchio mettendo fra il coperchio e la pentola un disco di carta forno. Ho messo sul fuoco e ho fatto cuocere molto lentamente per un paio d’ore.
Ogni tanto controllare e mescolare la carne per evitare che attacchi, la cottura è molto delicata e la carta forno permette che i sapori rimangano all'interno della pentola bisogna prestare solo molta attenzione al vapore quando si alza la carta per mescolare.
Io ho cotto la coda per circa un’ora la sera, poi ho lasciato riposare tutta la notte coperta e il giorno dopo terminata la cottura per un’altra ora, la coda è pronta quando la carne inizia a staccarsi dall'osso.
I pezzi della coda cucinata così lentamente e con il riposo sanno sprigionare tutta la loro bontà.
A cottura quasi ultimata regolare di sale, ne servirà pochissimo perché le spezie, il vino e la cottura l’avranno resa molto gustosa e aromatica.
Un piatto così può essere accompagnato da del pane di segale e cumino o per renderlo ancora più particolare da dei gnocchi di pane alle erbe.

270gr pane bianco a cubetti
mezza cipolla
olio
50gr burro
3 uova
prezzemolo
origano
erba cipollina
ciuffo finocchio selvatico

Tagliare il pane a cubetti (togliere la crosta se troppo dura e se desiderate gnocchi più chiari), quindi fare un soffritto delicato di cipolla con un po’ d’olio che poi aggiungeremo al pane.
In una ciotola mettere il burro morbido con le uova e le erbe aromatiche quali origano, prezzemolo, erba cipollina, sale, pepe e qualche ciuffo di finocchietto selvatico amalgamare tutto sbattendo leggermente ed aggiungere ai cubetti di pane, mescolare bene e far riposare per circa 20 minuti.
Trascorso il tempo prelevare con un cucchiaio un po’ d’impasto e con le mani leggermente infarinate fare delle palline ……….. saranno i nostri gnocchi. Possono essere piccoli o grandi, io li ho fatti grandi quanto una noce e ne ho calcolati 4-5 a testa.
Quando gli gnocchi saranno pronti cuocerli in acqua bollente salata facendoli sobollire per circa 10-12 minuti o leggermente di più se più grandi.

Una volta cotti passarli velocemente in un padellino dove avremmo fuso del burro, quindi impiattare con la nostra coda calda e il suo meraviglioso sughetto e servire subito
Un piatto da leccarsi i baffi parola dei commensali che in questi giorni, quando avevo detto che cosa mi ero ordinata, mi guardavano con aria molto sospetta

Come sempre grazie alla ragazze di Mtc per le loro splendide proposte
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