martedì 16 dicembre 2014

DOLCI REGALI ........ perchè non c'è due senza tre

Quante volte quando dobbiamo organizzare un incontro con amici o parenti ci capita di pensare, forse ancor prima del menù a quale sia il dolce giusto per l’occasione. 
Un dolce però che sia anche simbolo di casa, di famiglia, quello che quando viene gustato parla della magia creata da quella alchimia che dall'unione di farina, uova …… crea un trionfo di profumi.

Un dolce magico che possa essere il vero re della festa dove ognuno sarà felice di assaporarne la magica fragranza.

Qual è il dolce che più di ogni altro
 racchiude in se questa meravigliosa magia dell’impasto? Sicuramente i dolci lievitati eterei nella forma, ma corposi nella sostanza dal semplice krapfen al sontuoso babà ....... ed è per questo che per la collana di MTC dopo il meraviglioso e misterioso “L'ora del Patè” e la freschissima ed estiva “Insalata da Tiffany” non potevano certo mancare i "Dolci Regali" quei dolci soffici e lievitati che al solo pensiero stimolano l’acquolina.
I lievitati che precedettero e seguirono l'invenzione del babà, una meravigliosa carrellata di bontà, ma sopratutto è un viaggio nell'epoca delle grandi monarchie in cui si scoprì l'arte del pasticcere capace di creare dolci veramente regali, senza dimenticare però i dolci più del popolo.

La community di MTC però è vulcanica e quindi non si poteva accontentare di semplici dolci ha pensato bene di regalarvi anche tre sezioni speciali dedicate a bagne aromatiche e sciroppi, alle creme e ai liquori per arricchire con un tocco personale le vostre creazioni, per un totale di 130 ricette da combinare anche con il vostro dolce preferito.

Le interessantissime ricette sono splendidamente rappresentate dalle bellissime illustrazioni di Mai Esteve e dalle raffinatissime fotografie di Paolo Picciotto

Mtc non è solo ricette è anche uno splendido progetto di solidarietà a cui non vogliamo assolutamente rinunciare e quindi come per “Insalata da Tiffany” anche con “Dolci Regali” abbiamo pensato di aiutare i ragazzi della “Piazza dei Mestieri” perché i ragazzi sono il nostro futuro e meritano di essere aiutati.

Acquistando una copia di "Dolci Regali", contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:
http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.


DOLCI REGALI

Collana “I libri dell'MTChallenge”
a cura di Alessandra Gennaro



SAGEP Editori- Genova  www.sagep.it
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello
in vendita nelle librerie e su Amazon, IBS 

" DOLCI REGALI " 
un libro per poter ricreare a casa preparazioni scenografiche 
a vedersi e deliziose a gustarsi... 
e per augurare Buon Natale con dolci regali
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venerdì 14 novembre 2014

Apple Muffin aromatico per uno speciale MTC

All'inizio del mese c'è sempre un po' d'impazienza nell'attesa della proposta che sarà la protagonista di MTC e Francesca per novembre ha lanciato una vera sfida muffin ed associazione letteraria.

E' stato subito puro sconcerto perché non ho mai pensato a una tale
associazione. I muffin non li ho mai fatti quindi quale migliore occasione per buttarmi e farli, dopo aver letto lo splendido post di Francesca ne ero ancor più entusiasta ........

- "Si però Manuela ricordati che devi fare un'associazione letteraria"
- "Va bene, ma se non riesco a trovarla li faccio lo stesso e partecipo fuori concorso ...... e poi è l'occasione giusta per sfruttare quello splendido libretto che mi ha portato Stefano (il piccolo di casa) dall'Irlanda"
- "Caspita Manuela ricordati però che oltre ai muffin devi pensare alla torta per i 18 anni del piccolo, che poi con il suo m.1,84 tanto piccolo non è."

Pensieri che frullano e si accavallano con domande e risposte mentre aspetti l'autobus per tornare a casa in una giornata molto piovosa e devi pensare anche al pranzo, ma ad un certo punto un'associazione fulminante squarcia il cielo plumbeo.

Il cucciolo di casa diventa maggiorenne ............. Cucciolo è uno dei 7 nani ........... mele e trentino ....... ecco la lampadina si è accesa

Biancaneve, dei fratelli Grimm, è per me una delle favole più poetiche dove l'umanità ha la meglio sulla perfidia della matrigna e sugli ostacoli della vita. La laboriosità dei nanetti non nasconde la loro dolcezza, gli animali del bosco dolci e curiosi trasmettono emozioni positive.
Una favola bellissima che nella versione del 1857 viene celebrata nel 1937 dal meraviglioso primo lungometraggio d'animazione della Walt Disney

Come non amare quei nanetti che dopo un giorno di laborioso lavoro, dall'alba fino a sera, tornano nella loro casetta nel bosco al caldo del fuoco e con una bella zuppa fumante preparata da Biancaneve che è felice di renderli felici per l'accoglienza che le hanno dimostrato
Una favola che parla di esistenze semplici, ma ricche d'emozioni, di ostacoli che si possono superare forse con difficoltà, ma credendoci e avendo fiducia in un mondo migliore. 
Se il "cucciolo" di casa l'altro ieri è diventato maggiorenne per la sua mamma sarà sempre il piccolo (non diteglielo però) e poi si sa le mamme ci sono sempre, sanno farsi da parte e correre all'occorrenza

- Un muffin alla mela molto aromatico grazie alla cannella e alla mela renetta che nei dolci sprigiona tutto il suo aroma. Aromatico come i profumi della cucina di casa, quel calore e quel profumo di cose semplici che dopo una giornata di lavoro o di studio tutti desideriamo assaporare.
- Lo zucchero di canna mi ricorda i diamanti grezzi frutto del lavoro dei nanetti, ma anche gli ostacoli che troviamo nel nostro cammino.
- In un muffin alla mela non può mancare l'uvetta come le piccole perle di saggezza che cerchiamo di trasmettere con l'esempio giorno dopo giorno ai nostri "cuccioli"

Nel mondo frenetico che stiamo vivendo, dove c'è sempre meno il rispetto o la considerazione dell'altro forse sarebbe il caso di fermarsi un attimo a riflettere su quello che stiamo perdendo.
Riscoprire l'animo umano è possibile basta partire dalle piccole cose e forse anche un muffin appena sfornato in una giornata piovosa saprà riscaldare il cuore.
Dosi 12 muffins
280gr farina bianca 00
2 cucchiaini cannella in polvere
1/2 bustina lievito per dolci
1/2 cucchiaino bicarbonato
1 pizzico sale
115gr zucchero di canna
25gr circa uvetta
250gr mele renette/canada
2 uova medie
250ml latte
85gr burro

Dosi Streusel
50gr farina bianca
35gr burro freddo
25gr zucchero di canna
2 cucchiaini cannella in polvere

Streusel
Mettere in una ciotolina mescolando la farina e la cannella, quindi aggiungere il burro freddo a pezzettini e con la punta delle dita strofinate velocemente, senza riscaldare il burro, creando un sfarinato quindi aggiungere lo zucchero e strofinare ancora un attimo

Muffin
Prima di preparare i muffins bisogna preriscaldare il forno a 200° e prepararsi la teglia.
La teglia è la nuova arrivata in casa per l'occasione però non avendo dei bei pirottini, me li sono fatti con un quadrato di carta forno tenuto in forma con un bicchiere.
In una ciotola mescolare assieme farina, cannella, zucchero, sale e lievito
Tagliare le mele sbucciate a cubetti piccoli e aggiungerle alla farina* e mescolare bene, unire anche l'uvetta che avremmo strizzato dopo averla fatta rivenire in un po' d'acqua

Sbattere leggermente le uova, poi aggiungere il latte e il burro fuso e freddo e mescolare bene

Quando il forno sarà a temperatura unire al composto asciutto* (miscela di farina, zucchero ....) il composto di uova e latte e mescolare brevemente quel tanto che basta per amalgamare 7-8 giri di cucchiaio.
Riempire i pirottini fino al bordo quindi cospargerli con lo streusel

Infornare subito a 200° per 20-25 minuti, fino a leggera doratura della superficie
Non mi vergogno a dire che mi sono ritrovata come una bambina con il naso sulla porta del forno a sbirciare se crescevano e facevano la cupoletta, perchè come dice Francesca non è un muffin se non è burroso e se non fa la cupoletta

Sfornarli e farli riposare 5 minuti nella teglia, quindi mettere i muffins a raffreddare su una griglia
Veramente buonissimi ed aromatici, da tiepidi deliziosi, ma anche mangiati il giorno dopo mantenevano intatta la loro fragranza ed aromaticità
La foto non è bellissima era avanzato solo il più bruttino
Grazie a Francesca e al suo splendido post, che vi consiglio di leggere, sono stata conquistata dai muffins
NB:
Bisogna ricordare che per la buona riuscita del muffin i liquidi devono essere aggiunti all'ultimo momento alle polveri e devono essere mescolati solo il tempo necessario per amalgamarli
In questo caso anche le mele non possono essere mescolate troppo in anticipo con la farina per evitare che a contatto con lo zucchero rilascino la loro acqua e rovinando la lievitazione in forno
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mercoledì 12 novembre 2014

Torta di pane deliziosa

Capita a volte che in casa si avanzi del pane, certo il pane è buono anche il giorno dopo però ci sono anche delle splendide ricette che pur nascendo dal pane raffermo creano delle prelibatezze. Sicuramente molte ricette con il pane sono nate proprio dall’esigenza del recupero per creare con pochi ingredienti aggiunti un nuovo gustoso piatto. Pensiamo ai canederli nato come piatto povero, ma appettitoso in tutte le sue interpretazioni come i pressknodel per non parlare poi dei gustosissimi gnocchetti di pane. E i dolci non sono da meno basti pensare alla torta di pane grattugiato e mele

Ecco perché quando alcuni giorni fa sfogliando il nuovo numero di “A Tavola” mi sono imbattuta in questa splendida torta della mamma di Andante con Gusto ed è stato amore a prima vista.


Una torta semplice, ma dall'aspetto incantevole che ritempra lo spirito solo immaginandone il gusto e i suoi profumi.

Ho modificato leggermente le dosi solo per fare una torta un po’ più grande, quindi riporto le dosi originali e fra parentesi quelle che ho utilizzato io. Le dosi sono strane perché sono proporzionate su un uovo in più (non volevo dividere a metà un uovo)

Dosi per stampo da 20cm (da 23cm)
250gr pane raffermo  (333gr pane tipo spaccatina)
100gr amaretti       (133gr amaretti )
80gr cacao amaro   (106gr cacao)
150gr zucchero      (200gr zucchero)
70gr uvetta     (93gr uvetta)
20gr pinoli     (26gr mandorle a scaglie)
500ml latte  (666ml latte)
150ml acqua  (200ml acqua)
3 uova medie  (4 uova )
vaniglia
zucchero a velo

Versare il latte e l'acqua in un pentolino e portare ad ebollizzione, aggiungere anche la vaniglia
Tagliare il pane (io ho usato delle normali spaccatine) a cubetti e metterlo in una ciotola dove poi aggiungeremo il latte bollente e lasciare ammorbidire per almeno tre ore.

Trascorse le tre ore strizzare leggermente il pane per eliminare il latte in eccesso (non esagerare deve rimanere morbido)
Metterlo nella ciotola e aggiungere al pane gli amaretti, l'uvetta ammollata e strizzata, il cacao, lo zucchero e le mandorle a scaglie (non avendo i pinoli li ho sostituiti con le mandorle a scaglie), mescolare tutto bene e quindi aggiungere le uova.

Foderare una teglia con carta forno e versarci l'impasto livellandolo con una spatola. Decorare la superficie con i pinoli o come nel mio caso con le mandorle.
Non avendo uno stampo a cerniera così piccolo ho usato un cerchio apribile, l’ho bloccato a 23cm di diametro e foderandolo all’interno con carta forno l’ho appoggiato su una teglia.
Cottura a 180° per 50 minuti circa. 
Io l’ho cotta per 55 minuti fatta la prova stecchino, poi ho spento e socchiuso la porta del forno.
Guardando la foto del giornale ho lasciato la torta forse leggermente più umida, però è veramente particolare e deliziosa.
Ringrazio Patty per aver condiviso questa splendida torta
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martedì 28 ottobre 2014

Lasagne al finocchietto con ragù e besciamella al rosmarino per MTC

Il lato positivo di avere un pezzetto d'orto è che ti permette di lasciarti ispirare dai suoi frutti. I profumi e gli aromi delle erbe aromatiche per me rendono straordinario anche un semplice piatto, ma se hai in mente di preparare delle belle lasagne come non lasciarsi ispirare da quei bellissimi ciuffi di finocchietto?
Come porterli valorizzare se non in una sfoglia al finocchietto ed ecco come è nata la mia seconda proposta per MTC e la proposta di Sabrina

Lasagne al finocchietto con ragù e besciamella al rosmarino
Ragù
300gr coppa maiale
100gr pancetta fresca
1 cipolla
1 carota
1 bicchiere vino bianco
2 bicchieri latte
sale e olio d'oliva

Il ragù quando posso lo faccio con la carne tagliata a coltello, perchè mi sembra più fresco e sopratutto scelgo il taglio di carne che desidero. Per tagliarla più facilmente la passo un'ora circa in freezer e poi con pazienza mi preparo il tritato, non è difficile ci vogliono solo dei coltelli belli affilati. Io trovo che la carne macinata si ossida facilmente e quando si compera bisognerebbe usarla subito e questo non sempre coincide con i miei tempi ecco perchè preferisco prepararmela.
Appena preparata la carne, tritare finemente la cipolla e la carota.
Mettere a soffriggere con un po' d'olio la pancetta tritata, quindi aggiungere il trito di cipolla e carota continuando a soffriggere delicatamente fino a quando la cipolla non sarà imbiondita.
Unire la carne di maiale tritata e mescolare bene con un mestolo di legno facendola rosolare, quando sarà tutta ben rosolata aggiungere un bicchiere di vino bianco e mescolare fino a completa evaporazione.

Aggiungere due bicchieri di latte tiepido (non si deve arrestare la cottura) salare e far cuocere coperto a fuoco molto lento per almeno un'ora abbondante. Il ragù non deve essere troppo asciutto per questo se serve durante la cottura aggiungere ancora un po' di latte tiepido.
La cottura con il latte mi incuriosiva molto e devo dire che è risultato un ragù molto gustoso e allo stesso tempo delicato.

Sfoglia al finocchietto
200gr farina 0 
100gr semola di grano duro 
3 uova
ciuffi finocchietto

Per il finocchietto si devono scegliere dei ciuffi molto teneri che non abbiano il fusto grosso e si usano solo i rametti, se troppo grosso tritarle per non rompere la sfoglia
Mescolare le farine e unire i ciuffettini di finocchietto sminuzzati, quindi aggiungere le uova ed iniziare ad amalgamare gli ingredienti, lavorare l'impasto fino a renderlo bello liscio, aggiungendo se servisse un po' di farina. 

Quando l'impasto sarà pronto, metterlo a riposare sotto una ciotola o avvolto nelle pellicola per circa mezz'ora.
Trascorso il tempo del riposo stenderla con il mattarello in una sfoglia sottile, quindi lasciarla asciugare e preparare la besciamella.

Besciamella
50gr burro
60gr farina
800gr latte
rosmarino
grana grattugiato

Le dosi per la besciamella sono indicative
Mettere un rametto di rosmarino nel latte e far bollire.
A parte far sciogliere il burro a fuoco lento, quindi aggiungere un po' alla volta la farina mescolando bene e facendola cuocere un po' prima di aggiungerne dell'altra e continuare a mescolare cuocendo la farina. 
Quando avremmo aggiunto tutta la farina, aggiungere un po' alla volta il latte caldo (passandolo attraverso un colino) mescolando bene con una frusta evitando che si formino dei grumi. Continuare a cuocere la besciamella per alcuni minuti, quindi regolare di sale, pepe e una bella manciata di grana, mescolare e far raffreddare.

Preparazione
Ragù pronto
Sfoglia stesa
Besciamella
Grana Trentino grattugiato

Far bollire dell'acqua salata in una pentola.
Quando l'acqua bolle mettere a cuocere qualche rettangolo di sfoglia che noi nel frattempo avremmo tagliato in grandi rettangoli,
appena riprende il bollore scolare le sfoglie che metteremo a raffreddare in una ciotola d'acqua fredda e poi stenderle su un panno ad asciugare.
Continuare fino a quando tutta la pasta sarà cotta.

Imburrare una teglia da forno e sul fondo mettere un mestolo di ragù e un po' di besciamella, quindi coprire con una sfoglia. Alternare strati di sfoglia con strati di ragù e besciamella (io amo mettere un po' di besciamella nel ragù per amalgamarli meglio) quindi aggiungere una buona manciata di grana trentino grattugiato quindi coprire con un'altra sfoglia.

Continuare gli strati fino a riempire la teglia.

Cuocere le lasagne in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Lasciare riposare per qualche minuto prima tagliare e servire.
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venerdì 24 ottobre 2014

Lasagne di castagne con ragù bianco

Il piatto che rappresenta solo nominandolo la festa, il pranzo con i propri cari, quello che assapori e al solo pensiero nasce l'acquolina è rappresentato dal pasticcio o più propriamente dalle lasagne ...... e proprio le lasagne sono le protagoniste scelte da Sabrina per MTC di ottobre. 
Le Lasagne ci raccontano la ricchezza della cucina emiliana e bolognese in particolare, saranno quei profumi meravigliosi respirati alla nascita che mi hanno fatto amare la cucina e le sue meraviglie.
Le lasagne sono l'apoteosi del goloso, è un piatto meraviglioso che esprime tutto l'amore di chi cucina, perchè parte da lontano non può essere improvvisato. Per semplice che sia è l'unione di tre splendide ricette che devono essere preparate con passione perchè il risultato finale sia eccelso. Tempo e amore sono gli ingredienti segreti che non troverete mai elencati in nessuna ricetta, ma senza di essi non ci sono lasagne degne di tale nome.

Pasta fresca, ragù e besciamella si intrecciano ed armonizzano e proprio come in una famiglia ogni elemento è indispensabile per la perfetta riuscita della "Lasagna"
Pasticcio o lasagne, il piatto è meraviglioso in ogni sua denominazione, ma per la cronaca noi trentini chiamiamo Lasagne le classiche "Lasagne alla Bolognese" con tradizionale pasta fresca, besciamella e tipico ragù, tutte le altre varianti con sfoglie con ingredienti diversi diventano "pasticcio ...... " ecco perchè in casa per la festa si proponeva il "Pasticcio al forno" perchè il piatto era quello succulento tipico della festa però si lasciava spazio alla cuoca di creare la sua meraviglia certi che ogni variante sarebbe stata sempre molto apprezzata e spazzolata.

Lasagne alle castagne con ragù bianco
Ragù
300gr pollo
100gr pancetta fresca
1 cipolla
1 carota
1 bicchiere vino bianco
sale e olio d'oliva

Per questo ragù bianco ho usato del pollo, ma per renderlo più saporito al posto del petto ho usato delle cosce che ho disossato e poi ho tagliato con il coltello a pezzettini molto piccoli. Anche la pancetta l'ho tagliata con il coltello fino ad ottenere un bel macinato un po' più grossetto, ma freschissimo.
Appena preparato il nostro macinato tritare finemente la cipolla e la carota, ci sarebbe andato anche un pezzettino di sedano ma ero senza e non l'ho messo.

Mettere a soffriggere con un po' d'olio la pancetta tritata, quindi aggiungere il trito di cipolla e carota continuando a soffriggere delicatamente fino a quando la cipolla non sarà imbiondita.
Unire la carne di pollo tritata e mescolare bene con un mestolo di legno facendola rosolare, quando sarà ben rosolata aggiungere un bicchiere di vino bianco (per me un delizioso e profumatissimo Traminer) e mescolare fino a completa evaporazione.

Aggiungere un bicchiere abbondante di latte tiepido (per non arrestare la cottura) salare e far cuocere coperto a fuoco molto lento per almeno un'ora abbondante. Il ragù non deve essere troppo asciutto per questo se serve durante la cottura aggiungere ancora un po' di latte tiepido. 

Sfoglia alle castagne
150gr farina 0 
80gr farina di castagne
70gr semola di grano duro 
3 uova

Mescolare le farine quindi aggiungere le uova ed iniziare ad amalgamare gli ingredienti, lavorare l'impasto fino a renderlo bello liscio, aggiungendo se servisse un po' di farina. 
La percentuale della farina di castagne a piacere può essere aumentata, ma essendo molto particolare nel gusto bisogna prestare attenzione.

Quando l'impasto sarà pronto, metterlo a riposare sotto una ciotola o avvolto nelle pellicola per circa mezz'ora.

Trascorso il tempo del riposo stenderla con il mattarello in una sfoglia sottile, quindi lasciarla asciugare e preparare la besciamella.

Besciamella
50gr burro
60gr farina
800gr latte
noce moscata
grana grattugiato

Le dosi per la besciamella sono puramente indicative, io non le peso mai e anche questa volta mi sono dimenticata

Riscaldare il latte fino a bollore.
A parte far sciogliere il burro a fuoco lento, quindi aggiungere un po' alla volta la farina mescolando bene e facendola cuocere un po' prima di aggiungerne dell'altra e continuare a mescolare cuocendo la farina. 
Quando avremmo aggiunto tutta la farina, aggiungere un po' alla volta il latte caldo mescolando bene con una frusta evitando che si formino dei grumi. Continuare a cuocere la besciamella per alcuni minuti, quindi aggiungere un po' di noce moscata e una bella manciata di grana, mescolare e far raffreddare.

Preparazione
Ragù pronto
Sfoglia stesa
Besciamella
Grana Trentino grattugiato
150gr ricotta fresca 

Far bollire dell'acqua salata in una pentola.
Quando l'acqua bolle mettere a cuocere qualche rettangolo di sfoglia che noi nel frattempo avremmo tagliato in grandi rettangoli, appena riprende il bollore scolare le sfoglie che metteremo a raffreddare in una ciotola d'acqua fredda e poi stenderle su un panno ad asciugare.
Continuare fino a quando tutta la pasta sarà cotta.

Imburrare una teglia da forno e sul fondo mettere un mestolo di ragù e un po' di besciamella, quindi coprire con una sfoglia. Alternare strati di sfoglia con strati di ragù e besciamella (io amo mettere un po' di besciamella nel ragù per amalgamarli meglio) quindi aggiungere una buona manciata di grana trentino grattugiato quindi coprire con un'altra sfoglia.

A metà strati (alla terza farcitura), spalmare una sfoglia con della ricotta fresca e una bella manciata di grana, quindi coprire con la sfoglia e proseguire con il ragù e la besciamella, fino a riempire lo stampo

Cuocere le lasagne in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Lasciare riposare per qualche minuto prima tagliare e servire.
Spolverizzare di grana prima di assaporare ............... mio figlio non se lo è fatto ripetere due volte

Grazie alle ragazze di MTC per questa bellissima proposta

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domenica 28 settembre 2014

Quenelle o gnocchi di riso con semi di papavero

Grazie alla proposta di Acquaviva per Mtc di settembre, come vi accennavo nel precedente post ho imparato ad amare ancora di più il riso approfondendo meglio le varie cotture, però quando si legge una ricetta con protagonista il riso
nella maggioranza delle volte si parla di bollire il riso senza specificare come.

Dopo la cottura al latte è il momento di approfondire la “cottura per assorbimento” una tecnica che avevo già sperimentato, ma con qualche intoppo.
Seguendo con diligenza i suggerimenti di Acquaviva, che riporto quasi integralmente, il riso si è cotto splendidamente


Quenelle o gnocchi di riso

300gr riso roma
100gr grana trentino
100gr ricotta
semi di papavero
6-7 falde pomodori secchi sott’olio
sale e pepe
burro e salvia 

Preparazione e cottura riso (in corsivo procedimento seguito di Acquaviva)

Versare il riso in una ciotola capace, coprire con circa il doppio di acqua fredda e “sprimacciarlo” tra le dita e roteandolo nell'acqua e massaggiandolo per circa un minuto, fino a che l’acqua risulta praticamente bianca. Versare in un colino, sciacquare sotto un getto gentile di acqua corrente, rimettere il riso nella ciotola lavata e ripetere lo stesso procedimento per altre tre o quattro volte, fino a che l’acqua è chiara.
Versare di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempire con abbondante acqua, che dovrebbe a questo punto rimanere limpida, e lasciar riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti
Scolare e sciacquare di nuovo bene il riso, versarlo in una pentola di acciaio dal fondo spesso proporzionata alla quantità di riso. Unire eventuali aromi od ingredienti, tipo sale, spezie, erbe, alghe, verdure, bocconcini di carne o di pesce, e coprire con liquido a temperatura ambiente in pari volume o poco più (1 tazza di riso per 1 tazza di liquido più 1 cucchiaio) che superi il riso di circa 2 cm. 
Mettere la pentola sul fuoco e portare a leggero bollore.
Quando l’acqua bolle coprire la pentola con un coperchio pesante, meglio se avvolto in un panno in modo che il tegame sia quasi sigillato ed il telo assorba le gocce di vapore ed eviti che ricadano sul riso dal coperchio), abbassare la fiamma e lasciar cuocere senza mai aprire per 10 minuti. 
Spegnere e, sempre senza aprire, lasciar riposare per altri 10 minuti. 

Quando si scoperchia il riso deve risultare morbido e lucido. 

La crosticina che si forma sul fondo della pentola è una golosità, un po' come qui la crosta della polenta, che in Giappone si contendono i bambini (e non solo!).


Io ho cotto un riso in bianco quindi dopo averlo massaggiato nell'acqua per togliere l’amido e poi l'ho lasciato a mollo per circa 25 minuti (come spiegazione sopra)

Quindi l’ho messo in una pentola d’acciaio, coperto con acqua …………….. per 300gr di riso ho messo 400ml d’acqua ho portato a leggero bollore, poi ho coperto con coperchio mettendo fra il coperchio e la pentola un disco di carta forno. Ho lasciato cuocere per 10 minuti, quindi ho spento e senza aprire ho lasciato riposare per altri 15-20 minuti.
Il riso cotto così diventa veramente soffice e sgranato
Trasferirlo in una ciotola allargarlo e farlo raffreddare. Quando sarà raffreddato aggiungere una bella manciata di semi di papavero, delle falde di pomodori secchi sott’olio tagliati a pezzettini, 70gr circa di grana grattugiato e mescolare cercando di amalgamare il tutto. Regolare di sale e pepe quindi aggiungere la ricotta e mescolare bene. Aiutandosi con due cucchiai formare delle quenelle che metteremo in una pirofila leggermente imburrata o vassoio di portata che possa andare in forno. 
Quando avremmo preparato tutte le quenelle le irroriamo con un po’ di burro fuso con la salvia e una bella manciata di grana grattugiato e passiamo per circa 10 minuti al forno a 180°, quindi serviamo in tavola.

Le quenelle si possono anche passare in padella, però essendo soffici e delicate potrebbero rompersi, per quello è meglio passarle a gratinare in forno.

Un primo piatto stuzzicante che si può preparare anche in anticipo
La cottura per assorbimento è veramente delicata provatela e vi assicuro che ve ne innamorerete. 
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martedì 23 settembre 2014

Torta soffice di riso in crosta con mele e pistacchio

Il riso è un alimento meraviglioso e quando si pensiamo a questo alimento l'acquolina va ai meravigliosi risotti di cui anche nel blog potete trovare alcune proposte. Il riso però è un alimento molto molto versatile si presta al dolce ed al salato bisogna solo imparare ad amarlo ed a conoscere i metodi di cottura che spesso vengono sottovalutati, ma una buona cottura da alla preparazione finale
un vero valore aggiunto.

Ad esplorare il mondo del riso, a capirne le mille sfaccettature e sopratutto
 a spronarci a scoprire le diverse ma meravigliose cotture è stata la splendida proposta "un sacco di riso" di Acquaviva per MTC di settembre.

Il suo post è un vero trattato sul riso e solo leggendolo si impara moltissimo, sarebbe riduttivo copiarne solo qualche stralcio, quindi consiglio di leggerlo per capire bene la differenza tra cottura per "assorbimento", "al latte" o "pilaf" e dopo aver letto il suo post ogni volta che leggerete in una ricetta ....... cuocere il riso ....... sono sicura che vi domanderete quale sarà il metodo migliore per la ricetta e quale tipo di riso ................ si perchè anche qui i tipi sono veramente infiniti.

Acquaviva ha lanciato il "riso" a me non resta che raccogliere la sfida e provare ad abbinare ricetta e cottura, per iniziare ho scelto la cottura al latte che precedentemente avevo già fatto, ma non con gli accorgimenti suggeriti nel post

Torta soffice di riso in crosta con mele e pistacchio 
Farcia al riso
200gr riso roma
900gr latte
2 uova
50gr zucchero
vaniglia
granella di pistacchio

Pasta brisee di M.Roux
250gr farina
140gr burro
1 uovo
1 cucchiaino sale
1 cucchiaino zucchero
1 cucchiaio latte freddo

Composta di mele e decorazione
4 mele
50gr acqua
50gr burro
cannella
succo limone

Glassa crema al cioccolato 
100gr panna
110gr cioccolato fondente al 72%

Preparazione Pasta brisee:
Versare la farina sulla spianatoia, al centro il burro, il sale, lo zucchero e l’uovo e iniziare a lavorarli incorporando lentamente la farina finché l’impasto assume una consistenza grumosa: Aggiungere il latte e incorporarlo con la punta delle dita finché l’impasto incomincia a stare insieme:: Quindi spingere l’impasto con il palmo della mano lavorando per 1 o 2 minuti fino a quando è liscio, quindi formare una palla che avvolgeremo con pellicola e mettiamo in frigo fino al suo utilizzo.

Preparazione Composta di mele e decorazione:
Tagliare a cubetti 3 mele e metterle in una casseruola con l’acqua e il burro e far cuocere lentamente finchè sono morbide, aggiungere quindi la cannella in polvere. Togliere dal fuoco e lavorare con una frusta fino ad ottenere una composta che metteremo a raffreddare. 

La quarta mela serve per decorare la torta, tagliarla a fettine molto sottili, pennellarle con un po’ di limone e mettere ad essiccare nel forno o se è una bella giornata esporle al sole per qualche ora, non devono seccarsi completamente, ma solo leggermente disidratarsi.

Cottura del riso (in corsivo spiegazione di Acquaviva dal suo post)
Per la cottura del riso ho scelto la cottura al latte, prima di cuocere si deve fare lo sbianchimento

Il riso va scottato per un minuto in acqua bollente, poi scolato e sciacquato sotto acqua fredda, quindi messo in pentola coperto di latte bollente, eventualmente zuccherato e/o aromatizzato, nelle proporzioni indicative di circa 1 l di latte per 220 g di riso crudo.
Si copre il tutto e si cuoce sulla fiamma a fuoco moderato, oppure in forno a 160 °C, per circa 30 minuti, fino all'assorbimento del latte e alla formazione di una crema densa che avvolge il riso e lo lega.

Io dopo averlo sbiancato e portato a bollore con il latte, l’ho cotto in forno per 30 minuti a 160° e si è cotto perfettamente.
Poi ho fatto raffreddare il riso trasferendolo in una ciotola per rendere l’operazione più veloce (anche se sarebbe meglio prepararsi il riso anche qualche ora prima)

Cottura in bianco pasta brisee:
Mentre il riso si raffredda possiamo stendere la nostra pasta brisee in uno stampo foderato con carta forno e cuocerla in bianco (coprendola con un po’ di carta forno e dei fagioli) a 200° per circa 15 minuti.

Preparazione farcia al riso:
Quando il nostro riso è freddo aggiungiamo lo zucchero e i rossi d’uovo e mescoliamo bene per amalgamarli ed infine un po’ di granella di pistacchio. Montare a neve ferma gli albumi che aggiungeremo al nostro riso, mescolando delicatamente, non essendoci lievito la sofficità è data dagli albumi a neve.

Montaggio torta:
Coprire la base di pasta brisee con la composta di mele e poi versare l’impasto di riso e mettere in forno a cuocere a 180° per circa 35-40 minuti, fino a quando la superficie sarà bella dorata

Preparazione Crema/glassa al cioccolato:
Portare la panna quasi al bollore, togliere dal fuoco e unire il cioccolato fondente e farlo sciogliere. Far raffreddare a temperatura ambiente, quindi sbattere con una frusta e sarà perfetta per accompagnare la torta.
Questa torta può essere mangiata tiepida e sarà veramente soffice, però se aspettate il giorno dopo sarà leggermente meno soffice, ma ne guadagnerà il palato per l'armonia degli ingredienti.
Si può spolverare con dello zucchero a velo e decorare con le fettine di mela e della granella di pistacchio e per i più golosi può essere accompagnata da una crema al cioccolato.
Il riso nei dolci ci sta d'incanto e con una buona cottura acquistano una marcia in più ed è stata apprezzatissima anche se conoscendo i ragazzi non avevo dubbi in merito
Grazie ad Acquaviva per la bellissima proposta e per lo splendido giro nel mondo del riso ............. in settimana "cottura per assorbimento" a presto
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venerdì 29 agosto 2014

French Chocolate Cake di Ale

La mia presenza sul blog ultimamente è un po' latitante, non ci sono grandi scuse solo che il tempo a mia disposizione è sempre poco e sono moltissime le cose in lista da fare. Ci sono delle ricette che è quasi un anno che aspettano di essere pubblicate e prima o poi ci riuscirò.

Talmente presa in quest'estate, che di estate ha avuto solo la posizione sul calendario, che mi sono perfino dimenticata che a ferragosto questo mio piccolo spazio nato per gioco ha compiuto ben 6 anni.

Troppo tardi per correre ai ripari però cosa c'è di meglio per festeggiarlo se non annunciare con grande gioia
 la nascita del nuovo blog di una carissima amica o una "ragazza con delle idee" , ..... come si definisce Lei, che è capace di affascinarmi con ogni suo post, perchè oltre alle ricette strepitose è una fonte inesauribile di notizie ............................................... 

è Alessandra con il suo bellissimo An Old Fashioned Lady 
Per festeggiare alla grande e per ringraziarla vi propongo una sua splendida ricetta che mi ha subito ammaliato, nonostante nella foto mancasse il soggetto della ricetta


E' una splendida cake cioccolatosa, facile da fare e di sicuro successo, vi riporto la ricetta di Ale della French Chocolate Cake ho solo sostituito la farina con la farina di riso






per 6 persone 

115gr cioccolato fondente *
55gr burro
3 uova medie intere
85gr zucchero semolato
un pizzico di sale 
alcune gocce di estratto di vaniglia o semi 
20 g di farina di riso 
zucchero a velo per decorare 

stampo a cerniera del diametro di 18 cm rivestita con la carta forno ** 
Forno statico preriscaldato a 180° 

* Ho usato un cioccolato al 72% 
** Non avendo uno stampo da 18cm ho usato un anello allungabile, mi sono formata il cerchio da 18cm, l’ho posizionato su una teglia e l’ho foderato con della carta forno che non ho unto

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato a pezzettini e, quando inizia a sciogliersi, aggiungete il burro sempre a pezzetti, mescolando finchè non si è sciolto completamente anch'esso. 

Togliete dal bagnomaria e lasciare intiepidire. 
Nel frattempo, in una terrina ampia, montate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno soffici e spumosi: quindi, versate il cioccolato e il burro fusi nel composto montato ed amalgamare con delicatezza. Unire le gocce o i semi di vaniglia e mescolare.

Setacciate la farina ed il sale e incorporarli delicatamente al composto. 

Ora montare bene gli albumi e poi incorporarli delicatamente al composto, in tre tempi mescolando dal basso verso l’alto e cercando che il composto non smonti. 
Versare tutto nella teglia ed infornare in forno caldo per 25 minuti. 

La torta gonfierà e formerà una crosta sottile, durante la cottura, che si creperà e si affloscerà appena fuori dal forno.
Lasciare raffreddare nello stampo per una decina di minuti, poi sformare e mettere delicatamente la torta sul piatto di portata togliendo delicatamente la carta forno.
Prima di servire spolverate con un po’ di zucchero a velo. 
Ho servito la torta dopo qualche ora con del gelato alla crema in purezza o irrorato con del Grand Marnier


Un dolce strepitoso che vi conquisterà immediatamente 

Grazie Ale


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giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' #questoepiubello

Dopo la splendida esperienza nata dall'idea di Ale di raccogliere nel libro “L’ora del patè" le ricette e soprattutto lo spirito del gruppo di Mtchallenge che ogni mese si sfida giocando interpretando la ricetta proposta, non si poteva non pensare al secondo libro della collana.

Il tema proposto in questo secondo libro è quello delle insalate, che spesso ingiustamente vengono viste solo come contorno o come piatto dietetico. 
Le insalate sono invece un piatto dalle mille virtù che nasce dall'armonia delle qualità delle materie prime e dalla creatività di chi le cucina.

L’insalata sarà così per il commensale un’esplosione di colori e sapori che ricreano lo spirito della Belle Epoque, quando questa portata ebbe finalmente una collocazione di tutto rispetto nei menu. 
Troverete moltissime idee per le insalate di tutti i giorni, ma anche splendide insalate da proporre ai graditi ospiti 

Grazie ad Ale, anche questo libro sostiene un vero progetto di una Fondazione con finalità educative la cui attività è rivolta ai giovani

Ogni libro acquistato sosterrà il progetto


E’ con gioia ed emozione che Vi presento il secondo libro della collana 

“I libri dell’MTChallenge”

INSALATA DA TIFFANY

               a cura di Alessandra Gennaro

               fotografie di Paolo Picciotto

               illustrazioni di Mai Esteve
casa editrice :

SAGEP EDITORI- GENOVA www.sagep.it

l'impaginazione è di Barbara Ottonello di Sagep Editori

la direzione editoriale è di Fabrizio Fazzari 

144 pagine

costo: 18,00 euro

Sfogliando il bellissimo libro troverete sezioni dedicate a :

Insalate da Tiffany – Insalate che ricreano lo spirito dalla Belle Epoque

Insalate facili – oltre 50 ricette più veloci ma non meno appetitose 

Condimenti ed emulsioni

Storia e tecnica 

Il progetto più grande però è quello che vede ogni singolo libro sostenere il progetto: 

Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link:http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della realtà, derivato proprio dall'apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all'arte, alla musica e al gusto.

Questo libro è veramente più bello, pagina dopo pagina Vi conquisterà e potrete portare in tavola piatti veramente stuzzicanti che sapranno soddisfare tutti i sensi.

Per acquistarlo sfogliarlo e rimanere affascinate da più di cento varianti d'insalata e sostenere con il vostro contributo un bellissimo progetto potete ordinarlo:
direttamente a Sagep  o anche ad Ibis e Amazon, naturalmente da oggi sarà disponibile anche nelle librerie

Non fatevelo scappare e veramente molto bello

#questoepiubello 
#insalatadatiffany
GRAZIE
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domenica 15 giugno 2014

Baleadas con fagioli rossi e banane fritte ...............una piadina in vacanza

A giugno iniziano le vacanze dei ragazzi, l’estate fa capolino e la voglia di spegnere i fornelli e di cucinare piatti più veloci inizia a farsi sentire. 
MTC non poteva certo non farsi portatrice di questa esigenza e così ecco che Tiziana ci propone la ricetta di una splendida piadina romagnola. 
Chi di voi non ha mangiato almeno una volta una piadina però avere la ricetta per farla bene non è da tutti. 


Il caldo si sa a volte fa qualche scherzetto e così la vulcanica Ale lancia un’idea che è stata presa al volo dalla combriccola di MTC e così ecco che oltre ai mondiali di calcio in giugno si celebreranno anche i PIADAMONDIALI con lo stesso calendario dei mondiali, solo anticipando le partite di un paio d’ore e la sfida è a suon di piadine una più accattivante dell’altra. L’idea mi è piaciuta subito ed è così che farò l’allenatrice per il piccolo Honduras 

Facile a dirsi, ma qual è il piatto tipico di questo piccolo stato una terra racchiusa tra due oceani come ci racconta la sua bandiera che è costituita da tre bande orizzontali bianche e blu di uguali dimensioni; secondo la tradizione, le bande blu laterali rappresentano l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico. 
Honduras sembra debba il suo nome a Cristoforo Colombo che approdò sulle sue coste nel suo quarto e ultimo viaggio nel 1502. 

Uno stato sicuramente interessante anche dal punto di vista culinario. 
Un piatto tipico honduregno sono le baleadas, molto simili alla nostra piadina e quindi il piatto giusto per i piadamondiali. 

La baleadas l'ho sostituita con la piadina proposta da Tiziana di cui riporto la ricetta quasi integralmente 

Ingredienti Baleadas-piadina 
500 g di farina 00 
125 g di acqua 
125 g di latte parzialmente scremato fresco 
100 g di strutto 
15 g di lievito per torte salate 
10 g di sale fine 
1 pizzico di bicarbonato di sodio 

Fate scaldare il latte e l'acqua in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte. La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo una padella antiaderente piuttosto larga, la temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta.
Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete. 

Farcitura con Frijoles fritos e plátanos fritos 
200gr Fagioli Rossi lessati 
1 cipolla tritata 
1 spicchio d'aglio tritato 
Cumino 
Olio d’oliva 
Sale e pepe 

150gr Salsiccia 
Origano e timo 

2 banane mature (platanos) 

50gr Formaggio stagionato (prato magno) 

100gr Panna 
succo limone 

Per la farcitura servono dei fagioli rossi che avremmo lessati, dopo averli messi a bagno per una notte. 
Prendere i fagioli con un po’ della loro acqua e schiacciarli con un cucchiaio fino a renderli a purea. Nel frattempo mettere la cipolla tritata in un padellino con un po’ d’olio e farla imbiondire, poi aggiungere la purea di fagioli, l’aglio e il cumino far insaporire e poi aggiungere un po’ d’olio e far friggere per qualche minuto regolare di sale e pepe a piacere ………… deve risultare una purea morbida e saporita. 

In un padellino a parte far cuocere la salsiccia sgranata fino ad una buona rosolatura, aggiungere un bel pizzico d’origano e timo, non serve salare perché già molto saporita 

Preparare le banane fritte 
Le banane devono essere mature, tagliarle a fetta di salame poi passarle in un padellino con un velo d’olio caldo per un paio di minuti girandole su entrambi i lati 

Sono deliziose, se non le usate tutte per le piadine potete mangiarle così veramente buonissime 

Aggiungere alla panna il succo di quasi mezzo limone 

Farcitura baleadas 
Prendere una piadina calda, mettere sul fondo un po’ di purea di fagioli e distribuirla bene poi aggiungere un cucchiaio di salsiccia. Coprire con qualche scaglia di formaggio stagionato (che può a piacere essere sostituito con del formaggio morbido) e irrorare con un po’ di panna al limone. 

Aggiungere qualche fettina di banane fritte quindi chiudere a cono e gustare subito. 
Proseguire a farcire le restanti piadine 

Sicuramente una piadina con farcitura un po’ particolare, ma sicuramente sfiziosa 

Come sempre è un piacere partecipare a MTC, ma questa volta è stato ancor più divertente

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mercoledì 14 maggio 2014

Babà alla grappa di Gewurztraminer con maroni canditi e crema

Come sempre ogni mese MTC ci sprona a metterci in gioco anche con ricette o preparazioni per noi completamente nuove.

I primi passi che ho mosso in questo splendido gioco risalgono alla pasta alla Norma proprio un piatto per me "gustativamente" sconosciuto, ma che dallo schermo mi disse: “ …… Manuela buttati ….” e da allora mese dopo mese MTC ha stimolato la mia fantasia arricchendo la mia cucina e facendomi viaggiare nel meraviglioso mondo culinario.

Non poteva quindi certo meravigliarmi la proposta di Antonietta con il suo babà per MTC di maggio.

Certo non l’ho mai mangiato, ma il babà con il pensiero mi riporta all'infanzia perché i primi passi li ho proprio mossi a Napoli dove con i miei ho vissuto per quasi due anni e probabilmente l’aroma del babà sarà rimasto in fondo ai miei ricordi come l'amore per l'acqua, i miei mi portavano in spiaggia a Marechiaro e mi facevano una buca in riva al mare dove potevo star li li tranquilla a giocare ........ ma questa è un'altra storia.

Quando ci si mette in gioco con un piatto nuovo, per me è molto importante studiare bene la ricetta per carpirne i segreti per poi seguire scrupolosamente la ricetta.
La ricetta è quella di Antonietta che riporto quasi integralmente

Ingredienti
300 gr farina Rieper (linea gialla)
3 uova grandi
100 gr burro
100 gr latte
25 gr zucchero
10 gr lievito di birra (io 7gr) *
½ cucchiaino di sale fino

Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 gr di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 gr di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con pellicola

* ho usato meno lievito perchè sapevo che il mio primo impasto avrebbe dovuto lievitare più a lungo essendo io al lavoro

Primo impasto
Versare in una ciotola il resto della farina (230 gr), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio (il mio ha lievitato circa 4 ore è per questo che ho usato meno lievito).

Secondo impasto
In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto una cucchiaiata alla volta facendo assorbire bene prima di aggiungere la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.
Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo ** preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.
Una volta completato il giro, con l’indice sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
** il mio stampo era senza buco, ma come dice Antonietta se non ha il buco non è un babà e quindi con una formina da crem caramel e un po' di carta forno mi sono creata il buco ..... trattandosi di un lievitato il buco finale è abbastanza bello anche se un po' asimmetrico

Accendere il forno a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa. 

Per la bagna
1 lt acqua
400 gr zucchero
1 limone

Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti.
Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette e versare sul babà ancora tiepido. 
Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.

Crema pasticcera al profumo di castagna
250 ml di latte
2 tuorli
2 cucchiai colmi di zucchero
1 cucchiaio raso farina bianca
1 cucchiaio raso di farina di castagne
un pizzico di vaniglia
30 g di burro

Scaldare il latte con un pizzico di vaniglia e spegnere quando accenna a bollire. Mettere a scaldare la pentola con l’acqua che servirà da bagnomaria per cuocere la crema.
Nella pentola dove invece cuoceremo la crema mettere i tuorli, lo zucchero e la farina setacciata; con una frusta amalgamarli energicamente e incorporare il latte versato a filo, continuando a mescolare. Passare nel bagnomaria a fuoco dolcissimo e cuocere continuando a mescolare fino a quando la crema si addensa.
Spegnere, aggiungere il burro e incorporarlo con la frusta. Lasciar raffreddare girando di tanto in tanto. Sistemare la crema in un sac a poche e tenerla in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Completiamo il babà
100 g di marroni canditi alla grappa di Gewurztraminer*
3 cucchiai di miele di castagno

Scolare dal piatto lo sciroppo che sarà colato dal babà. Irrorarlo con la grappa di Gewurztraminer dei marroni canditi a proprio piacimento, spennellarlo con il miele di castagno precedentemente leggermente sciolto a fuoco lento, decorare con ciuffi di crema pasticcera e completare con i marroni canditi.
Questo babà è veramente meraviglioso, so che lo rifarò prestissimo, magari cercandomi lo stampo giusto e devo ringraziare Antonietta per la bellissima ricetta, ma sopratutto per la pazienza con cui a risposto a tutte le mie domande 
Questi i suoi suggerimenti per la ricetta: per ottenere un ottimo babà spugnoso la fase essenziale è l’impasto: deve essere energico e lungo, senza desistere, fermarsi solo quando questo si stacca dalle mani, lasciandole pulite, quando accenna a fare le prime bolle, quando è sostenuto e tondo come una palla.
Il piano da lavoro dove impastare non deve essere di legno ma di marmo o altra pietra naturale, meglio ancora materiali plastici duri.

Ho seguito ricetta e suggerimenti alla lettera ed il babà è stato apprezzatissimo da tutti

* I marroni sono prodotti dalla cooperativa castanicoltori del Trentino Alto Adige
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