lunedì 28 novembre 2011

Baccalà alla marinara ....... livornese

Baccalà alla livornese, bella sfida quella per MTC di novembre proposta da Cristina. Questo bellissima sfida-gioco permette a tutti noi di cimentarsi in piatti spesso nuovi e con ingredienti diversi da quelli che siamo abituati a cucinare normalmente. 
Come ho visto la ricetta del mese mi sono detta  
..... “perfetto il baccalà lo conosco anche se lo cucino poco” ……… 
..... ma ……. si c’è sempre un ma ……. 
ho scoperto un mondo dietro al baccalà che non sospettavo, tanto che noi qui a Trento per baccalà intendiamo lo stoccafisso, ma si sa noi gente di montagna il mare e i suoi prodotti li vediamo molto lontani, di trota e salmerino siamo più estimatori, ma di baccalà non proprio e poi volete immaginare come cambierebbe la poesia del 
“baccalà dei frati” se dovessimo chiamarlo “lo stoccafisso dei frati” 


Il periodo è un po’ intenso e sinceramente non sapevo se sarei arrivata in tempo, avevo anche pensato di giocarmi per la prima volta la carta dell’assenza, ma non potevo questo mese anche per rispetto alle ragazze di MTC e di Cristina e poi ho visto delle vere meraviglie questo mese, anche se lo ammetto a me piace di più quando una ricetta non viene troppo stravolta.

Col fiatone e sul filo di lana sono arrivata con il mio baccalà alla marinara o livornese, la ricetta è veramente semplice e delicata, la foto purtroppo è veramente pessima e lascia tutto solo all'immaginazione, ma purtroppo è fatta con il cellulare visto che qualcuno ieri ha lasciato in giro la macchina fotografica con le foto della preparazione e fino a venerdì non riesco a recuperarla, 
ma si sa i figli ogni tanto sono un po’ ……… sbadati 
(NB: aggiornamento del 6 dicembre finalmente le foto della preparazione ci sono la foto finale invece rimane quella con il cell ....... per fortuna avevo fotografato il baccalà appena cotto)



La ricetta è semplicissima e per il procedimento è lo stesso della seppia alla marinara,  

baccalà 
pomodori pelati 
cipolla 
origano 
aglio
sale pepe 
olio 

Prendere un bel pezzo di baccalà e tagliarlo a pezzi non troppo piccoli e mettere i pezzi a freddo in una terrina di coccio dove avremmo già messo un filo d’olio, una bella cipolla a pezzi 
e dei pomodori pelati a pezzettini, aggiungere sale e pepe, aglio ed origano e poi mettere a fuoco lento con lo spargi fiamma. 

Chiudere ermeticamente la terrina mettendo fra il coperchio e la terrina un foglio di carta forno e far cuocere lentamente per un’ora abbondante ………… ideale sarebbe mettere la terrina in un angolo della stufa. 

Verso fine cottura, scoperchiare, regolare di sale e pepe se serve e far evaporare un po’. 

Ottimo se fatto riposare per qualche ora prima di servirlo con delle ottime patatine lesse o con della polenta. 

Un piatto semplice, ma veramente gustoso 

Buona settimana a tutti
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lunedì 14 novembre 2011

Bloomer ai semi di sesamo ........ filone delizioso

E’ moltissimo tempo che non vi regalo una ricetta di un lievitato, ma ultimamente il tempo è molto tiranno e quindi sperimentare un nuovo lievitato non è sempre facile. 
Quindi si preferisce andare su pani sicuri come il pane polka, il pane ventaglio per non parlare del katmer o dei buonissimi fantans ……….. 


Pero oggi vorrei presentarvi questo splendido filone di pane bianco in versione inglese (dal libro “il pane fatto in casa”), con un lento processo di lievitazione dovuto ad una minore dose di lievito, diventa cosi più corposo e di più lunga durata. L’impasto cresce in circa 8 ore quindi è un pane che si presta bene ad essere iniziato la sera precedente o il mattino, pratico anche per chi deve farlo coincidere con gli orari di lavoro ……… mentre lui riposa noi lavoriamo!!!! 

Impasto 
675gr farina bianca (si può usare anche una parte di farina integrale per massimo metà dose) 
430gr circa d’acqua (dipende dalla farina) 
15gr lievito fresco 
2 cucchiaini di sale 

Guarnizione 
½ cucchiaino sale 
2 cucchiai acqua 
Semi sesamo o papavero 

Sciogliere nell'acqua un po’ tiepida il lievito con mezzo cucchiaino di zucchero, poi aggiungere gradatamente tutta la farina e il sale e lavorare bene l’impasto per almeno una decina di minuti o se preferite usate l’impastatrice (o altro) 

Mettere l’impasto ben lavorato in una terrina leggermente unta, coprirlo con della pellicola e farlo lievitare a temperatura ambiente (16-18°) per 6-7 ore o fino a quando non raddoppia di volume. 

A raddoppio avvenuto rovesciare l’impasto su un piano infarinato e lavorarlo bene con un po’ di forza per circa 5 minuti, rimetterlo nelle terrina copritelo e lasciatelo lievitare ancora per 2 ore abbondanti 

Trascorse le 2 ore, ripetere l’operazione lavorando ancora bene l’impasto, ma questa volta lasciandolo riposare solo 5 minuti. 
Trascorsi i 5 minuti stenderlo, su una superficie leggermente infarinata, formando un rettangolo spesso circa 2,5 cm. 

Arrotolare l’impasto partendo dal lato lungo e modellarlo come un grosso filone con estremità quadrate di circa 33x13cm. 
Metterlo su una teglia leggermente infarinata con il lembo trasversale verso l’alto, coprirlo e lasciarlo riposare per 15 minuti circa. 

Trascorsi i 15 minuti giratelo o trasferirlo su una teglia da forno unta (io lo giro sulla stessa teglia infarinata)
Gonfiatelo rimboccando con le mani i lati e le estremità del filone. Con un coltello affilato fate sul filone 6 tagli in diagonale. 
Coprirlo e lasciarlo riposare al caldo per 10 minuti circa. 
Nel frattempo riscaldare il forno a 230°. 
Mescolare il sale della guarnizione con l’acqua e spennellare con questo composto il filone quindi cospargerlo di semi di sesamo o di papavero. 

Spruzzare dell’acqua nel forno ed infornare velocemente il pane, facendolo cuocere per 20 minuti, quindi abbassare a 200° e proseguire la cottura ancora per 25 minuti o fino a doratura. 

Se a fine cottura la base del filone non fosse abbastanza croccante, capovolgere il filone sulla teglia, spegnere il forno e lasciarlo dentro ancora per 5-10 minuti.
Quindi fate raffreddare il pane su una griglia. 

I tempi sono un po’ lunghi ma il gusto ci guadagna molto.
Buona lunedì e buona settimana a tutti
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lunedì 7 novembre 2011

Caramelle di pasta fillo con ricotta e radicchio

La settimana scorsa ho fatto la pasta fillo, un pomeriggio dedicato a lei fra impasto-riposo-stesura, ma con successo e vi sembrava possibile che non la provassi subito!!!!! 

Le ricette da fare sono moltissime, la pasta fillo è molto versatile, leggera e friabile, ma quella sera i ragazzi non c’erano e così desideravo qualche cosa di sfizioso, veloce e semplice allo stesso tempo ……….. quindi niente di meglio che caramelle con ricotta e radicchio


pasta fillo (alcuni fogli) 
ricotta 
radicchio 
grana grattugiato 
burro 
mandorle a scaglie 
sale e pepe 

Prendere delle foglie di radicchio (vanno benissimo anche quelle esterne) tagliarle a listarelle e farle appassire in padella per qualche minuto con una noce di burro, regolare di sale e pepe e far raffreddare. 
Quando sono fredde aggiungere della ricotta, un po’ di grana e mescolare amalgamando il tutto. 

Prendere un foglio di pasta fillo e ricavarne quattro quadrati/rettangoli, all’interno di ognuno nella parte bassa mettere una noce del nostro impasto e poi arrotolare e chiudere i bordi come si trattasse di una caramella. 

Calcolare tre-quattro caramelle a testa, poi metterle in una teglia imburrata, spennellarle di burro aggiungere un po’ di grana e delle mandorle a scaglie
infornare a 180° per 10-15 minuti, attenzione a non seccarle troppo. 

Veramente deliziose queste caramelle, la croccantezza della fillo con la morbidezza del ripieno le rendono veramente stuzzicanti da gustare

La pasta fillo avanzata l’ho arrotolata nella carta forno, poi ho avvolto il rotolo nella pellicola e massa in frigo per un paio di giorni (non più di una settimana)
Qualche giorno dopo l’ho utilizzata nuovamente per ripetere la ricetta in occasione del compleanno di Matteo. 
La pasta si è conservata perfettamente, ho rifatto le caramelle servendole questa volta in terrine singole, molto simpatica anche questa presentazione. 

Rispetto alla fillo fresca (appena fatta) bisogna calcolare un paio di minuti in più di cottura per il resto rimane perfetta. 

Sicuramente ci sarà occasione per rifare la pasta fillo per fare altre ricette.

Buona settimana, questa ricetta la dedico ad Elena ringraziandola per questa delizia con gli auguri per il suo piccolo Matteo
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domenica 6 novembre 2011

La pazienza ...... fondamentale in cucina e nella vita

Permettetemi in questo pomeriggio uggioso una piccola divagazione elogio alla "pazienza". 
Per me uno degli ingredienti fondamentali nella vita come in cucina, come lo zucchero o il sale, la pentola o la tortiera però questo mondo frenetico ci fa sussultare ogni volta che la nominiamo sembra che non ci si possa permettersi d’averla, ma come la frenesia fa parte del nostro vivere quotidiano anche se non sembra la troviamo dappertutto .......

... quando aspettiamo i mezzi pubblici o siamo in macchina in coda 
... quando usiamo il pc o tecnologie varie 
... quando si insegna ad un bambino a camminare o dribblarne i capricci 
... quando si seguono i compiti dei figli o la loro adolescenza 
... quando al lavoro si è a contatto col pubblico, coi colleghi o coi ragazzi 

... l’elenco potrebbe essere veramente eterno, pensiamo solo a quante volte usiamo l’espressione “… non farmi perdere la pazienza…” che sia essa rivolta a persone o mezzi tecnologici. 
Pazienza ne abbiamo tutti, poi sta a noi non vederla negativamente ma saperla apprezzare. 

Per me in cucina è sicuramente indispensabile, non si può cucinare senza averne almeno un po’. 
Ogni cosa ha bisogno dei suoi tempi, un ragù, un arrosto, una torta, un lievitato, una decorazione, la presentazione di un piatto …….. però anche la preparazione delle pietanze hanno bisogno di pazienza ……… oggi ho cucinato un chilo di alici alla piastra e un’ottima seppia alla marinara però dopo averle comperate ho dovuto pulirle sicuramente con molta pazienza, quindi cucinarle per poi vederle sbaffate in una quindicina di minuti o poco più, se non ci fosse stata la pazienza avrei potuto comperare un piatto surgelato pronto e metterlo in forno o al microonde, ma sicuramente non avrebbe riscosso lo stesso apprezzamento e soprattutto a me non avrebbe dato la stessa soddisfazione. 

Perché oggi questa divagazione ………… solo perché in questi giorni ci ho un po’ riflettuto dopo il mio post sulla pasta fillo e qualche naturale perplessità nata dalla mia affermazione che è una cosa fattibile ……………. non ci si deve far spaventare dalla pazienza dello stendere la sfoglia, che si può fare anche con la macchinetta, magari la prima volta non verrà sottilissima ma non per questo sarà un fallimento. Non è una ricetta molto difficoltosa è sicuramente fattibile, molto più difficile e di pazienza è fare un buon lievitato o decorare una torta. 

Poi capisco benissimo che quello che per me non pesa e anzi mi rilassa, come passare qualche ora in cucina per preparare un piatto ad altri potrebbe risultare stressante, per me al contrario è molto più stressante, mettendo a dura prova la mia pazienza (ecco che ritorna), scrivere il post della ricetta piuttosto che farla …………… ammiro molto infatti chi sa scrivere con grande fluidità (come Araba, Ale ....)

Bisogna considerare la pazienza come un ingrediente indispensabile in cucina e nella vita e sono sicura che sapremo farci sorprendere positivamente provando con successo anche cose nuove e considerate inarrivabili. 

Buona domenica e per Voi una fetta di strudel (a proposito di pazienza se lo vogliono devono sbucciare le mele) 

e scusate la mia divagazione, domani spero di arrivare a farvi vedere che cosa ho fatto con la famosa pasta fillo
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